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AFFIDAMENTI DIRETTI / Tuscania

Presunti appalti pubblici irregolari a Tuscania, interviene l'Autorità nazionale anticorruzione

Le presunte irregolarità riguarderebbero "il sistematico ricorrere di procedure di affidamento diretto, rese possibili dall’artificioso frazionamento dei lavori da eseguire" e non solo

Procedure affidamento degli appalti lavori pubblici da parte del comune di Tuscania: interviene l'Autorità nazionale anticorruzione. L'intervento e la conseguente delibera da parte dell'Autorità nazionale anticorruzione sarebbero la conseguenza di una "comunicazione acquisita al protocollo dell’Autorità al n. 71592 del 04.10.2021, indirizzata anche alle competenti Procure della Repubblica e della Corte dei conti, in cui veniva segnalato il ricorrere di presunte irregolarità caratterizzanti l’attività negoziale posta in essere dalla stazione appaltante Comune di Tuscania- scrice Anac nella premessa-. In particolare, veniva evidenziato il sistematico ricorrere di procedure di affidamento diretto, rese possibili dall’artificioso frazionamento dei lavori da eseguire, sovente aggiudicati ai medesimi operatori economici; ciò, in violazione dei principi generali di libera concorrenza, trasparenza, economicità, rotazione".

Gli importi degli affidamenti

Secondo la delibera numero 578 del 30 novembre 2022 di ben otto pagine, in cui l'Autorità di vigilanza riporta tutta la vicenda in punto di fatto e di diritto, "l' importo complessivo nel 2019 degli affidamenti diretti effettuati in deroga ai sensi dell’art. 1 comma 912 della legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) risultava essere pari ad euro 301.664,57, oltre ad euro 322.782,16 impiegate in circa n. 57 affidamenti diretti di importo inferiore alla soglia di euro 40.000, per i quali era stato rilasciato dal sistema informativo dell’Anac un Codice Identificativo Gara Semplificato (SmartCIG).

Anche con riferimento alle successive annualità, la percentuale di affidamenti diretti complessiva è risultata assai significativa, considerato che nel 2020 erano stati direttamente affidati circa n. 50 lavori sotto la soglia di euro 40.000,00 per complessivi euro 370.449,98, a fronte di sole n. 3 procedure sopra la soglia di euro 40.000, una concernente un affidamento diretto disposto ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. b) del d.lgs. n. 50/2016 per euro 54.476,00, nonché una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. c-bis del d.lgs. n. 50/2016 per euro 622.245,55 ed una ulteriore procedura ex art. 60 del d.lgs. n. 50/2016 per euro 1.190.785,92.

 Analogamente, nel successivo anno 2021 (sino a quando rendicontato), tale annualità è risultata caratterizzata dalla presenza di circa n. 31 affidamenti diretti di importo inferiore ad euro 40.000,00 (per i quali risulta preso uno SmartCIG), per complessivi euro 162.333,57, oltre a n. 3 affidamenti diretti effettuati secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. a) del D.L. n. 76/2020, per complessivi euro 241.793,82".

Le precisazioni del Comune 

 " ...RUP (Responsabile Unico del Procedimento) in primo luogo precisava, in ordine all’assenza di programmazione, che le manutenzioni in esame, per quanto riguarda gli immobili e strutture comunali “… hanno riguardato lavori difficilmente programmabili, in quanto il sottoscritto, che come sopra indicato Responsabile del servizio dall'inizio del 2020, non ha potuto programmare su larga scala i vari interventi, poiché sarebbe stato necessario provvedere ad una serie di sopralluoghi e verifiche che non è stato possibile effettuare a causa della situazione dovuta alla Pandemia ed alla forte mancanza di personale tecnico nell'area dì riferimento”.

Per quanto concerne, invece, i lavori di manutenzione delle reti idriche e delle reti fognarie, veniva evidenziato che “La mancata programmazione e la conseguente procedura di affidamento diretto è dovuta essenzialmente all'attuale periodo transitorio di trasferimento del servizio idrico integrato alla Società […OMISSIS…], con la quale questo Comune ha intrapreso da tempo rapporti finalizzati in tal senso, che tuttavia, in considerazione della complessità della materia, stanno richiedendo tempi operativi piuttosto lunghi”, rassicurando che “Prendendo atto del rilievo formulato da codesta Autorità, per il corrente anno, si provvederà a programmare gli interventi di manutenzione delle reti idriche e fognarie e gli adeguamenti funzionali e manutenzioni degli immobili comunali...”.

Per quanto riguarda, poi, l’intercorsa contestazione della violazione del divieto di artificioso frazionamento degli appalti, lo stesso RUP riferiva che “Seppur spesso non è stato possibile effettuare una puntuale programmazione degli interventi, non si è mai operato attraverso arbitrari frazionamenti degli stessi, ciò sì evidenza anche dall'esame dalla tipologia dei lavori effettuati, che riguardano immobili e strutture comunali diversificate tra loro e richiedenti interventi sempre diversi per tipologia o per categorie di lavori” e che “Anche a posteriori, esaminando gli incarichi affidati, è emerso che sarebbe stato impossibile raggruppare gli interventi In lotti funzionali, sia per motivi temporali che per la diversificazione dei vari settori merceologici”. 

Con riferimento alla contestata compromissione del principio di economicità, il RUP comunicava di “aver sempre operato nel massimo rispetto di tale principio in quanto è stato sempre utilizzato, nella predisposizione dei computi metrici, il Prezziario Regionale vigente, e spesso le ditte interpellate hanno applicato sull'importo a base di affidamento, un ribasso come indicato, ad esempio, negli atti di seguito indicati e allegati alla presente” e che “Nel caso in cui l'operatore economico, a seguito di sopralluogo per verificare la tipologia e l'entità del lavoro da eseguire, ha predisposto un preventivo, il sottoscritto ha sempre verificato la congruità dell'importo richiesto. attraverso un'attenta analisi della tipologia dell’intervento e sulla base del Prezziario Regionale Vigente e quando è stato ritenuto opportuno si è provveduto ad una negoziazione diretta con l'operatore economico per l'ottenimento di un ribasso sull'offerta formulata”. 

Le conclusioni di Anac

L'Anac ha quindi deliberato "di ritenere le procedure di affidamento dei lavori operate dal Comune di Tuscania nel periodo di riferimento 2019-2021 non caratterizzate dalla corretta applicazione dei principi che regolano l’affidamento degli appalti sottosoglia enunciati dall’art. 36, comma 1, del d.lgs. 50/2016, di cui al principio di economicità, di correttezza, di libera concorrenza, di non discriminazione e di parità di trattamento, di rotazione degli affidamenti;

Inoltre l'Autorità ritiene che il predetto Comune non abbia garantito, nel citato periodo, la corretta applicazione di una adeguata programmazione dei lavori pubblici ex art. 21, comma 1, del d.lgs. 50/2016";

Si rende quindi "necessaria l’osservanza delle norme previste dal Codice dei contratti pubblici per l’affidamento dei servizi di committenza ausiliaria ad Asmel e dà mandato al competente Ufficio dell'Autorità di inviare la presente delibera alla stazione appaltante, invitando la medesima committenza a comunicare, entro 30 giorni dalla trasmissione della presente delibera, le valutazioni condotte e le determinazioni assunte sulla scorta dei rilievi formulati".

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