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Martedì, 21 Maggio 2024
LA MANIFESTAZIONE / Garbini / Piazzale Antonio Gramsci

La "rivolta" degli agricoltori: 50 trattori bloccano piazzale Gramsci, la protesta arriva alle porte del centro | FOTO e VIDEO

Mezzogiorno di fuoco fuori porta Fiorentina, traffico bloccato a piazzale Gramsci dagli agricoltori in rivolta. Bruciate le bandiere di Coldiretti, interviene il ministro Lollobrigida

Una cinquantina di trattori hanno bloccato, nuovamente, il traffico in città. È la protesta degli agricoltori, che va avanti da più di una settimana in tutta Italia. Oggi, a Viterbo, sono partiti alle 11,30 dalla zona commerciale di San Lazzaro e sono arrivati a mezzogiorno circa a piazzale Gramsci, dove hanno sfilato paralizzando il traffico. Nella Tuscia, in particolare nel capoluogo e a Orte, cruciale snodo autostradale, i coltivatori della terra hanno invaso le strade.

GALLERY | Protesta degli agricoltori a piazzale Gramsci

Questa mattina, settimo giorno di protesta, i mezzi agricoli hanno attraversato la zona a ridosso del centro storico. Partiti dal parco commerciale “San Lazzaro” alle 11,30, una cinquantina di trattori ha sfilato dalla Cassia nord fino a via della Palazzina, giungendo a piazzale Gramsci. Qui hanno sfilato senza bloccarsi, facendo il giro fino a uscire in via Garbini. Da lì hanno prima fatto il giro della rotatoria dell’Ipercoop, poi si sono diretti di nuovo verso San Lazzaro.

La rivolta dei trattori, però, non sembra essere destinata a finire. Siamo alla prima settimana di manifestazioni in tutto il paese, promosse da un’organizzazione autonoma, chiamata Rispetto e dignità, slegata dalle principali sigle di categoria. Tanti gli slogan esposti dai manifestanti: da “È la terra che nutre la natura, non l’industria” a “I pannelli mangiateli voi”. Nel mirino delle critiche ci sono il Green deal dell’Unione europea, che secondo gli agricoltori penalizza le loro aziende, il prezzo del gasolio e quello dei prodotti, aumentati a dismisura negli ultimi mesi.

Mentre i trattori sfilavano a piazzale Gramsci, nella zona commerciale di San Lazzaro sono state bruciate delle bandiere di Coldiretti. Il motivo alla base del gesto, stando a quanto lamentano gli agricoltori, sarebbe la mancata attenzione dell'associazione alla loro protesta. 
 

Il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commmentato quanto accaduto stamani: "Rispetto ogni manifestazione democratica, in particolare quella di lavoratori che, nel tempo, hanno visto calare il proprio reddito per scelte che certamente non hanno né tutelato l'ambiente né valorizzato la sovranità alimentare del nostro continente", ma "considero sbagliato e ingiustificato ogni atto di violenza, compreso bruciare le bandiere delle associazioni agricole come accaduto oggi a Viterbo". "In Italia - ha proseguito il ministro - sin dal suo insediamento il nostro Governo ha
restituito centralità all'agricoltura e si è schierato nel
contesto dell'UE a difesa del comparto, senza paura di portare avanti battaglie giuste in difesa di agricoltura, allevamento e pesca. C'è bisogno - è l'appello del ministro - di un fronte comune tra istituzioni e sistema produttivo italiano per valorizzare le nostre potenzialità e rafforzare l'Unione Europea, diversa da quella attuale, in linea con quanto intendevano coloro che la fondarono". A Coldiretti, la cui bandiera è stata bruciata a Viterbo in segno di protesta, "si deve la battaglia contro il cibo sintetico che l'Italia sta guidando anche in Europa con risultati eccezionali. Non ha alcun senso - aggiunge Lollobrigida - che il fronte degli agricoltori diventi quello di combattere altri agricoltori che si sentono rappresentati dalle associazioni. Ed è per questo che, consapevole della validità delle istanze promosse da questo mondo, esprimo la solidarietà alla Coldiretti, auspicando che nessun uomo e donna, nessun imprenditore agricolo svilisca il proprio impegno per difendere il lavoro, la terra, la produzione, con azioni che nulla hanno a che fare con i principi di rispetto, libertà e democrazia che mai devono mancare e dei quali, proprio gli agricoltori, sono il simbolo più rilevante".

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