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Domenica, 14 Aprile 2024
PARLA LA VITTIMA / Vignanello

Rapina in villa, Orsolini racconta la serata di terrore: "Ci hanno puntato le pistole contro e rubato tutto quello che avevamo"

L'imprenditore Amedeo Orsolini ripercorre l'incubo vissuto dalla sua famiglia: "In quattro ci hanno tenuto in ostaggio per un'ora. In casa c'era anche il nipotino di 4 anni che è rimasto traumatizzato". Carabinieri al lavoro, è caccia a una banda di professionisti: "Sapevano come muoversi e i nostri orari"

"In quattro, armati e irriconoscibili, sono entrati in casa e ci hanno detto: 'Fermi tutti, questa è una rapina'. Inizialmente ho pensato a uno scherzo dei nipoti". Ma all'imprenditore Amedeo Orsolini e ai suoi familiari sono bastati pochissimi istanti per realizzare che quello che stavano vivendo era, purtroppo, assolutamente reale. Vittime di una rapina, nella tarda serata di giovedì 2 novembre, nella villa di famiglia il località Centignano a Vignanello. Sulla strada provinciale Vasanellese, proprio accanto alla nota azienda.

"Hanno fatto irruzione intorno alle 19 e sono rimasti in casa fino alle 20 - racconta Orsolini -. Dopo aver scavalcato la recinzione, sono entrati facilmente dalla veranda e hanno fatto mettere moglie, genero e nipotino di 4 anni seduti in salotto guardati a vista da due malviventi con la pistola. Io sono arrivato con mia figlia intorno alle 19,20. Sono stato placcato dagli altri due rapinatori, che avevano in mano un cacciavite di grandi dimensioni e che mi hanno fatto capire che non era uno scherzo. Ma hanno detto di rimanere tranquilli e che non sarebbe successe niente se avessimo collaborato".

E, fortunatamente, così è stato. "Ci hanno chiesto - ripercorre Orsolini - tutto quello che avevamo: soldi, qualche gioiello e orologi. Glieli abbiamo consegnati. Hanno rovistato nei cassetti e sfasciato la cassaforte, perché in quel momento non ricordavo la combinazione. Una volta racimolato il bottino, sono scappati dicendoci di non chiamare nessuno per una mezz'ora. Poi abbiamo allertato i carabinieri".

I militari, una volta ricevuta la segnalazione, sono subito intervenuti. Per il sopralluogo e per i primi rilievi, per mettersi sulle tracce dei malviventi ma anche per accertarsi delle condizioni degli Orsolini. "Stiamo bene - rassicura l'imprenditore -, non sono stati per nulla violenti. Non gli interessava farci del male, ma solo il buon esito del colpo. Quello che mi ha dato più fastidio è stato che per il nipotino è stata una cosa un po' traumatizzante".

A partire da Orsolini e fino ad arrivare agli inquirenti, ci sono pochi dubbi. "Sono dei professionisti - afferma l'imprenditore -. Hanno sicuramente fatto un sopralluogo prima perché sono entrati in azione in un orario particolare, sapendo che entro le 20 dovevano andar via perché sarebbe passata la vigilanza. Hanno lasciato l'auto fuori dalla recinzione, in un punto dove non ci sono le telecamere. Sicuramente in macchina c'erano altri due malviventi come palo. I rapinatori indossavano tutti i guanti, due avevano il passamontagna e altri due una bandana con un cappelletto con la visiera ed erano tutti vestiti scuri. Parlavano abbastanza correttamente l'italiano ma con accento straniero, mi è sembrato dell'est Europa".

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