IL DELITTO / Soriano nel Cimino

Omicidio Bramucci, la figlia di primo letto punta il dito contro la seconda moglie: "È stata lei ma ha depistato un po' di cose"

Di "depistaggi" parla anche il fratello della vittima. Ascoltati dai giudici della corte di assise i parenti del 58enne ucciso a Soriano nel Cimino: dai loro racconti emerge il ritratto di una famiglia spaccata dai soldi

Si commuove e a fatica riesce a continuare a parlare quando ricorda il giorno in cui il fratello è stato ucciso. È la mattina del 7 agosto 2022. Salvatore Bramucci, 58enne di Soriano nel Cimino, viene freddato a colpi d'arma da fuoco da un commando che lo ha sorpreso alla guida della sua auto appena uscito da casa dove stava scontando una condanna per usura ed estorsione. "Alle 9,05 - ricorda Isolino Bramucci, 62 anni - squilla il telefono mentre ero al lavoro a Civitavecchia. Era la suocera di mio fratello che mi dice che Salvatore era morto. Sono corso a Soriano ma non ho avuto il coraggio di vedere il corpo, nonostante ciò le immagini di quel giorno non si levano dalla testa. C'era Sabrina Bacchio che ripeteva: "Io volevo bene a Salvatore, io gli volevo bene". E infatti ho visto come gli voleva bene…".

Figli, fratello e suoceri testimoni

Sabrina Bacchio, cognata di Salvatore Bramucci, è a processo davanti alla corte di assise del tribunale di Viterbo insieme alla sorella Elisabetta, moglie della vittima, e ad altri quattro uomini, tra cui il compagno Constantin Dan Pomirleanu. Poi ci sono Tonino Bacci e Lucio La Pietra, accusati di essere i killer, e Alessio Pizzuti. Tutti imputati di omicidio pluriaggravato in concorso, le sorelle Bacchio sono ritenute mandante e pianificatrice del delitto. Due le parti civili: Isolino e Mascia Bramucci, figlia di primo letto della vittima avuta con una donna di Bassano in Teverina. Entrambi ieri, lunedì primo luglio, sono stati sentiti dai giudici togati e popolari insieme ai figli di Salvatore ed Elisabetta, Nico e Bryan.

I depistaggi (secondo figlia e fratello)

Di Mascia, 37 anni, Elisabetta Bacchio avrebbe detto: "Ha messo Salvatore in un giraccio". A riportarlo alla corte è Isolino Bramucci: "Sospettava di Mascia come persona coinvolta nell'omicidio". Poi aggiunge: "Anche Nico disse 'Prima che venisse Mascia eravamo una famiglia felice'. Oggi ritengo che erano tutti depistaggi". Ed è proprio il nome della sorellastra che Nico farà ai carabinieri il giorno dopo l'assassinio del padre: "Ho pensato a lei perché chiedeva spesso soldi a papà e papà se ne lamentava. Ma ero sconvolto e arrabbiato, non sapevo cosa pensare e facevo ipotesi su ipotesi. Con mamma non ne ho mai parlato, ci ho provato ma era un discorso che le faceva male".

Mascia, invece, attacca e accusa direttamente Elisabetta. E glielo avrebbe anche detto in faccia alcuni giorno dopo il delitto: "Per me sei stata tu". Sentendosi rispondere: "Se fossi in te, lo penserei anche io". "Ho subito sospettato di lei - spiega la 37enne - per un sesto senso ma anche perché batteva insistentemente sul presunto coinvolgimento della malavita. Ma se qualcuno avesse minacciato papà lo avrei saputo, me ne avrebbe parlato. Elisabetta stava depistando un po' di cose".

Una nuova vita a Tenerife: ma con chi?

Nico, 21 anni, descrive il padre Salvatore come "molto teso e preoccupato nei giorni prima di morire. Ma era spesso arrabbiato, irascibile e nervoso, soprattutto per la sua attività di usuraio. Papà, comunque, non temeva nulla per sé, più per la famiglia". Isolino parla del fratello come "tranquillo": "Non mi ha mai confidato di timori particolari. Stava aspettando la fine della condanna per andare a Tenerife dove sarebbe entrato nel business delle moto d'acqua che gli avrebbe fatto guadagnare 10mila euro al mese".

Il trasferimento nell'isola della Spagna rientra nel movente economico dell'omicidio ipotizzato dagli inquirenti, che si affianca a quello nato dai rapporti non idilliaci tra la vittima e la moglie. Per Isolino, Salvatore sarebbe andato "a Tenerife da solo per cambiare vita". Anche per Mascia sarebbe andato "senza Elisabetta, Nico e Bryan. Abbiamo parlato - puntualizza la 37enne - di andare insieme, ma intanto sarebbe partito lui". Per il figlio Nico, invece, alle Canarie "avrebbe portato tutti e quattro. Poi mamma e Bryan - aggiunge - si sono tirati indietro, così avremmo aspettato che avessi finito gli studi e saremmo andati insieme per aprire un'attività".

Il tesoretto da migliaia e migliaia di euro scomparso

Tra tutto ciò, è più certo che Bramucci sarebbe andato a Tenerife con il suo tesoretto fatto di contanti e orologi preziosi che, però, dopo la sua morte non è mai stato trovato. "Soldi per oltre 500mila euro - rivela Mascia -, nascosti in casa in varie buche scavate nei muri e nel terreno e tenuti sottovuoto per conservarli meglio. Una cosa che in famiglia sapevano tutti. Più una valigetta con una decina di orologi, dal valore totale di oltre 100mila euro". Un tesoretto che per il figlio Bryan, 19 anni, intercettato durante le indagini nella sua minicar, sarebbe stato di 650mila euro: "Li ha nascosti in Spagna". Ma la somma, secondo Isolino Bramucci, sarebbe stata addirittura di 700/800mila euro, tenuta sempre a Tenerife come avrebbe appreso dopo la morte del fratello da un amico in comune.

I soldi, come gli orologi, sarebbero stati fatti sparire. Secondo l'accusa, da Elisabetta Bacchio. "Dopo la morte di papà - rincara Mascia -, mi ha fatto vedere degli orologi. Ma non erano quelli della collezione, erano di poco conto, e glielo dissi subito. Lei non sapeva che li conoscevo bene. Una ventina di giorni prima dell'omicidio papà mi aveva mandato le foto perché avevo trovato un paio di acquirenti. Escludo che alla fine li abbia dati via per conto suo, me lo avrebbe detto". Elisabetta avrebbe mostrato alla 37enne anche lo scatto dell'agendina rossa, che lei stessa consegnerà ai carabinieri subito dopo il delitto, dove il marito sarebbe stato solito annotare i nomi dei debitori con accanto la cifra dei soldi prestati nella sua attività di strozzino. "Ma quella - rileva Mascia - non era la scrittura di mio padre, che tra l'altro ricordava tutto a memoria senza doversi appuntare qualcosa e non sarebbe stato così idiota da tenerla in casa, e poi c'erano dei palesi errori". Tornando agli orologi, per Nico "quelli più costosi non erano più nella valigetta dopo che un giorno Mascia era venuta a casa a parlare con papà".

Una famiglia spaccata dai soldi

Una famiglia spaccata dai soldi. "Papà - riporta Mascia - ha subito due furti in casa e alla fine non si fidava più di nessuno in famiglia: dalla moglie, ai figli, ai suoceri. Solo loro sapevano dove erano nascosti i contanti. E anche per questo voleva andare a Tenerife". Nel 2013 a Bramucci spariscono 50mila euro. "Aveva dubbi sulla cognata Sabrina e sul compagno Constatin", dice il fratello Isolino. "Con loro era in pessimi rapporti", aggiunge Mascia. Nel 2021, invece, gli vengono "smurati" 120mila euro. "Mi disse - continua Isolino - che a sapere di quel nascondiglio erano solo lui, la moglie e i suoceri. Elisabetta gli aveva detto che non era stata, così ha ritenuto responsabili i suoceri a cui non ha più parlato".

La vita coniugale

Ma quali erano i rapporti tra Elisabetta e Salvatore? "Mamma - racconta Nico - lo aveva messo davanti a un bivio: se non avesse cambiato vita, lo avrebbe lasciato e abbandonato portando via noi figli. E siccome papà teneva tanto a lei, aveva cominciato a ragionare. Violenza fisica non c'è mai stata, morale sì. Papà non voleva sentire niente sulla sua attività usuraia e quando qualcuno provava a dirgli qualcosa cambiava personalità e diventava nervoso, a tal punto che avevo detto a mamma di parlargli di soldi solo in mia presenza. Mamma si rivolgeva spesso ai carabinieri perché aveva paura che papà portasse in casa la vita che faceva fuori. Il suo "lavoro" è stato alla base dei loro problemi coniugali, ma mamma non ha mai voluto né pensato di separarsi legalmente. Sia io che mio fratello le abbiamo detto che, in caso, noi avremmo capito e che lei avrebbe dovuto pensare prima di tutto a se stessa. Ma il vero obiettivo di mamma era quello di far cambiare vita a papà".

Sia Isolino che la madre di Elisabetta Bacchio hanno detto di non aver "mai visto i coniugi Bramucci litigare". "Davanti a me andavano d'accordo, mia figlia mi raccontava di solite discussioni tra marito e moglie. Abitiamo vicino ma non ho mai visto botte né sentito urla", argomenta l'anziana che è stata sentita dal tribunale mentre il marito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Prima che i rapporti tra le due si deteriorassero, Elisabetta si sarebbe confidata anche con Mascia: "Mi scriveva che era stanca di papà e che non ce la faceva più, che il rapporto era finito e che voleva separarsi anche se non legalmente. La situazione in quella casa non era più tranquilla e anche papà si era molto staccato dalla vita di famiglia".

Papà Salvatore Bramucci

Ma chi era Salvatore Bramucci? "Un uomo molto buono - lo descrive il figlio Nico - che prestava soldi a tutti, non solo in maniera illegale. I soldi erano la vita di papà, che non è mai stato un sentimentale. Una mancanza che ha fatto soffrire me e mio fratello ma anche lui. Aveva la brutta abitudine di esserci ma non esserci, e la colpa era solo la sua. Uscito dal carcere, però, era diventato più dolce, sensibile e presente. Anche con Mascia è sempre stato distaccato ma a lei chiedeva più consigli, forse perché erano caratterialmente molto simili. Con lei parlava anche di affari ma separatamente e in "privato". A me e Bryan, invece, ha sempre tenuto fuori. Con mamma, al contrario, avevo instaurato un rapporto indistruttibile. Non era più solo mia madre ma era diventata un'amica, una seconda fidanzata. Era tutto".

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