Mercoledì, 17 Luglio 2024
ARCHEOLOGIA / Montalto di Castro

A Vulci tornano alla luce antiche strutture etrusche. E si cerca lo scomparso tumulo Gsell

Una collaborazione internazionale tra le università La Sapienza di Roma e Göteborg in Svezia illumina la storia etrusca nel parco naturalistico e archeologico

A Vulci si lavora per riportare alla luce le antiche strutture di tipo cultuale e abitative risalenti al quarto secolo avanti Cristo. Gli scavi sono in corso nell'area urbana orientale della città. Una ricerca condotta dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale con la collaborazione di Fondazione Vulci e l'università di Göteborg (Svezia). Ricerche che sta eseguendo anche l'università La Sapienza di Roma per ritrovare lo scomparso tumulo Gsell in località Legnesina, sempre nel parco naturalistico e archeologico di Vulci. Stephane Gsell, archeologo e storico francese, nel 1891 ha diretto i primi scavi metodici nella necropoli di Vulci.

Scavi Vulci-2

Gli scavi, coordinati dal direttore scientifico di Fondazione Vulci Carlo Casi, sono aperti al pubblico e il visitatore ha la possibilità di ammirare gli studi e le tecniche degli archeologi che fino a fine giugno prenderanno parte alle ricerche. Questa mattina, lunedì 17 giugno, erano presenti anche l'assessora alla cultura del Comune di Montalto di Castro Annamaria Fabi e il delegato al turismo Emanuele Miralli.

Scavi Vulci-3

"Questo - spiega l'assessora Fabi - è l'unico parco archeologico dove si scava ininterrottamente da 30 anni e il turista ha la possibilità di vedere i lavori di scavo degli archeologi". Ad oggi sono 40 le convenzioni che Fondazione Vulci ha attuato con enti di ricerca nazionali e internazionali.

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