Domenica, 14 Luglio 2024
LO SCAVO / Celleno

Scoperta sorprendente a Celleno: antichissima chiesa riemerge dal borgo fantasma

Venuta alla luce la cripta di San Michele Arcangelo, che si trova sotto la chiesa madre oggetto di scavo. Il sindaco Marco Bianchi: "Sulla rocca continuità di vita a partire dal periodo etrusco"

Sorprendente scoperta a Celleno, dal borgo fantasma riemerge l'antichissima chiesa di San Michele Arcangelo. Uno spazio sacro di cui, finora, si avevano solo frammentarie notizie attraverso documenti di archivio che parlano di una chiesa, o meglio di una cripta, annessa a quella di San Donato, attualmente oggetto di interventi di consolidamento.

"Durante gli scavi - spiega il sindaco Marco Bianchi - ci siamo inaspettatamente trovati una chiesa inferiore con un'altezza di almeno 5 metri. I documenti di archivio e i professionisti impegnati dicono che aveva un ingresso separato con accesso dal versante nord. Già però alla fine dell'Ottocento il vescovo fece chiudere questo spazio, sia perché destinato a usi impropri sia per la difficoltà di accedervi".

Nel 1944 se ne perdono ufficialmente le tracce: la chiesa madre crollò, anticipando di pochi anni il destino di tutto l'antico insediamento di Celleno. Seguì un lungo periodo di oblio e di saccheggi, ma negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha intrapreso un'azione di recupero e valorizzazione cercando di salvare quanto possibile della chiesa di San Donato.

Nel corso di queste operazioni, la scoperta da parte di architetti e archeologi dell'antichissima cripta di San Michele Arcangelo. "Siamo sorpresi e felici di questa scoperta - commenta il sindaco Bianchi -. Stiamo continuando con i lavori sperando di rendere fruibile questo spazio ai visitatori, in assoluta sicurezza. Purtroppo decenni di abbandono, gli eventi sismici e le particolari condizioni orografiche non hanno aiutato a salvare la chiesa ma stiamo facendo tutto il possibile, con le risorse a disposizione, per completare i lavori e incrementare le dotazioni del borgo fantasma".

Lo scavo archeologico è diretto dalla società di ingegneria Alma Civita Studio insieme all'Università della Tuscia. "Negli ultimi tre mesi - afferma Bianchi - il lavoro è stato incessante, in particolare del professor Giuseppe Romagnoli, instancabile studioso di questo sito". E le scoperte non finisco qui. Alla notizia della chiesa inferiore si affiancano ritrovamenti di materiali lapidei di pregevole fattura scultorea, alcuni dei quali del periodo longobardo. "Attestano - conclude Bianchi -, senza ombra di dubbio, che su questa rocca c'è stata continuità di vita a partire dal periodo etrusco fino ai nostri giorni".

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