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GIORNO DEL RICORDO / Bassano in Teverina

La storia di Giovanni Ricci, prigioniero di guerra partito dalla Tuscia e morto in una foiba in Serbia

Bassano in Teverina hacommemorato il suo concittadino simbolo nel giorno del ricordo

Anche Bassano in Teverina commemora i martiri italiani delle foibe e le vittime dell'esodo giuliano-dalmata perpetrato dal regime comunista jugoslavo. Nonostante la pioggia, questa mattina si sono infatti svolte le commemorazioni per il Giorno del Ricordo.

La manifestazione ha avuto luogo presso il giardino del centro polifunzionale di Bassano in Teverina: è lì infatti che si trova la targa dedicata a Giovanni Ricci, cittadino bassanese e finanziere del primo battaglione ucciso il 26 luglio 1946 nella foiba di Bor, in Serbia, dopo essere stato prigioniero delle truppe del maresciallo Tito per oltre un anno.

Commemorazione Giorno del Ricordo Bassano in Teverina 2

Oltre al Sindaco Alessandro Romoli e ai rappresentanti dell'amministrazione comunale, hanno partecipato alla manifestazione anche il Comandante provinciale di Viterbo della guardia di finanza, colonnello Carlo Pasquali, e le autorità civili e religiose.

Durante la commemorazione è stata deposta una corona di fiori sulla targa dedicata a Giovanni Ricci, per onorare lui e i tanti italiani trucidati dalla violenza cieca del regime titino o costretti a scappare dalle proprie case per tentare di sfuggire alla morte.

"Le foibe e l'esodo giuliano dalmata ci forniscono una drammatica testimonianza di cosa è capace l'uomo se accecato dall'odio - ha commentato il Sindaco Alessandro Romoli -. Ricordare quei fatti, per quanto dolorosi, è doveroso: senza memoria non può esserci futuro".

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