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TRIBUNALE / Monterosi

Stupratore seriale di prostitute "incastrato" dalle foto

Davanti ai giudici del tribunale di Viterbo la testimonianza di una delle vittime violentate, rapinate e lasciate nude in strada

Lo stupratore seriale di prostitute incastrato dalle foto scattate da una delle sue vittime. Una ragazza di 28 anni che ha riconosciuto il proprio aguzzino un anno dopo essere stata violentata e rapinata, quando lui è ritornato a chiederle nuove prestazioni sessuali. 

L'uomo, un 47enne di Bracciano, è a processo davanti al tribunale di Viterbo. Il collegio dei giudici presieduto di Francesco Rocchi procede solo per la prima aggressione, avvenuta a Monterosi nel 2016. Ma il "modus operandi" sarebbe stato sempre lo stesso: avrebbe fatto salire le vittime su una Smart grigia guidata fino a una zona isolata, dove sarebbero avvenute violenze e rapine. Le donne sarebbero poi state lasciate lì, nude e abbandonate.

Gli altri due episodi, datati 2018 e 2019, sono avvenuti rispettivamente a Capena e Campagnano di Roma. Ieri, in aula, la testimonianza della vittima di Capena. Una 28enne rumena che mesi dopo l'aggressione, quando l'uomo è ritornato in cerca di nuove prestazioni sessuali, lo ha riconosciuto e ha fatto delle foto a lui e alla sua auto. "Si è ripresentato sulla Salaria circa un anno dopo, di giorno - ha raccontato la giovane -. Mi ha chiesto di andare a casa sua, io l'ho riconosciuto e ho scattato le foto. Poi lui è scappato via".

Proprio quelle immagini permetteranno prima alle ragazze e poi agli inquirenti di collegare tra di loro i tre casi. Ma a incastrare il 47enne c'è anche il Dna, trovato sia sul corpo della vittima di Campagnano che sulle salviettine lasciate a quella di Monterosi che. La pm Eliana Dolce ha chiesto l'acquisizione degli accertamenti biologici, il difensore dell'imputato Carlo Taormina si è opposto e il tribunale si è riservato.

L'uomo è stato arrestato a settembre 2019 dopo che la prostituta di Campagnano, trovata in stato di shock in seguito all'aggressione, è finita in ospedale ed è stata ricoverata. Lunghe e complesse le indagini delle forze dell'ordine. Contro di lui, già condannato in via definitiva per la violenza di Capena, davanti al tribunale di Viterbo si è costituita parte civile la vittima di Monterosi, assistita dall'avvocato Anna De Cesare. Il 15 marzo 2016 la ragazza, anche lei rumena, dopo essere stata costretta con la forza a praticare un rapporto orale, sarebbe stata violentata. Un rapporto sessuale completo e senza protezione che sarebbe avvenuto all'interno di un'auto parcheggiata nelle campagne del piccolo comune viterbese. Poi, prima di essere lasciata nuda in strada, sarebbe stata rapinata di soldi e cellulare.

Il difensore dell'imputato sostiene che ci sia stato uno scambio di persona. Il 47enne, se lo vorrà, potrà fornire la propria versione dei fatti alla prossima udienza. Prima della sentenza.

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