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Martedì, 28 Maggio 2024
LA SENTENZA / Tarquinia

Taglio dei pini a Tarquinia, la Regione: "No a provvedimenti e sanzioni, il comune ha rispettato le normative"

Il sindaco Alessandro Giulivi: "Non poteva andare in altro modo, eravamo certi di aver rispettato tutte le procedure"

Giulivi vince la battaglia dei pini. Dopo la tempesta nata dal taglio dei 65 pini di viale Mediterraneo a Tarquinia lido, alimentata anche dalla rabbia degli ambientalisti e dall'esposto presentato dalla Soprintendenza, è la Regione Lazio a dare man forte e ragione al sindaco. "Siamo soddisfatti, ma non poteva andare in altro modo. Eravamo certi di aver rispettato tutte le procedure”. Con queste parole il sindaco Alessandro Giulivi commenta la nota della regione Lazio sul taglio dei pini in viale Mediterraneo, che dà ragione al comune di Tarquinia.

La segnalazione di assenza delle necessarie autorizzazioni, tramite esposto, era pervenuta alla direzione regionale Urbanistica e politiche abitative, pianificazione territoriale e politiche del mare dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.

“Dall’esame della documentazione pervenuta – si legge nel documento della regione Lazio -, si è potuto riscontrare che l’estirpazione dei pini sia stata effettivamente motivata da esigenze di sicurezza stradale e incolumità pubblica e che, già nel 2022, la prefettura di Viterbo, sulla base di un sopralluogo del comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo, aveva espressamente sollecitato l’amministrazione comunale all’adozione di iniziative specifiche ed eventuali provvedimenti in relazione alla pericolosità degli alberi in viale Mediterraneo”.

Per il comune di Tarquinia, dunque, nessun provvedimento e nessuna sanzione pecuniaria visto che le operazioni sono state effettuate nel totale rispetto delle normative.

“Alla luce di quanto accaduto – conclude il documento della regione Lazio -, fatte salve eventuali autonome valutazioni della Soprintendenza formulate nell’esposto presentato, si ritiene che non sussistano motivi di rilevante interesse pubblico connessi con la tutela dei luoghi che giustifichino provvedimenti di questa direzione sugli atti già adottati”.

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