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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Acquapendente ricorda Torindo Zannoni, vittima della violenza fascista: una targa per non dimenticare mai

Incontro al teatro Boni. Al termine posta una targa nella via che porta il suo nome

Si è svolto lo scorso sabato, 29 aprile, al teatro Boni di Acquapendente, nell'ambito delle celebrazioni della festa della liberazione e di quella dei lavoratori, l'incontro pubblico in memoria di Torindo Zannoni, cittadino aquesiano ucciso dallo squadrismo fascista il primo maggio 1922.

Torindo Zannoni era un agricoltore di 36 anni, che nel 1922 era da poco ritornato dall'emigrazione a New York, uno dei 4 milioni di italiani che tra il 1880 e il 1915 avevano raggiunto gli Stati Uniti d'America. Secondo cronache, testimonianze e documenti dell'epoca, in quel primo maggio i lavoratori, mentre festeggiavano la ricorrenza all'aria aperta fuori porta Romana, hanno subito un violento raid da parte dei fascisti. La sera stessa è stato ritrovato nei campi il corpo di un uomo con una ferita d'arma da fuoco al petto: era Zannoni. Oggi una via di Acquapendente porta il suo nome.

L'evento si è aperto con il canto popolare "Mamma mia dammi cento lire" eseguito dal coro Vox Antiqua di Acquapendente. Quindi il presidente dell'associazione Teatro Boni Aps, Tolmino Piazzai, ha dato il via ai lavori ricordando la violenza fascista di quel periodo storico e la necessità di conservare e tramandare la memoria di ciò che accadde. "Le tante vittime dell'epoca - ha detto Piazzai - rischiano di lasciarci indifferenti, perché nessuno li ricorda e nessuno li conosce. Abbiamo il dovere di ridestare quella memoria per far sì che quello che è successo non si ripeta mai più. Ricordiamo inoltre che la festa dei lavoratori venne abolita dal regime fascista con regio decreto del 1923: un motivo in più per celebrarla adeguatamente ogni anno".

Dopo l'intervento di Alessandra Terrosi, sindaca di Acquapendente, ha preso la parola Silvio Antonini, storico dei movimenti antifascisti e resistenziali, che ha ripercorso la vicenda di Torindo Zannoni con minuzia di particolari. Quindi, Paolo Passaniti dell'università di Siena ha parlato del suo libro su Giacomo Matteotti e del contributo alla scienza penalistica, per troppo tempo marginalizzato dal peso del martirio. Le conclusioni sono state affidate all'avvocato Enrico Mezzetti, presidente dell'Anpi provinciale di Viterbo.

Numerosi i cittadini presenti, tra cui gli studenti dell'istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente. Alla fine dell'incontro sono saliti sul palco Kathy Zannoni, nipote di Torindo, venuta per l'occasione dagli Stati Uniti e visibilmente emozionata, e i parenti per i saluti finali. Al termine i presenti si sono spostati a via Torindo Zannoni per la posa di una targa di ceramica in memoria del cittadino aquesiano vittima del fascismo.

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