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Lunedì, 27 Maggio 2024
IL REPORT

"Violenza sulle donne: 11 stupri e un tentato omicidio"

Bilancio del comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano per il 209esimo anniversario della fondazione dell'Arma

In occasione del 209esimo anniversario della fondazione dell'arma dei carabinieri, il comandante provinciale Massimo Friano ha delineato le linee d'azione dell'attività svolta dai militari nella provincia di Viterbo nell'ultimo anno. "Abbiamo dato grande impulso - afferma Friano dal palco del teatro dell'Unione, sede dell'evento - all’attività informativa sul territorio, coniugandola con l’azione di vigilanza e controllo, al fine di incrementare le attività investigative e di contrasto alla criminalità".

Il bilancio

In questi ultimi dodici mesi sono stati svolti oltre 31mila servizi perlustrativi, con più di 60mila militari impegnati complessivamente, che hanno portato al controllo di 86mila veicoli e circa 110mila persone, cui vanno aggiunti i quasi 1300 servizi di ordine pubblico, svolti da 3600 carabinieri.

Nell’anno appena trascorso abbiamo continuato a perseguire l’85% dei reati che vengono consumati nella provincia, per un totale di più di 7700 comunicazioni di notizie di reato all’autorità giudiziaria, nelle quali abbiamo deferito in stato di libertà più di 2mila persone e altre più di 270 in stato d’arresto. Numeri che nell’anno in corso in proporzione sono già in crescita significativa, visto che nei primi 5 mesi sono più di mille le persone denunciate in stato di libertà e 113 quelle tratte in arresto.

Grande attenzione è posta al contrasto ai reati di natura predatoria, che purtroppo dopo il crollo verticale seguito alla pandemia del 2020 hanno ricominciato a salire, pur rimanendo, comunque, sempre sui livelli inferiori al 2019. Sono i furti, specie quelli nelle abitazioni, a dare ai cittadini la maggiore o minore percezione di sicurezza nei territori. Alcuni risultati li abbiamo ottenuti, dal momento che le rapine sono un numero esiguo e quasi tutte di lieve entità, mentre è praticamente scomparso da anni il fenomeno delle rapine negli istituti di credito. È un risultato lusinghiero frutto dell’attività di prevenzione sul territorio svolta dalle nostre pattuglie, un’attività silenziosa e costante, anche se faticosa e apparentemente avara di grandi soddisfazioni sul momento.

Voglio poi ricordare il nostro impegno nel delicato settore del contrasto alle violenze di genere e ai reati del cosiddetto “codice rosso”, con la presenza costante e attiva al tavolo tecnico istituito al Comune di Viterbo, il tavolo tecnico istituito all'Asl di Viterbo dal protocollo “Lotto contro la violenza” e con la stretta collaborazione con gli assistenti sociali del territorio e con le associazioni che si occupano, a vario titolo della tutela e del supporto alle vittime, come il centro antiviolenza “Penelope” e il “Progetto donna”.

Nel 2022 più di 250 sono stati i reati perseguiti in questo ambito, tra cui spiccano 105 casi di maltrattamenti in famiglia, 58 casi di stalking, 11 violenze sessuali, 17 casi di lesioni personali e addirittura un caso di tentato omicidio. 23 sono state le audizioni nella nostra “sala rosa”, 248 sono state le persone denunciate di 19 in stato d’arresto, 60 i provvedimenti di divieto di avvvicinamento alle vittime o di allontanamento dalla casa familiare. Dietro questi freddi numeri c’è tutta la silenziosa professionalità e la sensibilità con cui i nostri militari approcciano al grave problema.

Inoltre voglio ricordare i risultati ottenuti nel contrasto al fenomeno delle truffe agli anziani, reato in sensibile aumento su tutto il territorio nazionale. Le indagini svolte hanno permesso di appurare l’esistenza di vere e proprie batterie criminali logisticamente ben strutturate. Negli ultimi 6 mesi sono più di 30 i casi che sono stati scoperti in diversi comuni della Tuscia dalle nostre stazioni grazie a un costante e meticoloso lavoro che proprio recentemente ha consentito di trarre in arresto 4 presunti responsabili.

Ciò che più mi piace sottolineare, al riguardo, è l’attività incessante di sensibilizzazione svolta nei comuni, nelle scuole, nelle parrocchie, nelle sedi delle varie associazioni e soprattutto l’aiuto prezioso degli organi d’informazione che hanno portato a maggiore attenzione e consapevolezza da parte di tutta la cittadinanza.

Cerchiamo di tenere alta la reattività e la prontezza operativa con l’addestramento quotidiano. Sono gli ingredienti che ci hanno consentito di rispondere con efficacia all’omicidio di un noto pregiudicato che ha scosso la vita tranquilla della comuità di Soriano nel Cimino nel mese di agosto dell’anno scorso. Per la dinamica dei fatti si ipotizzava un regolamento di conti. Poche settimane di serrate indagini magistralmente dirette dalla procura di Viterbo hanno consentito di individuare gli autori e di assicurarli alla giustizia.

Ne approfitto anche per ricordare l’operato preziso di tutte le specialità presenti sul territorio, come i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità, che operano spesso in collaborazione con le nostre stazioni distaccate e che nell’anno scorso hanno effettuato più di 1250 ispezioni, riscontrando quasi 300 violazioni, chiudendo 15 attività ed elevando sanzioni per importi complessivi superiori a 20mila euro.

Ricordo anche i colleghi del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro. Cito l’attività di contrasto alle frodi al reddito di cittadinanza, oltre 150 quelle scoperte, e i numerosi controlli svolti in sinergia con le stazioni territoriali, per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

L’attività svolta a tutela dei lavoratori e delle aziende che operano in maniera sana e leale nel mercato ha fatto registrare dati significativi: più di 100 aziende sono state ispezionate, 22 delle quali sono state oggetto di proposta di provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, ed è stato verificato che più di 200 lavoratori sono stati assunti e impiegati in modo irregolare.

Importanti attività d’indagini sono state condotte con le procure di Viterbo e di Civitavecchia sul fenomeno del capolarato sia nel cuore della Tuscia che nel litorale di Tarquinia e Montalto di Castro. In un caso l’attività congiunta ha portato al sequestro preventivo di una somma di denaro superiore al mezzo milione di euro, perché ritenuto frutto della mancata corresponsione degli stipendi a più di 150 operai, e l’azienda è stata sottoposta al controllo giudiziario.

Una forte sinergia operativa è in corso con i carabinieri della specialità forestale, ambientale e agroalimentare, che ormai da anni dividono con noi la nostra stessa sede. Il settore che maggiormente ha impegnato i carabinieri forestali è sicuramente quello della tutela del territorio, e in particolare il contrasto alle trasformazioni del territorio compiute in danno del paesaggio e delle aree forestali. Sono stati effettuati 5600 controlli, che hanno portato alla contestazione di 264 verbali amministrativi, per un totale di 165mila euro, e alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 32 persone.

Sempre nello stesso ambito grande attenzione è stata rivolta al controllo delle opere che comportano movimenti di terreno nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico in modo da contribuire al mantenimento della stabilità idrogeologica dei bacini di riferimento.

Altro settore su cui i carabinieri forestali hanno posto la loro attenzione è quello del fenomeno degli incendi boschivi. L’attività di prevenzione degli stessi ha portato alla contestazione di 90 sanzioni amministrative, per un importo di oltre 12mila euro. Le indagini, condotte con i più avanzati strumenti di cui si è dotata la nuova specialità dell’Arma, compresa la nuova tecnologia di controllo satellitare delle aree percorse dal fuoco, ha consentito di l’individuazione di 16 autori di incendi boschivi che sono stati deferiti all’autorità giudiziaria.

Altro settore di grande rilevanza è quello della gestione dei rifiuti e degli inquinamenti. I controlli hanno portato a irrogare 90 sanzioni amministrative, per un importo di circa 80mila euro, con 38 persone segnalate all’autorità giudiziaria e 8 sequestri penali.

Al riguardo, desidero rivolgere un sentito ringraziamento a Mauro Rotelli, presidente della commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici e a Francesco Battistoni, vicepresidente della stessa commissione, con i quali condividiamo la missione di valorizzare e preservare lo straordinario patrimonio ambientale della Tuscia. Tra i tanti progetti desidero ricordare l’attività di monitoraggio dello stato di salute dell’asta fluviale del fiume Marta teso a limitare l’impatto delle possibili fonti d’inquinamento e a garantire la piena fruibilità degli arenili della foce.

Il discorso

A nome dei carabinieri del comando provinciale di Viterbo porgo a tutti le autorità, e ai gentili ospiti un caloroso benvenuto alla cerimonia di celebrazione del 209esimo annuale di fondazione dell’arma dei carabinieri.

Grazie sindaca Chiara Frontini per averci ospitato al teatro dell’Unione. La location ideale che richiama i due temi fondamentali di questa manifestazione: il primo quello della coesione, condensato perfettamente dalle parole che il presidente Mattarella ha voluto dedicare ai prefetti in occasione della recente festa della Repubblica: “Fare rete tra stato, autonomie locali, istituzioni e componenti della società civile… per dare risposte efficaci e durevoli ai cittadini, dotarsi di una visione condivisa, essere capaci di un lavoro ben coordinato, operare concordemente per un efficace utilizzo delle risorse disponibili”.

Il secondo: il valore della cultura. Oggi abbiamo voluto esaltare, tra i tanti temi operativi, la collaborazione con le scuole, l’attenzione che rivolgiamo ai più giovani e la convinzione di voler assolvere un ruolo per accrescerne la consapevolezza di essere sempre protagonisti.

Rivolgo un assai sentito ringraziamento al prefetto, Antonio Cananà, la cui autorevole e accorta azione di coordinamento dell’attività svolta dalle forze di polizia e di indirizzo dell’attività amministrativa degli uffici periferici dello stato, ha consentito di fornire risposte efficaci e aderenti alle istanze della collettività.

Desidero poi porgere i miei più fervidi saluti ai vescovi Orazio Francesco Piazza e Marco Salvi, che per la prima volta partecipano alla festa dell’Arma nella “città dei Papi”. Un saluto affettuoso lo dedico al vescovo emerito Lino Fumagalli che ci ha fatto dono della sua presenza.

Un saluto particolare e riconoscente rivolgo ancora alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini e all’assessore alla cultura e all’educazione Alfonso Antoniozzi, che ringrazio sentitamente per averci consentito di celebrare la nostra più importante ricorrenza nella bellissima cornice del teatro dell’Unione.

Saluto il presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, i sindaci dei comuni sede delle compagnie carabinieri dipendenti e cioè Civita Castellana, Montefiascone, Ronciglione e Tuscania, e gli altri sindaci presenti, in rappresentanza di tutti quelli della provincia a cui le nostre 56 Stazioni carabinieri e le 13 stazioni carabinieri forestale non fanno mai mancare collaborazione e sostegno per ribadirne il ruolo di punto di riferimento delle comunità che ci sono affidate e di cui intendiamo ogni giorno prenderci cura.

Un saluto deferente e un sentito ringraziamento rivolgo al procuratore capo della Repubblica, Paolo Auriemma, e ai sostituti procuratori, insieme a tutti i magistrati delle diverse autorità giudiziarie con cui quotidianamente collaborano tutti i presidi dell’Arma che operano nella Tuscia, in un rapporto leale, rispettoso e proficuo affinchè gli sforzi profusi nelle indagini di polizia giudiziaria siano sempre orientati, nel rispetto delle leggi, verso il bene comune dei cittadini.

Un saluto rispettoso e cordiale desidero rivolgere ai colleghi delle altre forze di polizia. Alla dottoressa Rosa Angelo in rappresentanza del questore, al comandante provinciale della guardia di finanza, Carlo Pasquali, al comandante provinciale dei vigili del fuoco, Rocco Mastroianni, al comandante della polizia locale di Viterbo, Mauro Vinciotti, e tutti i rappresentanti delle polizie locali della provincia, con i quali condividiamo, ciascuno secondo le proprie specifiche competenze e capacità, lo sforzo quotidiano nell’azione di rassicurazione sociale dei cittadini della Tuscia.

Desidero poi rivolgere un sentito ringraziamento per la sua presenza al commissario Mara Foti, comandante della polizia penitenziaria della casa circondariale “Mammaggialla”, intervenuta in rappresentanza di Anna Maria Dello Preite, direttrice della struttura detentiva.

Un deferente e riconoscente saluto rivolgo al generale di divisione Andrea Di Stasio, comandante dell’Aviazione dell’esercito e comandante di presidio e al collega di accademia Massimo Montefusco in rappresentanza del comandante della scuola sottufficiali dell’esercito, Alberto Vezzoli.

Un affettuoso e cordiale pensiero voglio rivolgere a tutti i colleghi delle forze armate presenti in questa provincia a cui siamo inscindibilmente legati da vincoli che affondano solide radici nella storia del nostro paese che abbiamo insieme contribuito a scrivere, con il sacrificio di tanti nostri commilitoni.

L’essere militari è per noi carabinieri un tratto distintivo, un segno d’appartenenza a un sistema di valori che costituiscono la nostra “bussola etica” che custodiamo gelosamente e cerchiamo pervicacemente di preservare. Le stellette cucite sul bavero delle nostre uniformi sono il perno di quella cultura “dell’essere più che sembrare” che ci viene inculcata fin da giovanissimi nelle nostre scuole militari.

Un fattore irrinunciabile di coesione ed efficienza, tanto più importante se consideriamo cosa chiediamo ogni giorno a ogni carabiniere, la silenziosa umiltà nell’ascolto attento delle esigenze della popolazione e il coraggio di agire d’iniziativa. Per ribadire quotidianamente il ruolo autentico del carabiniere, la dedizione, l’obbligo di servire il cittadino.

Desidero rivolgere un riconoscente ringraziamento a tutti i miei carabinieri di ogni ordine e grado per l’affettuosa e preziosa collaborazione, alla rappresentanza militare e ai rappresentanti delle associazioni sindacali, tutti impegnati quotidianamente a garantire la coesione e la piena operatività dei reparti.

Un particolare ringraziamento ai comandanti di stazione, espressione concreta della prossimità, della vicinanza alle comunità, a cui è richiesto ogni giorno di moltiplicare la capacità operativa delle donne e degli uomini loro affidati con l’esempio, con responsabilità, con sensibilità, per rivolgere gli sforzi di ciascuno alla realizzazione del bene comune.

Un saluto affettuoso e riconoscente ai colleghi qui presenti che mi hanno preceduto nell’incarico e a tutti i carabinieri in congedo oggi con le insegne dell’Associazione nazionale carabinieri, che continuano a proseguire l’impegno del servizio attivo, con tante iniziative, tra le quali, cito il sostegno che stanno fornendo, come volontariato e protezione civile, alle popolazioni dell’Emilia Romagna, flagellate dal mal tempo.

Un affettuoso saluto ed un ringraziamento sentito all’Opera nazionale di assistenza per gli orfani dei militari dell'arma dei carabinieri, che sostiene i figli dei nostri colleghi venuti a mancare prematuramente. Sono qui presenti alcuni loro assistiti, figli di nostri colleghi che in tempi recenti ci hanno lasciato, caduti nell’adempimento del loro dovere.

Ogni anno onoriamo la memoria del brigadiere Pietro Cuzzoli e dell’appuntato Ippolito Cortellessa, caduti nella lotta al terrorismo nella vicina località di Ponte di Cetti nonché del maresciallo maggiore Antonino Rubuano, comandante della stazione carabinieri di Montefiascone che, impegnato nelle incessanti ricerche dei terroristi, rimase vittima di un grave incidente stradale.

Ma vogliamo ricordare tutti gli altri nostri eroi meno conosciuti, che in silenzio sono caduti nel compiere il loro dovere, lasciando i loro cari. A loro e ai loro familiari, che sentiamo appartenere perennemente alla grande famiglia dell’arma dei carabinieri, voglio rivolgere il mio pensiero e un sentito caloroso abbraccio. Un ideale abbraccio che rivolgo alle famiglie di tutti i carabinieri che ogni giorno sostengono silenziose la nostra dedizione al servizio.

Desidero ora ricordare che quest’anno ricorre l’80esimo anniversario dell’inizio della guerra di liberazione, e in tale occasione sottolineare il contributo che a questa diede Viterbo e la provincia. Alla guerra di liberazione partecipò anche l’arma dei carabinieri: molti viterbesi erano fra i 2mila carabinieri che il 7 ottobre del 1943 a Roma e dintorni che vennero catturati e deportati in Germania, tra cui il padre del nostro ex comandante generale Tullio Del Sette. E viterbese era anche il brigadiere dell’Arma Angelo Joppi, decorato medaglia d’oro al valor militare, sottufficiale che nei mesi dell’occupazione di Roma si unì alla banda del generale Filippo Caruso e che partecipò in prima persona a temerarie azioni partigiane, finché venne tradito da una spia e fatto prigioniero.

Torturato dai nazisti per mesi in via Tasso, non rivelò i nomi e i nascondigli di 500 suoi commilitoni, salvandoli da morte certa, finché scampò lui stesso miracolosamente all’esecuzione prevista per il 4 giugno, giorno in cui Roma venne liberata dalle truppe alleate. La sua è una delle figure più belle di eroi silenziosi con gli alamari, tra cui spicca senza dubbio quella di Salvo D’acquisto, il vice brigadiere della stazione di Torre di Palidoro, non molto lontano da qui, che incarna perfettamente l’ideale del comandante di stazione che arriva a immolarsi in favore degli uomini del territorio che è chiamato a proteggere. La purezza e la grandiosità del suo gesto ha permesso di continuare la vita del piccolo borgo, attraverso i superstiti ed i loro figli e nipoti.

Come nei giorni scorsi, nelle zone dell’Emilia Romagna colpite duramente dall’esondazione dei fiumi, l’Italia intera ha visto i nostri anonimi colleghi che, quasi completamente immersi nell’acqua alta, hanno portato in salvo le persone rimaste intrappolate nelle loro abitazioni. Al riguardo abbiamo deciso di promuovere insieme ai colleghi dell’Anc una piccola raccolta fondi e di non prevedere al termine della cerimonia il consueto momento conviviale.

Infine, rivolgo un saluto particolare alle scolaresche, soltanto alcune delle tante con cui abbiamo intrapreso un percorso di sensibilizzazione e di cultura della legalità rivolto ai giovani alunni, cittadini di domani che costruiranno il futuro di questa provincia. Abbiamo incontrato più di 6500 alunni e studenti nelle scuole della provincia. Siamo convinti che il futuro appartiene ai nostri giovani e l’azione repressiva non è sufficiente per dare risposte efficaci e spiegare il talvolta inconsapevole disvalore di taluni comportamenti. Occorre fornire loro esempi e valori positivi per stimolarne la fiducia nelle istituzioni. Intendiamo farlo andando nelle scuole e invitandoli nelle nostre caserme per raccontare le nostre storie, per spiegare chi siamo e cosa facciamo.

Nel chiudere il mio discorso, mi rivolgo ai carabinieri che ho il privilegio e l’onore oggi di rappresentare per condividere con loro l’orgoglio di appartenere a un’istituzione apprezzata e ben voluta dalla popolazione, e che qui in provincia e in tutto il territorio nazionale è protagonista nel garantire il buon andamento della vita dei cittadini. Alzando lo sguardo vedo tanti rappresentanti istituzionali e tanti cittadini che vorrei salutare uno ad uno e ringraziare per l’affetto e la fiducia che  rivolgono ogni giorno ai carabinieri.

Viva la provincia di Viterbo. Viva l'arma dei carabinieri. Viva l'Italia.

L'attività nelle scuole

Un progetto in questo anno scolastico ha avuto una edizione che potremmo chiamare “edizione zero” e che sicuramente potremmo riproporre, come buona pratica, negli altri istituti comprensivi della città nei prossimi anni scolastici.
Con l’intento di costruire proficui ed efficaci rapporti tra le istituzioni che insistono sul territorio del comune di Viterbo, soprattutto nel centro storico della città, è stata avviata una collaborazione tra il comando provinciale dell’arma dei carabinieri di Viterbo e l’istituto comprensivo “Luigi Fantappiè”.

Il progetto si chiama “Semi per il futuro” e ha raggiunto l’obiettivo di fornire ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado alcuni strumenti di riflessione sul mondo in cui viviamo, l’ambiente e la società. La sua duplice valenza deriva dall’accostamento dei due sostantivi. La sostenibilità ambientale, alla cui corretta educazione ha concorso il coinvolgimento del gruppo forestale e del reparto biodiversità dei carabinieri, con l’intento di educare al rispetto e alla conoscenza della natura, soprattutto in un ambiente, come quello che caratterizza la città e la provincia di Viterbo, variegato di monumenti paesaggistici. La sostenibilità emotiva e sociale, attraverso interventi educativi finalizzati al rispetto, alla cura dell’altro, alla prevenzione di ogni forma di prevaricazione anche attraverso il corretto utilizzo della comunicazione, verbale, non verbale e digitale.

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