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IL SECONDO GRADO

Estorsione mafiosa, chiesti 15 anni per i fratelli Rebeshi

La richiesta di condanne nel processo d'appello per il boss di Mafia viterbese, Ismail, e per il fratello David

Chiesti 15 anni di reclusione per entrambi i fratelli Rebeshi nel processo di secondo grado per estorsione mafiosa. Durante l'udienza di ieri davanti alla corte di appello, la procura generale ha chiesto di accogliere il ricorso presentato dal pm della Dda Fabrizio Tucci: riconoscere l'aggravante del metodo mafioso, caduta in primo grado, e la condanna di Ismail Rebeshi. 

Il boss di Mafia viterbese, infatti, è stato assolto dal tribunale di Viterbo. A differenza del fratello David, condannato a 5 anni di reclusione (con espulsione dall'Italia una volta scontata la pena) per estorsione per la riscossione di crediti. Chiesto dalla procura generale anche il rigetto del ricorso presentato dal difensore degli imputati, l'avvocato Roberto Afeltra. La sentenza è prevista per l'8 febbraio, con l'udienza che inizierà nel primo pomeriggio.

La richiesta di condanne arrivata ieri è superiore a quella che, in primo grado, aveva avanzato il pm della Dda Tucci: 12 anni e 6 mesi per entrambi i fratelli. Secondo l'accusa, Ismail Rebeshi, già condannato in via definitiva a 10 anni e 11 mesi per associazione di stampo mafioso e detenuto al 41 bis, dal carcere avrebbe dato disposizioni al fratello e a tre sodali di riscuotere, per l'accusa con metodi mafiosi, presunti crediti nei confronti di un commerciante d'auto di Monterosi e di un ristoratore di Tuscania.

Dalle vittime il gruppo avrebbe preteso, tra il 26 e il 28 dicembre 2019, oltre 9mila euro: 4mila 500 dal ristoratore per un'auto, che alla fine si sarebbe rivelata difettosa secondo Ismail Rebeshi, venduta al suo autosalone dal 50enne che fece da tramite per un amico commercialista e 5mila dal commerciante di Monterosi per lo smaltimento di una serie di mezzi rimasti nel piazzale dell'autosalone dopo l'arresto il 26 novembre 2018 per narcotraffico di Ismail.

I tre complici dei fratelli Rebeshi sono loro connazionali, ossia albanesi. Sono stati condannati in via definitiva a 8 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno.

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