IL PROVVEDIMENTO / Centro Storico / Piazza del Plebiscito

Botte in piazza del Comune, 22enne e 28enne lontani dai locali per due anni: "Sono un pericolo per la sicurezza"

I due giovani, che nel fine settimana sono stati arrestati dopo essersi scagliati anche contro polizia e carabinieri tanto da costringerli a usare taser e spray urticante, avevano già ricevuto l'avviso orale del questore

Per due anni dovranno restare lontani dai locali della provincia i due giovani arrestati nel fine settimana dopo aver fatto a botte ed essersi scagliati contro polizia e carabinieri in piazza del Comune, tanto da costringere le forze dell'ordine a ricorrere a taser e spray urticante per "neutralizzarli". Il provvedimento del divieto di accesso ai locali pubblici è stato adottato dal questore di Viterbo Luigi Silipo su istruttoria degli agenti della Divisione anticrimine.

L'intervento delle volanti della polizia e dei carabinieri del Nucleo radiomobile è scattato dopo la segnalazione al Numero unico di emergenza 112 di una violenta lite tra un 22enne e un 28enne, entrambi italiani, in piazza del Plebiscito. Giunte sul posto, carabinieri e polizia hanno visto i due giovani creare scompiglio nella zona. Inoltre, per sottrarsi ai controlli, hanno inveito con parole irripetibili contro le forze dell'ordine fino ad aggredirle fisicamente. Bloccati, anche con taser e spray al peperoncino, per uno di loro è stato chiesto l'intervento del 118, ma durante i soccorsi il giovane ha minacciato anche i sanitari e, salito sull'ambulanza, ha danneggiato alcune strumentazioni.

Sia il 22enne che il 28enne sono stati denunciati per lesioni personali, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale. La questura li descrive come "entrambi pluriupregiudicati per reati contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti". Inoltre, erano già destinatari della misura di prevenzione dell'avviso orale a cui oggi si aggiunge il divieto di accesso per due anni ai locali pubblici e di pubblico intrattenimento della provincia, nonché di stazionare nei loro pressi. Il provvedimento è scattato perché il questore Silipo ha "ritenuto che dalle condotte delittuose messe in atto possa derivare un pericolo concreto e attuale per la sicurezza pubblica".

L’inosservanza della misura di prevenzione è punibile penalmente con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 10mila a 24mila euro.

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