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Martedì, 28 Maggio 2024
VIOLENZA IN CENTRO / Centro Storico / Piazza Martiri d'Ungheria

Maxirissa al Sacrario, i tre arrestati restano ai domiciliari. Al gip: "Stavamo difendendo i nostri figli"

Confermati i tre arresti, rafforzati con il braccialetto elettronico. Cade l'accusa di tentato omicidio per uno degli indagati | FOTO e VIDEO

Restano ai domiciliari, rafforzati con il braccialetto elettronico, i tre arrestati per la maxirissa di venerdì pomeriggio al Sacrario. Si tratta di due viterbesi di 35 e 46 anni e di un 33enne di origini afghane, "tutti pregiudicati" come informa la questura e tutti accusati di rissa e lesioni aggravate. Per il 46enne è caduta l'accusa di tentato omicidio per aver cercato di investire con l'auto il 33enne.

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I tre, dopo la rissa a suon di pugni e colpi di mazza da baseball e martello, sono finiti al pronto soccorso dell'ospedale di Belcolle per le ferite riportate durante la colluttazione: sette giorni di prognosi per il 33enne e il 46enne e tre per il 35enne. Davanti al gip Giacomo Autizi, che ha convalidato e confermato gli arresti eseguiti da polizia e carabinieri, si sono difesi sostenendo di essere intervenuti per proteggere i loro figli.

Dalle indagini coordinate dalla pm Paola Conti è emerso che la rissa è "scaturita per futili motivi tra due nuclei familiari". Quattro, inoltre, i denunciati, tra cui donne e un minorenne che durante l'aggressione avrebbe brandito un casco. Il tutto è avvenuto poco prima delle 19 del 26 aprile in piazza Martiri d'Ungheria, tra la chiesa degli Almadiani e il tempietto ai caduti. Militari e agenti, intervenuti in gran numero e con diverse auto, hanno impiegato non poco per placare gli animi e riportare la situazione alla calma. 

Tutto sarebbe scaturito da una banale lite tra alcuni adolescenti presenti in piazza. Poi l'arrivo di parenti e familiari in auto e giù pugni, calci e schiaffi. Finché non sono comparsi bastoni e mazze da baseball con cui sono state colpite persone ed è stato distrutto anche il tettuccio di un'Audi. La macchina è stata sequestrata, come la mazza e un martello utilizzati durante la rissa e ritrovati dalle forze dell'ordine sul posto.

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