RIVOLTA DEGLI AGRICOLTORI

Agricoltori, allevatori e pescatori insieme contro il governo: nasce il fronte del settore primario

Un documento programmatico con le richieste e una nuova manifestazione organizzata per sabato 2 marzo a Roma, per chiedere un tavolo di confronto

Nasce il fronte del settore primario: agricoltori, allevatori e pescatori uniti contro la crisi. Sabato 2 marzo a Roma gli agricoltori, molti dei quali rappresenteranno la Tuscia, saranno in piazza dei Santi Apostoli alle 12:00 supportati dai cittadini per manifestare contro la crisi del comparto agricolo. La speranza è sempre quella di un confronto con il governo Meloni e con i rappresentanti della Commissione europea, come già aveva auspicato Felice Antonio Monfeli, ex coordinatore del presidio degli agricoltori di Orte. In attesa del 2 marzo intanto, il comparto del settore primario, ha elaborato un documento programmatico condiviso per tracciare le linee e le richieste da portare al tavolo delle trattative con il governo.

Le richieste

Dopo oltre un mese di protesta "gli agricoltori, gli allevatori e gli stessi pescatori italiani, che portano con le loro piccole e medie imprese il peso e l'orgoglio di tutto il settore primario", scrivono come introduzione al documento le categorie del comparto produttivo, hanno deciso di rivolgere "al governo italiano ed alla commissione europea quattro incisive istanze, preludio ad una riforma agraria proposta dal basso, non più rimandabile". A margine delle istanze gli operatori hanno specificato: "Attendiamo un determinante cenno di riscontro dal governo", confermando anche che "non abbiamo nessuna intenzione di cedere"

Prezzo minimo garantito

Nel dettaglio gli operatori del primo settore chiedono come primo punto un "prezzo minimo garantito dei prodotti associato ad un divieto di vendita degli stessi sottocosto". In particolare nel documento si fa riferimento ad una riforma del decreto legislativo 198/21 sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. La riforma è strutturata su vari punti: prezzo minimo garantito e aggiornato, estensione a tutti i canali di distribuzione del divieto di vendita sottocosto, fatturazione elttronica per tutta la filiera, trasparenza nei confronti dei consumatori sui prezzi, vigilanza e sanzioni commisurate al fatturato dell'azienda.

Libertà di associazione 

La libertà di associazione e l’autonomia contrattuale di agricoltori, allevatori e pescatori devono venire garantite subito, nel rispetto del diritto costituzionale e del Trattato per il funzionamento dell’Unione Europea.

Dichiarazione dello stato di crisi

"Chiediamo l'apertura di un Tavolo di crisi per un’immediata accelerazione dei provvedimenti a sostegno del settore primario duramente colpito, al fine di limitare, con tempestività, gli impatti negativi economici, sociali e ambientali del tessuto produttivo, fatto per l’80 per cento da piccole e medie imprese, che rappresentano la parte più considerevole del sistema produttivo agricolo italiano che si sta tentando di distruggere" si legge nel documento programmatico, dove si specifica la necessità di "una riforma agraria gestita dal basso".

Disponibilità di un luogo su Roma 

Hanno chiesto la disponibilità del Palaeur gli imprenditori agricoli per discutere tutte le problematiche che stanno vessando il settore."Questa volta serve che le istituzioni vengano ad ascoltare - scrivono sempre nel documento - con un calendario concordato tutte le problematiche che affrontiamo quotidianamente in campo e tutte le soluzioni che siamo in grado di prospettare".

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