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ABUSI E MALTRATTAMENTI

Rudy Guede, nel cellulare della ex foto e messaggi dopo le violenze. Lei alla psicologa: "Ho paura mi faccia del male"

Al via l'incidente probatorio: procura verso chiusura delle indagini e richiesta di rinvio a giudizio. Nelle immagini i lividi sulla 24enne: "In lacrime lo imploravo di fermarsi"

Nel cellulare della 24enne che accusa Rudy Guede di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti mentre erano fidanzati le foto, i messaggi e gli audio dopo gli abusi. Li ha recuperati l'esperto informatico incaricato dal tribunale di Viterbo di passare al setaccio lo smartphone della giovane viterbese. "Il perito - spiega l'avvocato Francesco Guido, che assiste la ragazza - ha confermato che nel dispositivo è presente tutto ciò che abbiamo già prodotto in querela. Una certificazione di autenticità delle prove che abbiamo raccolto e presentato. Tutte le immagini e gli sms hanno trovato riscontro, rilevando inoltre anche molto altro: ulteriori conversazioni, audio e documenti".

La verità in oltre 140mila pagine

Il tutto è racchiuso in ben 144mila pagine, che il professionista Luigi Gruttadauria di Roma ha sviscerato nell'udienza di mercoledì 8 maggio davanti alla gip Savina Poli durata circa un'ora e a cui era presente anche la 24enne ma non l'indagato difeso dall'avvocato Carlo Mezzetti. L'incidente probatorio, però, non si è concluso. La giudice ha dato alle parti una decina di giorni per acquisire ed esaminare nel dettaglio, tramite i rispettivi consulenti, Luciano Lattanzi per la vittima e Sandro Salvati per il 37enne ivoriano, il corposo materiale raccolto e le conclusioni della perizia, depositata a ridosso dell'udienza di ieri, oltre a dare il via libera a un'integrazione tecnica.

Procura verso chiusura delle indagini e richiesta di rinvio a giudizio 

Si torna in aula il 17 maggio prossimo, alle 12, per eventuali richieste di chiarimento delle parti all'esperto sull'estrazione dei file dal cellulare. E potrebbe essere l'ultimo atto dell'inchiesta. Concluso l'incidente probatorio, infatti, la pm Paola Conti potrebbe chiudere l'indagine e procedere con gli atti propedeutici alla richiesta di rinvio a giudizio. Guede, nel frattempo, resta con il braccialetto elettronico e sotto le misure del divieto di avvicinamento alla ex (almeno 800 metri) e della sorveglianza speciale, quest'ultima scattata anche in virtù del coinvolgimento nell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007, che gli è costato una condanna a 13 anni scontata nel carcere di Viterbo.

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La foto fantasma

Dalla perizia non è emersa una foto che la ragazza sostiene di essersi fatta dopo un abuso, mentre sarebbe stata ancora insanguinata. "Si tratta - riporta l'avvocato Guido - di un'immagine che era in una chat Whatsapp: era stata cancellata ed è andata definitivamente persa con la reinstallazione dell'app. Purtroppo, non è possibile recuperarla". 

Due violenze in una notte 

Ma di foto in quelle 144mila pagine ce ne sono tante altre. Come quelle scattate dopo la duplice violenza del 6 settembre 2022 in cui si vedono lividi su braccia, gambe e altre parti del corpo della vittima. Lesioni che sarebbero state provocate dalla forza che Guede avrebbe esercitato sulla 24enne per costringerla a una rapporto sessuale non protetto, anche orale, seguito a una lite avvenuta tra i due a casa della madre della ragazza. Rapporto a cui la giovane si sarebbe rifiutata e avrebbe opposto resistenza, per poi essere sopraffatta dal 37enne che avrebbe abusato di lei nonostante, in lacrime, lo stesse implorando di fermarsi. Violenza che si sarebbe ripetuta qualche ora dopo, con Guede che avrebbe manifestato il bisogno di "stare dentro di lei".

La versione di Guede

Quelle lesioni, che nell'emettere la misura cautelare anche la gip ha sottolineato essere "compatibili con la dinamica del rapporto non consensuale descritto dalla vittima", Guede le ha negate durante l'interrogatorio di garanzia, riconducendole all'attività sportiva, l'equitazione, che la 24enne pratica e per cui più volte sarebbe finita in ospedale. L'indagato ha anche sostenuto di non averle mai fatto del male e di non ricordare alcuno degli episodi di violenza e maltrattamenti di cui la ex lo accusa, di averla sempre rispettata durante la relazione, che ha definito tossica, e di aver sempre avuto rapporti consenzienti con lei.

Le confidenze ad amica e psicologa

All'interno della perizia anche i messaggi che la ragazza ha scambiato con la psicologa, in cui afferma che in Guede "convivono due persone diverse" e che, pertanto, ha paura "potesse farle del male". Ma soprattutto le conversazioni in cui, il giorno dopo la violenza, si confida con un'amica. Circostanze poi riferite in questura e messe nero su bianco davanti ai poliziotti della squadra mobile che l'estate scorsa hanno fatto scattare le indagini.

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