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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca Centro Storico / Via Bussi

Donca trovato con il coltello nell'addome. Cosa è successo in via Bussi 4? Si indaga per omicidio | FOTO

La procura ha aperto un fascicolo e disposto l'autopsia. Sentiti per ore dalla polizia i tre coinquilini dell'operaio 44enne: indagini in corso. La ricostruzione dei fatti

Sarà l'autopsia a fare luce sulla morte di Ruslan Donca. Si è trattato di un suicidio, come sostengono i suoi coinquilini, o di un assassinio, per cui al momento si indaga? La procura di Viterbo diretta da Paolo Auriemma ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario intestato al pm Flavio Serracchiani. Un atto dovuto, allo stato delle cose, per poter disporre l'esame post mortem.

I tre coinquilini di Donca, presenti in casa al momento dei fatti e per questo finiti sotto la lente degli investigatori, sono stati ascoltati per ore dai poliziotti della questura a caccia di eventuali discordanze nei loro racconti e nelle loro ricostruzioni. Sono tutti operai moldavi sulla quarantina. Come la vittima, di 44 anni.

FOTOCRONACA | Morto dopo coltellate

I fatti, avvenuti nel centro storico di Viterbo, si concentrano in un lasso di tempo di circa un'ora e mezza. Nel pomeriggio di martedì 2 gennaio agli agenti arriva la segnalazione di un uomo accasciato a terra in zona Sacrario. Quando le volanti arrivano sul posto, trovano Donca che lamenta un malore e vaneggia. Ristabilita la situazione, i poliziotti acconsentono al suo ritorno a casa, al civico 4 di via Bussi, stradina tra corso Italia e via Mazzini, accompagnato da un coinquilino.

Ma alle 18,30 dall'abitazione parte una chiamata. A farla è uno dei coinquilini della vittima: "Si è chiuso in bagno e si è accoltellato", dice. I soccorritori si precipitano e in poco tempo la zona viene illuminata dai lampeggianti della macchina della polizia, di ambulanza e automedica. Donca viene trovato nel sangue, con una ferita da taglio alla gola e un grosso coltello da cucina, di una lunghezza complessiva di circa 25 centimetri, conficcato nell'addome. La corsa in ospedale e il ricovero in rianimazione non sono riusciti a salvare la vita al 44enne, arrivato a Belcolle in condizioni disperate e morto intorno all'1 della notte tra il 2 e il 3 gennaio.

Il coltello, estratto dall'addome della vittima dai medici e che proprio in quel punto del corpo sarebbe stato fatale, è stato sequestrato. Sigilli anche all'appartamento della tragedia, all'interno del quale gli agenti hanno già fatto un primo sopralluogo. Le indagini sono ancora in corso.

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