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Cronaca Centro Storico / Via Bussi, 4

Morto dopo coltellate, la famiglia di Donca: "Tragedia inaspettata, profondo dolore e vuoto immenso"

Appello della famiglia del 44enne per il rimpatrio della salma in Moldavia. Proseguono le indagini sul giallo di via Bussi

La famiglia di Ruslan Donca, morto per due coltellate a gola e addome, esprime tutto il suo "profondo dolore, vuoto immenso e sconfinato sconcerto". Dalla Moldavia, paese di origine dell'uomo, a Viterbo per lavoro come operaio, definiscono quanto avvenuto tra martedì e mercoledì scorsi una "tragedia" che "nessuno si aspettava". Con la morte di Ruslan "un cuore si è fermato e una nuova cara anima è salita in cielo - afferma la famiglia -. A soli 44 anni, lasciando dietro di sé uno sconfinato sconcerto, un profondo dolore e un vuoto immenso".

Il 44enne è morto nella notte del 3 gennaio, intorno all'1, all'ospedale di Belcolle dove era arrivato in condizioni disperate, con un coltello di circa 25 centimetri conficcato nell'addome e dopo aver perso già molto sangue. A lanciare l'allarme, intorno alle 18,30 del giorno precedente, sono stati i suoi tre coinquilini, anche loro operai moldavi, poi finiti sotto la lente degli investigatori in quanto gli unici presenti in casa al momento dei fatti. 

Dal civico 4 di via Bussi, stradina tra corso Italia e via Mazzini, parte una chiamata alla polizia: "Correte, il nostro coinquilino si è chiuso in bagno e accoltellato". Per Donca le volanti della questura erano già intervenute un'oretta e mezza prima, sempre in centro storico. Il 44enne era stato trovato accasciato a terra in zona Sacrario e lamentava un malore e vaneggiava. Ristabilita la situazione, gli agenti hanno acconsentito al suo ritorno a casa accompagnato da uno dei coinquilini.

FOTOCRONACA | Morto dopo coltellate

Cosa sia poi successo nell'appartamento è al vaglio dei poliziotti della squadra mobile coordinati dalla procura che, tramite il pm Flavio Serracchiani, ha aperto un fascicolo per omicidio volontario che, però, resta contro ignoti. Per ricostruire i fatti e i rapporti con la vittima ma anche per cercare eventuali discordanze nei loro racconti e versioni, gli investigatori hanno sentito a lungo e più volte i coinquilini di Donca.

Suicidio o omicidio? La risposta arriverà solo dalle indagini e, soprattutto, dall'autopsia. Dopo l'esame post mortem, la famiglia è intenzionata a portare in Moldavia la salma del 44enne. "Ma la cifra - fanno sapere - è astronomica: 4mila euro solo per il rimpatrio". Da qui l'appello a "concittadini, amici e a chi ha conosciuto Ruslan". "Una richiesta di aiuto in questi giorni di festa, soprattutto da parte di una madre sola che non ha le possibilità economiche per il rimpatrio e il trasporto della salma da Viterbo a Leuseni. Qualsiasi aiuto, non importa quanto, è il benvenuto. Sappiamo che non resterete indifferenti davanti al nostro dolore. Grazie, con profonda gratitudine".

Nel frattempo le indagini proseguono. Sotto sequestro sono già finiti l'appartamento della tragedia e il coltello, ma anche il cellulare di Donca pronto a essere analizzato da un esperto a caccia di elementi utili anche sugli ultimi giorni di vita e sugli ultimi contatti del 44enne.

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