LA REAZIONE

I sacerdoti dell'eremo alla Palanzana: "Non siamo eretici, scismatici e sospesi. Non siamo colpiti da provvedimenti canonici"

I religiosi che sono nella struttura sul monte di Viterbo reagiscono alle notizie sul progetto di realizzare una seminario e ostello per preti tradizionalisti anti-Bergoglio

"Non siamo né eretici né scismatici né tantomeno sospesi. Non siamo colpiti da nessun provvedimento canonico che dichiari qualsiasi nostro errore o allontanamento dalla fede". La Comunità dei sacerdoti dell'eremo di sant'Antonio alla Palanzana reagisce alle notizie pubblicate nei giorni scorsi, sia dalla stampa locale che nazionale, sul progetto di Carlo Maria Viganò, arcivescovo che da anni contesta papa Francesco, di realizzare una sorta di seminario e ostello per preti e religiosi tradizionalisti nella struttura sul monte che sovrasta Viterbo.

"I sacerdoti - afferma una nota a firma Comunità dei sacerdoti all'eremo di sant'Antonio alla Palanzana - non sono colpiti da nessun provvedimento canonico che dichiari qualsiasi loro errore o allontanamento dalla fede. Non sono né eretici, né scismatici, né tantomeno sospesi a divinis. Poiché non esiste a loro carico nessuna accusa che riguardi la fede o la morale, non è stato celebrato alcun processo canonico a loro carico che riguardi la fede e la morale, non è stata irrogata alcuna pena a loro carico che riguardi la fede e la morale. Ciò può essere facilmente confermato dalla stessa Curia di Viterbo".

"I sacerdoti - prosegue la nota - intendono ribadire e affermare chiaramente l'integrità della loro fede e la perfetta adesione alla dottrina cattolica e al perenne magistero della Chiesa in tutti i suoi elementi e in tutti i suoi componenti, né essi si pongono in conflitto o contrasto con alcun principio o istituzione della stessa. Essi non sono neppure sospesi a divinis, in quanto nessun provvedimento restrittivo è stato assunto nei loro confronti. Molto semplicemente i membri della soppressa Fraternità sacerdotale della Familia Christi, che erano già un tempo incardinati nella Fraternità stessa, dalla soppressione di essa si trovano unicamente nella condizione di vacatio canonica, e perciò dimancanza di incardinazione".

I religiosi, come la nota stessa riporta, provengono da Familia Christi, fraternità sacerdotale prima commissariata e poi sciolta dalla Congregazione per la dottrina della fede. "La presenza e la permanenza di quanti abitano all'eremo di sant'Antonio alla Palanzana - è scritto nella nota - sono pienamente legittime, non soltanto in ordine a chi ne detiene la proprietà, ma anche in ordine all'autorità ecclesiastica, dal momento che essi si ritirarono all'eremo di sant'Antonio alla Palanzana non per loro volontà, ma in obbedienza alle disposizioni dell'allora commissario pontificio della Fraternità sacerdotale della Familia Christi, ottenendo per questo anche il favore dell'ordinario di Viterbo. Da quel momento, in silenzio, i sacerdoti sono rimasti all'eremo di sant'Antonio alla Palanzana per custodire, senza clamori, la loro vita di fede e di preghiera e in questo modo intendono continuare a vivere".

I sacerdoti dell'eremo della Palanzana si definiscono "confratelli in piena comunione con la Chiesa" e lamentano un "pregiudizio che grava sulla comunità dell'eremo non per ragioni canoniche bensì ideologiche". Si sentono sotto 'attacco'. "Stupisce - dichiarano - come nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, durante la quale a Viterbo sono state organizzate tante iniziative ecumeniche volte a promuovere una cultura di integrazione e vicendevole stima, si voglia colpire una realtà cattolica con la quale invece non si è mai favorito alcun dialogo e contro la quale si danno solo giudizi sommari, sollevando dubbi circa la sua rettitudine di fede e di morale".

Sulla vicenda legata all'eremo della Palanzana era intervenuta anche la Curia vescovile di Viterbo affermando che "è stata seguita per quanto possibile, visto il contesto relativo a una proprietà privata che fa riferimento a un'associazione non legata alla diocesi di Viterbo", e che "i sacerdoti e i religiosi che in qualche modo sono presenti in questo eremo non sono incardinati nella diocesi di Viterbo". La Curia, infine, ha fatto sapere che "tutte le questioni relative alle vicende, pregresse e attuali, legate a questo luogo e alle persone che a titolo diverso vi fanno riferimento, sono all'attenzione delle autorità ecclesiastiche e dei dicasteri competenti".

Quanto scritto dalla Curia "stupisce" la Comunità dei sacerdoti all'eremo alla Palanzana. "Stupisce - concludono - come la Curia di Viterbo possa dichiarare quanto nel suo comunicato, solo in base ad articoli di giornale, senza aver mai attualmente promosso contatti, né relazioni, né chiarimenti di posizione con i sacerdoti residenti all'eremo".

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