rotate-mobile
LA SENTENZA / Centro Storico

Condannato il pusher dei ragazzini: lo spaccio in centro

La sentenza del collegio dei giudici del tribunale di Viterbo per un 20enne

Condannato il pusher dei ragazzini. Per il 20enne viterbese B.G. nove mesi e 1200 euro di multa inflitti dal collegio dei giudici che ha disposto la sospensione della pena.

L'imputato è finito a processo, con giudizio immediato, per spaccio aggravato dalla cessione a minori dopo essere stato sorpreso dai carabinieri a cedere a un allora 12enne, anche lui fermato dai carabinieri il 3 febbraio 2023, cinque involucri di hashish dal peso complessivo di 4,47 grammi. Addosso, inoltre, dopo un inseguimento fino a via Ascenzi, i militari gli hanno trovato nascosti altri cinque involucri di hashish dal peso complessivo di 3,42 grammi. Pochi dubbi per gli investigatori: visto il quantitativo suddiviso in dosi e le modalità di occultamento, la droga era destinata a terzi. E per consegnarla tra le vie e i vicoli del centro storico B.G., difeso dall'avvocato Samuele De Santis, si sarebbe fatto aiutare dal ragazzino con cui poi avrebbe diviso i proventi. Ma da questa accusa è stato assolto.

Il minorenne, oggi 13enne e che per l'età non è imputabile, durante la scorsa udienza è stato sentito dal tribunale di Viterbo in modalità protetta e con accanto una psicologa. Ha negato di essere il "galoppino". "Volevo provare l'hashish con i miei amici - ha detto -, tutti ragazzi delle medie, e mi è stato indicato l'imputato come persona da cui prenderla". L'incontro sarebbe avvenuto al Sacrario. "Al parcheggio a pagamento - ha puntualizzato il 13enne -. Mi ha dato la droga, unica volta che l'ho vista e presa, e poi l'ho divisa con i miei amici. Mi ha chiesto 20 euro ma, siccome non li avevo, ho fatto 5 euro a testa con i miei compagni. Quella è stata la sola volta che ho incontrato l'imputato, con il quale non ho mai avuto rapporti". Poco dopo aver preso l'hashish il 13enne viene fermato dai carabinieri a piazza del Comune. "Mi hanno controllato e trovato la droga che avevo nascosto nelle mutande", ha raccontato il ragazzino.

Durante le indagini, coordinate dalla pm Chiara Capezzuto, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Viterbo hanno ricostruito episodi di spaccio a partire dal mese di gennaio. Fermato il 13enne, i militari hanno controllato anche il suo cellulare. "All'interno - ha ricostruito un maresciallo sentito in aula - il numero dell'imputato e conversazioni salienti che andavano dal 17 gennaio alle 13,30 del 3 febbraio 2023 e da cui è emerso che B.G. si serviva del minore per vendere la droga in città. Alle 22,11 del 21 gennaio il 13enne scrive all'imputato: "Oh fra', domani ci sei che vengo a pija' e vado a vende'?". In un altro messaggio, all'1,09: "Oh fra', posso prendere un cinquello che voglio farmi una G? Poi in caso te la pago...". Ma dall'accusa di aver utilizzato il ragazzino come "galoppino" il 20enne è stato assolto.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Condannato il pusher dei ragazzini: lo spaccio in centro

ViterboToday è in caricamento