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SENTENZA

Chi inquina paga (di più): tariffa aggiuntiva per chi smaltisce i rifiuti a Viterbo. Il caso del Comune di Civitavecchia

Il Tar ha respinto il ricorso dell'ente contro il pagamento del benefit del 5%. Il presidente della Provincia Alessandro Romoli: "Sia da incentivo al resto del Lazio affinché diventi autosufficiente"

"Chi inquina paga", è un principio comunitario. "Chi inquina paga di più", invece, è quanto prevedono il piano regionale dei rifiuti del 2020 e una delibera del 2022 della giunta del Lazio. Gli atti stabiliscono il pagamento di un benefit ambientale aggiuntivo del 5% da parte di enti e società, appartenenti a un altro Ambito territoriale ottimale (Ato), verso i Comuni e le Province dove si trovano gli impianti in cui conferisco i loro rifiuti perché non riescono a essere autosufficienti nel recupero e nello smaltimento. La prescrizione, inoltre, risulta conforme alle disposizioni di legge nazionale che prevedono un sistema di "premialità" per gli ambiti territoriali più meritevoli.

Le norme hanno trovato conferma in una recente sentenza del Tar che ha rigettato il ricorso presentato dal Comune di Civitavecchia che da anni conferisce i propri rifiuti nell'impianto di Monterazzano pagando a Comune e Provincia il benefit del 5%, aggiuntivo alle tariffe già previste. Contro le disposizioni regionali, però, nel 2022 il Comune di Civitavecchia ha proposto ricorso al tribunale amministrativo del Lazio con lo scopo di farne dichiarare l'illegittimità e di conseguenza non corrispondere l'incremento previsto.

Il ricorso è stato respinto con una sentenza del 24 gennaio scorso nella quale si legge come, dal primo gennaio 2022, è posto, pertanto, a carico dell'Ato deficitario, e quindi dei singoli Comuni che decidono di avvalersi di impianti posti al di fuori dell'ambito territoriale di loro pertinenza, l'incremento di costo del 5% per il conferimento di rifiuti urbani indifferenziati o derivanti dal loro trattamento in favore dell'Ato ricevente. Tariffa aggiuntiva che il Comune di Civitavecchia deve al Comune e alla Provincia di Viterbo che si stanno facendo carico dello smaltimento non solo dei propri rifiuti ma anche di quelli dei comuni fuori ambito territoriale.

Alessandro Romoli-6

Nel procedimento giudiziale la Provincia è stata rappresentata da un collegio difensivo composto dagli avvocati Paolo Felice, Marta Dolfi e Cesare Cardoni. "Sono soddisfatto di questa sentenza - commenta il presidente Alessandro Romoli -. Viterbo non può diventare la discarica del Lazio e chi manda i propri rifiuti da noi, perché non in grado di smaltirli autonomamente, deve necessariamente pagare una tariffa aggiuntiva per il disagio che provoca. L'auspicio - aggiunge Romoli - è che la conferma da parte del Tar del Lazio del pagamento di questo benefit costituisca da incentivo per gli altri comuni e province del Lazio affinché diventino anche loro, come la Tuscia, autosufficienti nel recupero e smaltimento dei propri rifiuti. La Provincia di Viterbo lo è ed è ora che anche le altre raggiungano lo stesso livello di efficienza".

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