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Martedì, 16 Aprile 2024
Cronaca

"Episodi di violenza contro il personale sanitario, nessuno vuole andare a fare il medico a Mammagialla"

È quanto emerso dal tavolo per la tutela della salute dei detenuti che si è riunito ieri alla Asl

"Episodi di violenza contro il personale sanitario, nessuno vuole andare a fare il medico a Mammagialla". È quanto emerso dal tavolo paritetico per la tutela della salute delle persone detenute, dedicato al sistema di erogazione delle prestazioni sanitarie e di cui fanno parte tutte le istituzioni del territorio che operano in ambito carcerario, che si è tenuto ieri presso la direzione generale della Asl di Viterbo. 

Il coordinamento è stato affidato all'Azienda sanitaria locale e alla direzione della casa circondariale. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia, la direttrice di Mammagialla Anna Maria Dello Preite, Antonio Rizzotto, facente funzioni della direzione sanitaria della Asl, il direttore di medicina protetta e malattie infettive Giulio Starnini e il responsabile della medicina penitenziaria territoriale Fabrizio Ferri.

"Nella riunione - riporta Anastasia - si è discusso delle misure proposte dal servizio di prevenzione della Asl a seguito di alcuni episodi di violenza fisica e/o verbale subiti dal personale sanitario operante in carcere. Difficoltà specifiche vengono dalla carenza del personale di polizia penitenziaria. D’altro canto, la direttrice dell'istituto penitenziario ha riportato il dato sulle presenze: 648 detenuti (a fronte di 405 posti effettivamente disponibili), ricordando che al momento del suo ingresso alla direzione, nel 2021, i detenuti erano 470 e che c’è una mancanza di personale di polizia penitenziaria pari a 81 unità. I problemi di sicurezza incidono anche sulla disponibilità del personale sanitario a prestare servizio in carcere, che si somma alla difficoltà dei nuclei di traduzione e piantonamento ad assicurare l'accompagnamento dei detenuti a visite mediche esterne".

Il garante Anastasia ha ribadito la "necessità del riconoscimento di quelle penitenziarie come sedi disagiate per il personale sanitario e di una revisione delle dotazioni organiche dei nuclei di traduzione e piantonamento e delle loro modalità operative". Entrambe le questioni saranno proposte alla riunione dell'Osservatorio permanente sulla sanità penitenziaria della Regione Lazio, convocata per il 14 dicembre.

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