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Domenica, 23 Giugno 2024
TENTATO OMICIDIO E MALTRATTAMENTI

Trova il fratello a letto con la figlia, si difende davanti al gip (con il rosario in mano): "Erano seminudi ma non volevo ucciderlo"

Interrogatorio di garanzia per il 40enne accusato di aver scaraventato il fratello dal balcone: "Ero accecato dalla rabbia". Confermato l'arresto

Due ore a difendersi e a raccontare la propria versione dei fatti, con un rosario tra le mani. Davanti al gip il 40enne viterbese accusato del tentato omicidio del fratello, in un paesino a sud della Tuscia, dopo averlo trovato a letto con la figlia 16enne e di maltrattamenti in famiglia ai danni della minore.

Dal carcere di Regina Coeli di Roma, dove è recluso da martedì, l'uomo ha smentito punto per punto la ricostruzione che la ragazzina ha fatto alla polizia, intervenuta alla stazione di Saxa Rubra dopo una lite con il padre che si era fatto trovare sull'autobus che è solita prendere dalla Tuscia per raggiungere la Capitale. Su quel pullman l'uomo le avrebbe tirato prima uno schiaffo in faccia per poi estrarre una lametta e mimare di colpirla alla giugulare.

Se per la minore, che nella notte tra il 24 e il 25 maggio si era coricata insieme allo zio 35enne dopo una festa in paese, lo "zio non ha assolutamente provato ad avere un approccio sessuale e non ha mai avuto atteggiamenti ambigui", tanto da addormentarsi entrambi vestiti ("Lui aveva anche le scarpe e io indossavo una vestaglia fino al ginocchio", riporta la 16enne agli agenti), il padre sostiene tutt'altro.

"La mattina - ricostruisce l'uomo -, entrato in camera di mia figlia, li ho trovati a letto semisvestiti e ho sentito puzza di droga. Non ci ho visto più dalla rabbia e ho iniziato a litigare con mio fratello". Una discussione accesa, avvenuta in casa nel Viterbese, e finita, stando sempre al racconto della ragazzina, con il 40enne che avrebbe portato il fratello sul balcone e con un calcio allo sterno lo avrebbe scaraventato giù. "Papà - ha affermato la ragazzina - non ha assolutamente tentato di soccorrerlo, anzi ha continuato a insultarlo nonostante stesse urlando dal dolore e perdesse tanto sangue". Per poi lanciargli addosso un barattolo di bigattini dicendogli: "Adesso puoi strisciare via da qui come un verme".

"Ci stavamo spintonando - si difende il 40enne -, quando mio fratello è caduto di sotto. Non è stato un gesto intenzionale e non ho mai pensato di ammazzarlo, tanto è vero che a chiamare i soccorsi sono stato io. I bigattini glieli ho buttati addosso, è vero. Li aveva lasciati lui in cucina, in un posto non consono, e io ero sempre arrabbiato".

Restano i 39 giorni di prognosi per fratture ai calcagni del 35enne, che ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali con la nipote, e il fermo per il 40enne, misura convalidata e confermata dal giudice per le indagini preliminari.

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