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Venerdì, 24 Maggio 2024
IL FENOMENO

"Siamo incaricati del Comune", ma sono ladri: allarme per la nuova truffa

Casi di finti controlli della Tari soprattutto a Viterbo. Nel resto della provincia nuova ondata di falsi carabinieri. L'Arma: "Territorio quotidianamente battuto da bande di criminali"

La truffa non va in vacanza. Anche durante il ponte della Liberazione c'è chi si bussa o telefona in casa soprattutto di anziani spacciandosi per carabinieri e avvocati. Un fenomeno che a partire dal 24 aprile sta facendo registrare una nuova ondata in tutta la provincia, ma soprattutto tra Viterbo, Vetralla, Marta, Capodimonte e Soriano nel Cimino.

Nella sola giornata di ieri numerose telefonate sono arrivate alla centra operativa dei carabinieri da parte di anziani contattati da sedicenti esponenti dell'Arma che hanno riferito di parenti che necessitavano urgentemente di soldi per aver provocato un incidente stradale o per risolvere un'improvvisa pendenza giudiziaria in cui erano rimaste vittime. Fortunatamente le potenziali vittime si sono insospettite e hanno subito chiamato in caserma e allertato i familiari, riuscendo quindi a sventare sul nascere il tentativo di truffa ai loro danni. Non è da escludere, però, che in qualche caso invece i raggiri siano purtroppo andati in porto. 

La truffa del falso incaricato della Tari

Nel capoluogo, in particolare, alla truffa del finto appartenente alle forze dell'ordine negli ultimi giorni si stanno verificando episodi di falsi incaricati del Comune per il controllo della Tari, la tassa sui rifiuti. Da qui l'appello dell'assessora ai Tributi Elena Angiani a fare attenzione. "Il Comune - spiega - non ha incaricato alcun dipendente dell'ente o persona esterna a effettuare controlli riguardanti la Tari con tanto di richiesta di verifiche e sopralluoghi negli appartamenti. Nessun altro controllo simile è stato disposto o autorizzato per conto del Comune di Viterbo. Chiunque avesse recentemente ricevuto o ricevesse in questo periodo richieste analoghe, può rivolgersi alle forze dell'ordine attraverso il numero 112 e segnalare l'accaduto".

Finti carabinieri tra Viterbo, Vetralla, Marta, Capodimonte e Soriano

La truffa del finto carabiniere continua comunque a tenere banco. Il tutto nonostante le iniziative di sensibilizzazione da parte delle forze dell'ordine, che hanno anche innalzato ancora di più i livelli di controllo e aumentato i pattugliamenti. Casi, soprattutto e fortunatamente tentati, in particolar modo tra Viterbo (compresa la frazione di Grotte Santo Stefano), Vetralla, Marta, Capodimonte e Soriano nel Cimino.

Il modus operandi, nella maggior parte delle situazioni, è sempre lo stesso. I malintenzionati, che prima studiano le abitudini della potenziale vittima, entrano in azione prevalentemente in piena mattinata spacciandosi via telefono per militari e avvocati e chiedendo al malcapitato anziano di turno soldi e gioielli con la scusa dell'incidente provocato dal figlio o dal nipote che, per evitare i guai con la giustizia, ha bisogno di denaro che deve essere subito consegnato a dei carabinieri in borghese o avvocati (che, in realtà, sono finti) che poco dopo bussano alla porta di casa.

Il consiglio è quello di non farsi prendere dal panico in queste situazioni e, senza consegnare soldi e gioielli, accertarsi che i propri familiari stiano bene e allertare immediatamente le forze dell'ordine. Proprio negli ultimi giorni un paio di anziani sono riusciti a sventare la truffa e a mettere in "fuga" il malintenzionato di turno rispondendo che al termine della telefonata avrebbero loro chiamato alla stazione dei carabinieri per verificare l'accaduto. Accaduto poi, ovviamente, smentito dai veri militari perché altro non era che l'ennesimo tentativo di truffa.

I carabinieri: "Territorio quotidianamente battuto da bande di criminali"

"Il territorio - commenta il comando provinciale dei carabinieri - viene quotidianamente battuto da bande di criminali senza scrupoli dediti a questo espediente per carpire denaro o gioielli a persone fragili, facilmente impressionabili e quindi altrettanto facili da sopraffare. L'Arma ricorda alla cittadinanza di non assecondare mai chi, qualificandosi come appartenente alle forze dell'ordine, chiede la corresponsione immediata di elevate somme di denaro contante per porre fine con urgenza pendenze giudiziarie o civilistiche di qualsiasi genere. Non è assolutamente questa la modalità con cui vengono risolte oggi le controversie giudiziarie, oltretutto per tramite dell'Arma dei carabinieri o di qualsiasi altra forza di polizia.

La raccomandazione è sempre la stessa: non assecondare mai subito tali richieste, contattare immediatamente parenti o amici per non farsi trovare soli in casa dai complici di chi chiama e che attendono di entrare in azione e ovviamente chiamare subito in caserma o il 112 per segnalare l'accaduto. Nei casi di ieri è bastato infatti che una vittima dicesse che avrebbe subito chiamato la stazione dei carabinieri per parlarne con il comandante per far immediatamente troncare la comunicazione da parte del truffatore".

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