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Cronaca

Anziani raggirati, viterbese non cade nella trappola e fa arrestare due 20enni: grazie a lei scoperte altre truffe

La signora Anna Maria, 82 anni, ha fatto finta di credere ai malviventi traendoli in inganno. Ricostruite quattro truffe tra compiute e tentate

Anziani raggirati, viterbese non cade nella trappola e fa arrestare due 20enni. Grazie a lei, poi, sono state scoperte altre truffe.

Tutto è partito a giugno proprio dal capoluogo della Tuscia. Il 15 di quel mese la signora Anna Maria, di 82 anni, riceve la telefonata di un fantomatico maresciallo dei carabinieri che le dice che il figlio aveva avuto un incidente e che servivano subito 5mila euro per l'avvocato. Ma proprio qualche giorno prima la donna aveva sentito in televisione una storia simile, così ha fatto finta di crederci arrivando a sfogliare un'agendina come se stesse contando le banconote. Quando i truffatori le hanno detto che sarebbero passati a prendere i soldi, lei è riuscita a mettersi in contatto con la polizia e li ha fatti arrestare.

La storia della signora Anna Maria è finita anche su Rai 1. Davanti alla telecamere della Vita in diretta l'82enne ha ammesso: "Ho sventato la truffa, ma resta la tristezza perché mi hanno colpito negli affetti più cari".

Sempre grazie all'anziana viterbese sono poi state scoperte altre truffe commesse, secondo gli inquirenti, dai due 20enni napoletani. Dagli accertamenti sul loro conto sarebbe emerso che il giorno prima di venire nel capoluogo della Tuscia erano stati a Tolentino, in provincia di Macerata, dove erano state messe a segno due truffe ad anziani da qualche migliaio di euro a testa e una terza era invece fallita. In quest'ultimo caso la vittima, sapendo che spesso i truffatori bloccano il telefono, era andato dal vicino e aveva chiamato il figlio scoprendo tutto. Una quarta truffa, sempre con lo stesso trucco, sarebbe riuscita anche a Foligno, in provincia di Perugia.

A indagare sui due 20enni sono stati (anche) i carabinieri del nucleo investigativo di Macerata. Non avrebbero precedenti penali e il giudice ha disposto l'obbligo di dimora a Napoli. Uno dei due indagati, tramite il suo avvocato, come raccolto dal Resto del Carlino, "nega di aver partecipato ad almeno tre delle quattro truffe ipotizzate".

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