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3 ANNI DI BUIO / Santa Barbara / Via Santa Giacinta Marescotti

Il mistero di via Marescotti, al buio da anni. I residenti: "Le istituzioni non vogliono intervenire, è una vergogna"

La via di Santa Barbara, uno dei quartieri più popolosi della città, è senza luce da settembre ma il problema va avanti a intermittenza da quasi tre anni. Il motivo? La competenza non è di nessun ente

Nel 2022, la città di Utqiaġvik, in Alaska, è rimasta al buio per quasi due mesi. Un caso dovuto alla latitudine estrema che, considerando il movimento terrestre, non consente mai di vedere il sole al di sopra della linea dell’orizzonte. Esempi simili ci sono anche in Norvegia, a Rjukan, e pure in Italia, a Viganella. La particolarità di queste città ha ispirato anche diversi film, di cui uno dei più  famosi è “30 giorni di buio”. Ma via Santa Giacinta Marescotti, a Viterbo, non gode - purtroppo o per fortuna - delle peculiarità morfologiche norvegesi, tantomeno di quelle alaskane. Eppure, esattamente come in quei luoghi, i suoi abitanti sono costretti da tempo a vivere nel buio. Soprattutto d’inverno, quando notoriamente le giornate si accorciano ed il sole tramonta nel pomeriggio.

Via Marescotti (Santa Barbara) al buio-3

L’illuminazione pubblica non funziona e, quando chiudono gli esercizi commerciali o gli studi professionali presenti o limitrofi alla via, si fa notte fonda. Anche se sono le sei di pomeriggio. Per non parlare della notte, quando - se non fosse per le luci delle case - si vede davvero poco o niente e si cammina a tentoni. Siamo a Santa Barbara, quartiere tra i più popolosi del capoluogo con i suoi 14mila abitanti circa. Una città nella città, si direbbe. Ma via Marescotti, in questo momento, è a sua volta frazione abbandonata di una città, costretta ad un disagio enorme ed ingiustificabile, dato che si protrae da diverso tempo.

Ascoltando i residenti, sembrerebbe che l’anomalia sia cominciata anni fa. “Durante il secondo lockdown, a dicembre 2020, i pali della luce hanno smesso di funzionare. Credevamo - racconta Susanna - che fosse un disservizio temporaneo, causato dal caos di quel periodo. E, infatti, dopo una settimana circa, la luce è tornata per pochissimo”. Da quel momento, gli episodi sono ricominciati con frequenza: “Sia d’inverno che d’estate, per un anno intero abbiamo dovuto fare i conti con questa situazione. Ora sono passati tre anni. Non lo dico per esagerare, ma da donna non mi sento sicura a tornare a casa nel buio totale. Oltre ad essere un fattore di degrado, rappresenta pure un pericolo sia per i pedoni che gli automobilisti, ma anche per i bambini”. 

Via Marescotti (Santa Barbara) al buio-4

Ovviamente, chi abita in via Marescotti, angolo tra la Teverina e Santa Barbara, hanno contattato tutte le istituzioni competenti: “Comune, Enel e Cev. Abbiamo parlato con tutti - riporta Daniele - ma ci è stato detto da un residente che la strada non sarebbe di responsabilità di nessuno degli enti perché sembrerebbe che la cessione delle opere di urbanizzazione non sia mai stata perfezionata. Ma io mi domando, facendo tutti gli scongiuri del caso, qualora dovessero presentarsi problematiche di sicurezza, il Comune come potrebbe continuare ad ignorarci?”. Insomma, questi figli di un Dio minore, a quanto pare, sarebbero le ennesime vittime di una burocrazia folle. Forse l’illuminazione è privata, magari c’è un contenzioso in essere oppure siamo di fronte ad un’ulteriore bizzarria causata dalle lottizzazioni degli anni passati. La responsabilità tecnica non è chiaro di chi sia, e già questo è ridicolo nel 2024, ma quella della sicurezza dovrà pur essere di qualcuno. A meno che via Marescotti non sia stata enucleata dal suolo comunale. A riguardo, il sindaco Chiara Frontini - che nel 2020, quando era all’opposizione a Palazzo dei Priori, presentò un’interrogazione all’allora assessore Laura Allegrini sui disservizi di via Marescotti - ha anche incontrato i residenti. “Era venuta per risolvere il problema, peccato che stiamo ancora così. Credo che segnalarlo ogni 2 mesi sia più che sufficiente per conoscere il problema, ora c'è bisogno di soluzioni”, scrive Davide.

Tre anni al buio, a questo punto una soluzione potrebbe essere quella di proporre di inserire via Marescotti nell’elenco composto da Utqiaġvik, Rjukan e Viganella. Ma c’è poco da ridere, perché questi cittadini pagano - come tutti, del resto - le imposte comunali e sono, ad oggi, privati di un servizio primario dalla bellezza di tre anni. E chissà per quanto ancora dovranno rimanere senza luce. 

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