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GIORNO DEDICATO ALLA PATRONA

Santa Rosa, il vescovo invita all'unità e all'inclusione: "Tutti devono essere protagonisti della città"

Questa mattina il vescovo Lino Fumagalli ha presieduto la celebrazione nel santuario dedicato alla patrona

4 settembre, festa di santa Rosa. Alle 10,30 il vescovo Lino Fumagalli ha celebrato la messa nel santuario dedicato alla patrona e dove il suo corpo incorrotto riposa. Sul sagrato della chiesa c'è Gloria, la macchina che ieri ha attraversato le vie del centro storico. All'interno i fedeli e una rappresentanza del Sodalizio dei facchini.

Viterbo - Santa Rosa - La messa del vescovo Lino Fumagalli al Santuario-2"Questa celebrazione, dopo la processione del cuore e il trasporto della macchina che hanno coinvolto l’intera comunità viterbese, è una pausa di silenzio che ci permette di accogliere l’invito e i suggerimenti di santa Rosa per il bene della nostra chiesa e della nostra comunità", ha detto il vescovo nell'omelia.

L'invito è a seguire l'esempio di Rosa. "Giovane, donna, senza cultura, povera, si è posta in ascolto della sua città e ha cercato di riportarla all’amore antico percorrendo Viterbo con il crocefisso e, insieme, si è fatta carico dei poveri della città offrendo loro il pane che aveva per venire incontro alle loro necessità. Porci in ascolto. Ecco, quanto ci chiede santa Rosa. Un ascolto frutto dell’amore per la nostra città e i suoi abitanti".

Il vescovo richiama ancora una volta la città all'unità. "Vediamo tanto disagio materiale: poveri, assenza di lavoro, incertezza per il futuro. Ma c’è, soprattutto, tanto disagio interiore: solitudine profonda (tanti i suicidi), mancanza di valori che diano senso alla vita, incapacità di affrontare i problemi della globalizzazione e del cambiamento d’epoca. Che cosa fare? Come affrontare questi problemi? Prima di tutto è fondamentale essere tutti uniti e concordi, affrontare insieme, includendo tutte le forze presenti e stimolandone altre, la realtà che abbiamo davanti. Essere uniti e concordi, rompere la consapevolezza che nessuno di noi è in possesso esclusivo della verità e del giusto cammino. Ciascuno, anche le minoranze, è portatore di un aspetto positivo, che va accolto e sollecitato, se vogliamo arrivare a una lettura corretta e completa della realtà e iniziare processi condivisi per il bene comune".

"Occorre vincere inerzia e delusioni - conclude il vescovo -. Ritrovare fiducia nelle istituzioni e in tutte le realtà sociali. Creare un clima di corresponsabilità, collaborazione e inclusione. Un clima che permetta a tutti di essere protagonisti, e non gregari, del futuro della nostra chiesa e della nostra città".

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