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Giovedì, 23 Maggio 2024
LO STUDIO

23 imprese artigiane in più in un anno

A Viterbo crescono le costruzioni e cala la manifattura. L'analisi di Confartigianato

L'artigianato viterbese è il più "vivace" del Lazio. Insieme a quello reatino, registra un saldo positivo nel 2023. Saldo negativo, invece, per le altre tre province della regione. È quanto emerge da uno studio realizzato da Confartigianato. Nella Tuscia, a fronte di un calo della manifattura, del trasporto e dell'intrattenimento, crescono le attività professionali, le imprese di produzione software, i servizi alla persona e le costruzioni.

Viterbo

Viterbo segna un incremento complessivo di 23 imprese, pari allo 0,32%, rispetto al 2022. A livello di totale delle imprese iscritte nell'albo si registra una diminuzione della manifattura con meno 27 unità (da 1181 a 1154), del trasporto meno sei (da 239 a 233), dell'intrattenimento meno cinque (da 32 a 27), della ristorazione artigiana meno quattro (da 164 a 160), dei servizi alle cose meno tre (da 240 a 237), dell'autoriparazione meno uno (da 206 a 205).

Crescono le attività professionali: +1, da 68 a 69. I servizi artigiani all'agricoltura più sette (da 138 a 145), le imprese di produzione software più sette (da 65 a 73), i servizi alla persona più otto (da 1056 a 1064), le costruzioni +46 (da 3402 a 3448).

Lazio

Per quanto riguarda le altre province del Lazio, l'analisi di Confartigianato conferma la tendenza di crescita dal settore edile a Rieti, accanto a quella della trasformazione agricola e della ristorazione artigiana: +9 imprese, pari allo 0,26%. Frosinone e Latina perdono 126 aziende, pari rispettivamente all'1,44% e all'1,46% rispetto all'anno precedente. A Roma, infine, si segnala un aumento di alcuni settori come le costruzioni, i trasporti e i servizi alla persona e alle cose, a fronte però di una perdita complessiva di 450 imprese.

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