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La storia e la tradizione della Tuscia raccontate con il vino allo Slow wine fair: le aziende partecipanti

Sone sette le cantine de viterbese che hanno preso parte alla manifestazione organizzata da Slow food e che racconteranno storia, tradizione e innovazione della nostra terra

Le cantine di Viterbo in esposizione da oggi, domenica 25 febbraio, al 27 febbraio allo Slow wine fair di Bologna. Non solo terra dell'olio, la Tuscia si conferma un territorio ricco dal punto di vista della tradizione vinicola. Il nettare di Bacco mede in Tuscia porta tra le sale della manifestazione bolognese l'autenticità dei prodotti locali, frutto di una combinazione di antiche tecniche di coltivazione e vinificazione tramandate di generazione in generazione e dell'innovazione apportata da giovani talenti e enologi a volte visionari. 

Le cantine della Tuscia

Sono numerosi i produttori vitivinicoli che hanno voluto presenziare alla manifestazione organizzata da Slow food. Sergio Mottura di Civitella d'Agliano, Antonella Pacchiarotti di Grotte di Castro, Biologica Ciucci di Orte, Monti della Moma di Montefiascone, Poggio Bbaranèllo-vignaioli controvento di Montefiascone , Fattoria Lucciano di Civita Castellana​ e Azienda Agricola Biologica Lotti di Cellere alla fiera raccontano storie di una terra, di passione e di impegno, riflettendo l'anima autentica di un territorio ricco di storia e di tradizione.

Pratiche agricole sostenibili

Ma la Slow wine fair non è solo un'occasione per celebrare il presente della viticoltura viterbese, ma anche per proiettarsi verso il futuro, promuovendo pratiche agricole sostenibili e un approccio responsabile alla produzione vinicola. Molti produttori hanno portato nella città emiliana il loro impegno per la tutela dell'ambiente e la salvaguardia del territorio, attraverso la riduzione dell'uso di pesticidi, la promozione della biodiversità e l'adozione di energie rinnovabili, pratiche non ancora così diffuse e scontate nel settore agricolo.

Slow wine fair

Lo Slow wine fair, che si tiene quest’anno per la terza edizione, è conosciuta come la fiera enologica “buona, pulita e giusta”, secondo i principi della filosofia Slow food applicati al vino e ai distillati. È un grande appuntamento di settore focalizzato sulla sostenibilità, le produzioni di nicchia e gli autoctoni, al quale sono attesi oltre 10.000 spettatori, 6.500 tra buyer e operatori di settore e 1000 cantine partecipanti, che proporranno in degustazione 5.000 etichette, tra nazionali ed estere.

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