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Lunedì, 26 Febbraio 2024
LA CRISI DOPO LA PANDEMIA

Cresce il commercio online e chiudono sempre più negozi di abbigliamento: a Viterbo 32 negli ultimi anni

La pandemia miete vittime nel commercio, ma la situazione della Tuscia è la meno critica nel Lazio

Con l’avvento dell’e-commerce e il proliferare degli store online, i negozi fisici hanno cominciato ad accusare i primi colpi dovuti a un cambiamento quasi fisiologico. Del resto, in un mondo che va sempre più veloce e dove il tempo libero a disposizione delle persone si riduce continuamente, è più comodo scegliere vestiti e scarpe comodamente dallo smartphone per poi farsele spedire direttamente a casa piuttosto che prendere e andare a farsi un giro per le vetrine. Fenomeno, questo, che si è acuito dopo la pandemia.

Eppure, in favore di una maggiore comodità dei clienti, c’è il rovescio della medaglia. Sempre più negozi di abbigliamento stanno chiudendo. A fornire una fotografia di questa situazione è il report di Unioncamere e Infocamere, che ha raccolto i dati di ogni provincia divulgando quelli relativi a ogni impresa oggi registrata e al saldo tra il 2019 e il 2023. 

La situazione di Viterbo e della Tuscia, in realtà, non è affatto tragica nel complesso. Le chiusure purtroppo ci sono state, ma non in numeri preoccupanti come in altre parti del Paese. Ad oggi, le imprese registrate che praticano il commercio di articoli di abbigliamento sparse nella provincia sono 447, di cui quasi la metà individuali: 250 esatte. Rispetto al 2019, sono 32 i negozi che hanno abbassato per sempre la saracinesca, vale a dire il 6,7%. Una statistica confortante se confrontata con quelle degli altri centri laziali, dato che il Viterbese è quella - assieme a Frosinone - con i numeri migliori.

Come detto, in altre province va decisamente peggio. Nella vicina Rieti, ad esempio, in quattro anni ne sono stati chiusi 37 su un totale odierno di appena 146, per una diminuzione pari al 20,2%. Peggio ancora a Roma, dove la percentuale si alza fino al 26% a fronte di 2186 chiusure. Non benissimo anche a Latina, dove dal post-Covid ad oggi 84 commercianti hanno detto basta (-9,4%). Ottimo, invece, il dato di Frosinone, che ha perso 37 esercizi rispetto al 2019 su un totale attuale di 716 (-4,9%). 

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