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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Economia

Oro verde di nome e di fatto: un litro d'olio costerà anche 15 euro a Viterbo e nel Lazio

Raccolta di olive ridotta fino all'80%, con picchi nella Tuscia. Allarme dei produttori: "Molti rischiano di non farcela". E chi non se lo potrà permettere opterà per prodotti di scarsa qualità che fanno male alla salute

Quest'anno sarà sempre più costoso acquistare olio extravergine di oliva di buona qualità. Nel Lazio i produttori si aspettano un dimezzamento della raccolta e di conseguenza una fortissima riduzione di litri: da 26mila a 14mila tonnellate. Da Viterbo a Rieti, da Frosinone e Latina passando per Roma e la sua provincia, tutti i piccoli imprenditori stanno pagando una stagione climatica pessima, con abbondanti piogge cadute nel momento sbagliato e un lungo periodo di siccità che perdura da metà giugno. Questo porterà a un innalzamento anomalo dei prezzi, influenzati anche dai maggiori costi del packaging e del carburante. 

Cala la produzione di olio nel Lazio

L'allarme arriva dai produttori olivicoli di Confcooperative Lazio. Le condizioni climatiche avverse dell'ultimo anno sono la causa principale di un fenomeno che nelle prossime settimane vedrà alzarsi i prezzi dell'olio di qualità. In media, la raccolta di olive e la produzione di olio, il cosiddetto "oro verde" che tanto contribuisce all'economia della nostra regione e alla creazione di posti di lavoro, scenderà di circa il 50%, con picchi del 60% tra Viterbo e Rieti, mentre andrà meglio a Latina e Frosinone (-20%). Gli aumenti previsti sono nell'ordine del 15% sul prezzo al litro, con picchi di 15 euro per i prodotti di maggiore qualità. 

Aumento dei prezzi: fino a 15 euro al litro

"Sarà un anno molto difficile - commenta Salvatore Stingo, presidente della cooperativa sociale Capodarco e di FedAgriPesca Lazio - perché non solo l'olio, ma anche il vino sarà meno. Chi non usa i pesticidi soprattutto potrà arrivare a un 80% in meno di raccolta di olive. La mia cooperativa in anni normali, diciamo buoni, arriva a fare 5mila litri di olio, vendendolo all'ingrosso a 8 euro al litro, che diventano 10-12 euro sugli scaffali dei supermercati. Quindi per noi rappresenta un guadagno di circa 40mila euro. Posso già dirle che nel 2023 andrà bene se faremo 500 litri di olio, quindi un guadagno pari al 10% del normale. E noi diversifichiamo, abbiamo anche il vino, facciamo vendita diretta. Ma un olivicoltore piccolo, che fa solo l'olio, non so come farà a tirare avanti. Anche perché le spese le sostieni, il guadagno non ce l'hai". 

Periodi troppo piovosi e poi la siccità: ecco come si "ammazza" un ulivo

A soffrire saranno ben 67mila aziende regionali del Lazio, che non riusciranno a soddisfare il fabbisogno della popolazione regionale. Di solito, spiegano da Confcooperative Lazio, la differenza viene importata da altre regioni o dalla Spagna: "Ma anche loro, da primi produttori al mondo, stanno avendo grosse difficoltà, a causa di una delle peggiori stagioni della storia". Come spiegato anche in un recente articolo di Dossier su RomaToday a firma di Gabriele D'Angelo, il Lazio nel 2022 aveva prodotto 12.166 tonnellate di olio, per un giro d'affari di 52 milioni di euro. A causare la crisi produttiva è stato soprattutto il clima, con piogge abbondanti tra fine maggio e inizio giugno che hanno interrotto la cosiddetta "allegagione", cioè la trasformazione del fiore in oliva. E il caldo torrido dei tre mesi successivi ha fiaccato terribilmente le piante. 

Le conseguenze sociali: i più poveri consumeranno olio di scarsa qualità

I consumatori di Roma e del Lazio ignoreranno in gran parte tutti gli eventi che hanno inciso sul prezzo del prodotto, ma da marzo in poi si troveranno a dover scegliere tra comprare un olio di qualità a 15 euro al litro, oppure olio di qualità inferiore, con caratteristiche organolettiche meno vantaggiose e provenienze non specificate. "La ripercussione ci sarà - continua Stingo - anche se non possiamo far arrivare i prezzi a chissà che livelli. Ma basti sapere che le olive solitamente costano 80 euro al quintale, ora sono tra i 120 e i 130 euro. Se vuoi l’extravergine di oliva con le qualità organolettiche di un certo tipo, non puoi andare sotto certe cifre. Negli oli a 5 o 7 euro non so cosa ci sia. L’olio, inoltre, è un alimento curativo. Le famiglie che soffrono maggiormente il caro vita rischiano di peggiorare la loro dieta, anche perché l'olio, a differenza del vino, è un alimento praticamente irrinunciabile". 

L'obiettivo a breve termine, per fronteggiare la crisi, sarà quello di fare più rete possibile. "Va potenziata la filiera - conclude Stingo - mettendo insieme i piccoli produttori, che rappresentano la quasi totalità nel Lazio, facendo ragionamenti più ampi. Spingeremo affinché si sviluppino le filiere olivicole, valorizzando il prodotto di qualità e spiegando meglio il prezzo, facendo cultura". 

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