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Lunedì, 15 Aprile 2024
STATO DI AGITAZIONE

Dipendenti Enel e sindacati in stato di agitazione a Viterbo: " Pugno duro contro le nuove politiche aziendali"

I dipendenti: "Siamo pronti anche a sciopero e cortei contro l'esternalizzazione delle attività lavorative a ditte esterne, la diminuzione delle ore di smart working e la modifica dell'orario di lavoro "

C'è agitazione tra le fila dei dipendenti Enel, anche a Viterbo come nel resto d'Italia, per le decisioni che l'azienda avrebbe preso a proposito di esternalizzazioni delle attività Core, cioè attività primarie, smart working e orari differiti. Questo passo, una volta operato, "sarebbe un cambio epocale e andrebbe a influire sulla ridistribuzione degli orario di lavoro per gli operativi, per altro senza alcun accordo con il sindacato" fanno sapere le sigle sindacali di categoria. I lavoratori dipendenti di Enel sul territorio di Viterbo sono ormai da giorni in stato di agitazione e minacciano lo stato di sciopero, cortei e manifestazionei di piazza, nel caso in cui l'azienda non torni sui suoi passi.

I dipendenti di Viterbo

Sono centinaia i lavoratori che a Viterbo e provincia sono interessati dalla situazione: circa 850 quelli tra Viterbo e Civitavecchia. "Enel, azienda leader del settore elettrico con un pugno duro contro tutti i dipendenti del gruppo sta mettendo in discussione il futuro dell' azienda e dei suoi dipendenti - hanno raccontato i dipendenti a ViterboToday - I sindacati, uniti ai dipendenti, stanno cominciando uno stato di agitazione per contrastare le scelte aziendali che prevedono l'esternalizzazione di molteplici attività lavorative a ditte esterne, la diminuzione delle ore di smart working per i dipendenti impiegati e la modifica dell' orario di lavoro dei dipendenti operativi, mettendo per di più a rischio la garanzia della continuità del servizio. I dipendenti di tutto il Gruppo uniti in una sola anima con i sindacati sono pronti a mobilitarsi, qualora sia necessario, anche in cortei e scioperi". 

La vertenza

La battaglia, supportata anche dai sindacati, è arrivata dopo mesi di confronto tra sigle sindacali e azienda che però non hanno trovato campo neutro in cui stringere un accordo che accontentasse tutti."Dopo mesi di confronti i sindacati di categoria Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, con un duro comunicato rivolto alle lavoratrici ed ai lavoratori, hanno deciso di aprire la vertenza con Enel e il lancio di due hashtag: #EnelSmobilita #ilSindacatoMobilita, annunciando di fatto lo stato di agitazione" hanno scritto in una nota i sindacati.  Le sigle sindacali sono poi andate anche oltre, aprendo uno spaccato sul futuro non solo dei lavoratori ma nache dell'azienda: “Ciò che non possiamo accettare - spiegano Filctem, Flaei, Uiltec - è l’ingiustificata riduzione del costo del lavoro e delle conseguenti tutele, un sistema che in Enel non si era mai manifestato in precedenza. Non è un atteggiamento moderno la riduzione dello smart working, con la riproposizione di una sorta di comando e controllo delle attività di lavoratrici e lavoratori di natura novecentesca. Non è accettabile che per recuperare efficienza, e ricordiamo che Enel è un’Azienda tra le più efficienti al mondo, stia pensando ancora una volta di riproporre esternalizzazioni di attività Core, come ad esempio le manovre in cabina secondaria, attività altamente strategica e pericolosissima sul versante della sicurezza. Come, altresì, vorrebbe imporre, senza accordo con il sindacato, un cambio epocale di orario ai lavoratori operativi. Tutto questo è per noi inaccettabile”. Enel, con il suo piano industriale ha deciso di dismettere numerosi asset esteri per ridurre l’esposizione finanziaria dichiarando di volersi concentrare sul nostro Paese. “Come si spiegano quindi - si domandano le tre organizzazioni sindacali - queste ingiustificate iniziative che mettono in discussione la solidità e il protagonismo industriale del Gruppo, accompagnate da voci sempre più insistenti sulla possibile cessione, ad altre aziende, di importanti infrastrutture della Rete? E ancora: cosa sta decidendo Enel sulle concessioni idroelettriche e sul loro possibile passaggio a soggetti esteri? E più in generale, qual è la posizione di Enel sulla scadenza della concessione della distribuzione al 2029?”.

Per approfondire: leggi anche la posizione di Enel

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