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Venerdì, 19 Aprile 2024
EFFETTO SUPERBONUS

L'edilizia viterbese scompare insieme al Superbonus, tra imprese fantasma e crollo dei posti di lavoro

Il settore edile, dopo un periodo di vacche grasse, torna a conoscere la carestia. Ma resta un volano economico per la Tuscia

Il tanto discusso “effetto Superbonus” sta per abbattersi sulla Tuscia e, in particolare, su Viterbo città. Dopo un periodo di vacche grasse durato circa due anni, adesso l’edilizia torna a conoscere la carestia e dal boom di cantieri, contratti e dalla fioritura di aziende adesso assistiamo alla chiusura di diverse imprese e al crollo dei posti di lavoro. In questi primi mesi del 2024, infatti, emergono tutti i lati negativi di quella breve ma intensa esperienza cominciata con il bonus 110%.

Il Viterbese in sostanza paga il conto che già altre zone italiane stanno pagando da qualche mese: svanito il Superbonus, il settore edilizio subisce una forte contrazione in quanto a volume di affari e l’economia ne risente pesantemente. In Trentino, sull’onda di questa spirale, si rischia addirittura la stagnazione secondo gli istituti di ricerca, mentre a Pordenone e a Reggio Emilia si parla di cantieri fantasma che manderanno in fumo diversi milioni di euro. Ma anche lo Stato fa i conti con delle voragini nei conti pubblici, come rivela il ministro delle Finanze Giorgetti: “L’emorragia dell’irresponsabile stagione del Superbonus ha avuto un effetto pesante sul 2023, andando purtroppo oltre le già pessimistiche prospettive”. In terra di Tuscia, comunque, non sono ancora emersi casi di cantieri fantasma, questo anche grazie ai controlli serratissimi effettuati dalla Guardia di Finanza nei vari siti “sospetti”, ma ad essere ectoplasmatiche sono le ditte e, di riflesso, si dissolvono anche i posti di lavoro. 

Dopo l’eliminazione del Superbonus 110%, costruito da Conte e smontato da Meloni, dalla fine del 2023 hanno chiuso i battenti 142 ditte e oltre mille lavoratori sono rimasti senza impiego nel mondo dell’edilizia viterbese. Un colpo durissimo, sintomatico di una situazione molto simile ad una bolla. E non è finita qui, perché ad oggi sono ancora operativi alcuni cantieri che a breve, entro l’estate, saranno chiusi. Terminata questa fase di prosperità - solo apparente - iniziata nel 2020, il giro d’affari tornerà ad essere quello naturale e allora l’intera provincia tornerà a fare i conti con un’economia di settore pesantemente toccata dalla mancata programmazione. 

Un’ancora di salvezza, in questo senso, è rappresentata dagli appalti del Pnrr, che a Viterbo città comporranno una torta di mercato assai appetitosa per le ditte locali e quelle di fuori. Nel resto della Tuscia, però, i Comuni stanno un po’ arrancando sull’espletamento dei bandi e ciò vuol dire che un calo della mole di lavori ci sarà. Da qui al 2027, quando scadranno le tempistiche per la realizzazione delle opere finanziate con i contributi europei, è lecito aspettarsi che l’edilizia possa continuare ad evitare una crisi che sembra in ogni caso inevitabile. 

Il settore delle costruzioni, comunque, resta uno dei più floridi. E, secondo alcuni analisti, questa non è una buona notizia perché, al termine di questa lunga stagione di provvedimenti mirati, allora l’intera economia viterbese pagherà lo scotto della recessione nel campo edile. Le maggiori aziende, quelle che generano indotto sul territorio, si stanno già mettendo al riparo, il problema riguarderà più che altro le piccole e medie imprese, che dovranno barcamenarsi tra la difficoltà a reperire personale e quella ad aggiudicarsi nuovi contratti. Perciò diventa fondamentale utilizzare in maniera ottimale il Pnrr, andando a creare delle opere che abbiano effetti positivi sull’occupazione prima, durante e dopo i lavori di realizzazione.

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