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Giovedì, 18 Aprile 2024
RECUPERO PATRIMONIO OLIVICOLO

Recupero del patrimonio olivicolo, è nella Tuscia l'azienda che rimette in produzione gli oliveti abbandonati

Sono già 3mila e 500 le piante reimesse in produzione dall'aziendadi Pierluigi Presciuttini

Il recupero di oliveti abbandonati è ormai l’attività principale realizzata dal “salvatore degli ulivi della Tuscia”, Pierluigi Presciuttini, cresciuto nell’azienda di famiglia e che dal 2016 recupera gli oliveti abbandonati nelle campagne circostanti.

La passione per queste piante meravigliose lo  ha spinto ad intraprendere con dedizione e caparbietà la ricerca di continui miglioramenti agronomici nella gestione degli oliveti, partendo dalla coltivazione a vaso policonico fino agli strumenti per l’indicazione del corretto periodo di raccolta, privilegiando sempre una coltivazione sostenibile e naturale ed escludendo l’utilizzo di prodotti chimici dannosi, nella convinzione che la naturale qualità del prodotto debba essere sempre al primo posto. 

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Per essere sempre più vicino agli oliveti che ha salvato dall’incuria ha deciso di trasferire il frantoio nel cuore della Tuscia sulla Strada Tuscanese Km 8+100 direttamente a Viterbo. La nuova sede immersa nella campagna circostante circondata dalle piante di olivo gli permette di accorciare i tempi di trasferimento del prodotto raccolto al frantoio e, in questo modo, garantire la velocità di lavorazione del frutto, perché l’olio Evo è quello realizzato come nell’antichità,  ricavato con la sola spremitura di olive sane, quelle che non hanno mai toccato terra e la sua lavorazione viene fatta unicamente con supporti meccanici senza l’aggiunta di additivi.

Ulivo - azienda Presciuttini

Soltanto nella Tuscia ci sono oltre 100.000 piante abbandonate che nessuno cura e gestisce da anni. Ebbene uno degli obiettivi è quello di recuperare il maggior numero possibile di queste piante, riportandole in produzione occupandosi di tutti gli aspetti della filiera, dalla potatura, fino alla concimazione e raccolta e trasformazione dei frutti.

Una volta rimessi in produzione gli ulivi, Pierluigi, riesce anche a salvaguardare il territorio circostante. Pianta dopo pianta, è arrivato a recuperarne oltre 3.500 e si prefigge di sensibilizzare gli amanti di questo prodotto d’eccellenza per il recupero del patrimonio olivicolo ed oleario, infatti nella nuova sede è possibile partecipare a  degustazioni, corsi di assaggio ed iniziative gastronomiche legate al mondo dell’Olio di Eccellenza.

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