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Venerdì, 24 Maggio 2024
Economia

Regali di Natale made in Tuscia: dal cibo all'artigianato, ecco qualche consiglio | FOTO

Al lavoro maestri pasticceri, fornai e ceramisti Cna

"Quest'anno il Natale sarà più buono, più bello e pure più originale di sempre. Perché gli artigiani Cna hanno alzato decisamente l'asticella". Basta dare un’occhiata a ciò che sono riusciti a creare per credere alle parole della segretaria Luigia Melaragni. Oltre ai maestri pasticceri, offrono un assaggio della loro abilità anche i ceramisti di Viterbo e Civita Castellana, suggerendo idee regalo pregiate e originali.

GALLERY | Regali di Natale artigianali Viterbo e provincia

Abilità, creatività e qualità: la ricetta è sempre la stessa ma il sapore cambia e migliora ogni volta. Partendo dalla tavola, i prodotti della festa si presentano con una miriade di variabili. Pangialli, tozzetti, pandori, torroni, ma è sui panettoni che la fantasia è andata oltre l’immaginazione.

Il Vecchio forno del Bottalone propone fichi, noci cioccolato, cioccolato e caffè, ciliegie, frutti di bosco, pistacchio, pere e cioccolato, pangialli. La pasticceria Alba risponde con il suo fiore all’occhiello, l’ormai leggendario Pansucchio: marchio registrato, realizzato con lievito madre fresco conservato e rigenerato da 70 anni e materie prime di ottima qualità come marroni, cioccolato extra fondente e rum caraibico. Ma anche con tante alternative, a livelli di gusti e di decorazioni.

Uno sguardo alle varietà di torroni alla pasticceria Garibaldi: bianco mandorle e pistacchi, cacao e nocciole dei monti Cimini, cacao nocciole e arancio candito e ancora nocciolato fondente e latte con nocciole dei Monti Cimini, panettoni classici, con gocce di cioccolato, ai marroni. Altra pasticceria, altri capolavori per il palato. Alla Primavera i panettoni sono tradizionale, al cioccolato, al pistacchio e perfino in vaso cottura. Anche qui ci sono un paio di punte di diamante: la Perla del Cimino, panettone realizzato con castagne e nocciole, e il Pistacchione, farcito e ricoperto di pistacchio.

Uscendo dal capoluogo il capitolo qualità resta altissimo. A Bagnoregio con le creazioni dell'Arte del pane di Claudio e Sabrina, a Corchiano con quelle della pasticceria e cioccolateria Isanti, passando da Castiglione in Teverina invece spazio alla pasticceria e cioccolateria Santori.

E la ceramica? Non è affatto da meno, anzi. Facendo un giro per i vicoli di San Pellegrino a Viterbo, impossibile non rimanere affascinati dalla magia delle botteghe delle artigiane ceramiste Daniela Lai e Cinzia Chiulli. È proprio Lai a creare le esclusive palle in ceramica decorate con la tecnica della Zaffera, disponibili nel suo laboratorio in via San Pellegrino. Si tratta di regali artigianali unici, pensati per persone speciali, realizzati con la preziosa tecnica ceramica viterbese del ‘400, un autentico orgoglio italiano.

Sempre nel cuore del suggestivo quartiere medievale di San Pellegrino, Cinzia Chiulli propone quest’anno un’ode all’amore con un angelo blu realizzato con la tecnica della Zaffera. Le ali dell’angelo sono composte da foglie di quercia sezionate, mentre il corpo è attraversato dall’invocazione ‘O Dio io non odio’. La testa dell’angelo, che evoca anche una fiamma portatrice di luce, è contrapposta alla parola ‘Odio’ situata alla base, come una preghiera per coltivare la parte più alta e spirituale, lasciando le bassezze umane nella parte più buia e distante da noi.

A Civita Castellana, il maestro ceramista Vincenzo Dobboloni ha realizzato per questo Natale splendidi gufi e civette in ceramica utilizzando la tipica tecnica di decorazione civitonica a ticchiolo. La scelta di questi soggetti (gufi e civette) deriva dall’ampio interesse e dalla richiesta da parte della clientela per questi curiosi animali. E per regali ancora più esclusivi, immancabile la riproduzione di vasellame falisco a figure rosse.

“Queste – conclude Melaragni – sono solo alcune dimostrazioni di quanta passione gli artigiani mettano nel proprio lavoro. Già solo ammirando le immagini si percepiscono da un lato l’unicità delle creazioni, dall’altro si può immaginare il sapore. Rimane solo una cosa farle proprie o regalarle. È un lavoro che va premiato”.

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