rotate-mobile
Domenica, 14 Aprile 2024
AGRICOLTURA

La Regione arruola le vespe samurai: dovranno mettere ko le cimici che distruggono le nocciole viterbesi

Stanziati dalla giunta Rocca 150mila euro. Valentina Paterna, presidente della Commissione agricoltura e ambiente: "Gli insetti hanno fatto danni per 60 milioni di euro, provocando una riduzione della produzione fino al 30%"

La recente comparsa della cimice asiatica sta mettendo a rischio una delle più importanti produzioni agricole del Lazio e, in particolare, della Tuscia: le nocciole. L'insetto non autoctono nei noccioleti ha causato non pochi problemi alla produzione degli agricoltori locali, "vittime - afferma la presidente della Commissione agricoltura e ambiente della Regione Lazio Valentina Paterna - di ingenti danni, tra il 19 e il 30% dei raccolti, per un totale di circa 60 milioni di euro, a causa dell'emergenza che ha interessato soprattutto i territori del Viterbese".

Ora la Giunta Rocca ha stanziato 150mila euro, per i prossimi tre anni, per la lotta biologica alla cimice asiatica e al moscerino dei piccoli frutti. È stata approvata, infatti, la delibera proposta dall'assessore all'Agricoltura Giancarlo Righini. "Cimice asiatica e moscerino dei piccoli frutti – commenta Righini - sono stati nocivi per numerose specie di piante regionali, determinando ingenti danni alle produzioni agricole. È nostro dovere, quindi, intervenire, come già abbiamo fatto con la vespa della cinipide del castagno, per contrastare questo fenomeno che rischia di mettere definitivamente in ginocchio interi settori del nostro sistema agroalimentare e per ristabilire un equilibrio ambientale indispensabile per la sopravvivenza delle piante".

Con la delibera si dà, in sostanza, il via libera all'impiego della vespa samurai per combattere la cimice asiatica. "L'utilizzo della vespa samurai - spiega Paterna - è stato approvato dopo una serie di analisi da cui è emerso che le strategie di difesa convenzionale, integrata e biologica delle produzioni, pur puntualmente adottate dai produttori laziali, non sono riuscite a controllare l'enorme potenziale biotico dei fitofagi. Anche perché non sono presenti, nei nuovi areali, agenti in grado di determinare un riequilibrio naturale delle popolazioni. Pertanto si è optato, come avvenuto in altre regioni, per l'immissione di controllori biologici alloctoni efficaci, quali la vespa samurai e la vespina Ganaspis, al fine di tenere sotto controllo la cimice asiatica e il moscerino dei piccoli frutti".

Paterna, inoltre, ricorda che "a ottobre, da presidente dell'ottava commissione, mi sono subito attivata per organizzare un'audizione con agricoltori, sindacati ed enti locali, dalla quale è partito il processo che oggi ha portato allo stanziamento dei fondi necessari per l'avvio del progetto". Coinvolta anche l'Università della Tuscia. "Si è messa - sottolinea Paterna - tempestivamente a disposizione con un pool di esperti per sviluppare dei programmi tecnici e approfondire la questione, oltre che per sviluppare sistemi di controllo e contenimento".

L'attivazione e la gestione della lotta biologica, che si svolgerà in collaborazione con enti di ricerca qualificati, è stata affidata all'Arsial. Mentre alla direzione regionale Agricoltura e sovranità alimentare, caccia e pesca, foreste spetterà il coordinamento e la supervisione dei progetti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Regione arruola le vespe samurai: dovranno mettere ko le cimici che distruggono le nocciole viterbesi

ViterboToday è in caricamento