Domenica, 14 Luglio 2024
TUSCIA DELLE MERAVIGLIE

Giornate Fai di primavera, tre tesori da scoprire a Viterbo e provincia

Sabato 23 e domenica 24 marzo le aperture di luoghi inaccessibili o poco noti

Si rinnova l'appuntamento con le Giornate Fai di primavera. L'evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro paese è in programma per sabato 23 e domenica 24 marzo. Anche in questa 32esima edizione la manifestazione del Fondo per l'ambiente italiano offrirà l'opportunità di scoprire e riscoprire, insieme ai volontari della fondazione, tesori di storia, arte e natura in tutta Italia con visite a contributo libero in 750 luoghi di 400 città, la maggior parte dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti.

Per la Tuscia aperture a Viterbo (complesso di Santa Maria in Gradi e di San Carlo) e Gradoli (villa Caviciana).

Villa Caviciana a Gradoli

Villa Caviciana-2

Villa Caviciana è una tenuta agricola nata dal sogno di Friedrich Wilhelm e Monika Metzeler, un avvocato di Dusseldorf e una collezionista d’arte, partiti per una vacanza sul lago di Bolsena e tornati in Germania innamorati della zona. Dal 1989, anno dopo anno, acquisirono 144 ettari di colline, campi e boschi tra i comuni di Grotte di Castro e Gradoli affacciati sulla sponda settentrionale del lago, davanti all'Isola Bisentina. Il luogo era ideale, con dolci declivi, terreno fertile di origine vulcanica e il clima mite del lago. Tuttavia i terreni acquisiti si presentavano allora come una macchia informe di vegetazione spontanea, abbandonata e incolta. Furono allora piantumati 7mila ulivi, 35 ettari di oliveto verde argenteo, cui si aggiunsero 20 ettari di vigneto verde intenso e tutte le sfumature dei boschi - pini, castagni, noccioli, querce e corbezzoli - e di campi, pascoli e prati. Venne realizzata una tenuta moderna ed efficiente, precocemente biologica. Frutto del progetto è oggi la cantina che presenta un'architettura minimalista, dalle linee pulite e rigorose ma con felici guizzi, come la lunghissima scala che sale dal seminterrato e il sofisticato recupero delle materie locali, come il tufo morbido e poroso che scalda di giallo senape le geometriche facciate.

In occasione delle Giornate Fai di primavera, l'azienda agricola Villa Caviciana offre la possibilità di partecipare a un tour guidato dei vigneti e della cantina scavata nel tufo, unica nel suo genere. In seguito sarà possibile assaggiare i vini biologici, accompagnati dai salumi dei suini allevati nell'azienda allo stato brado. Questa attività si svolgerà sabato 23 e domenica 24 marzo nei seguenti slot orari: 10 - 11,30 - 15 - 16,30. I tour guidati hanno la durata di un'ora e i posti sono limitati. Per partecipare e scegliere il tuo slot orario scrivere a experience@villacaviciana.com

Indirizzo
STRADA COMUNALE MACCHIA DEL PRETE, GRADOLI, VT

Orari
Sabato: 10 - 18 (ultimo ingresso 17)

Domenica: 10 - 18 (ultimo ingresso 17)

Santa Maria in Gradi a Viterbo

Santa Maria in Gradi

Il complesso di Santa Maria in Gradi, ex convento domenicano, è oggi sede del rettorato e del Dipartimento di scienze umanistiche della comunicazione e del turismo dell'Università degli studi della Tuscia. Si trova appena fuori le mura medievali della città, davanti porta Romana, nel cuore del moderno quartiere nato nel corso degli ultimi 80 anni. Nel 1215 Raniero Capocci, giovane curiale viterbese di nobile famiglia e futuro cardinale, avrebbe posato la prima pietra della chiesa dedicata alla Vergine nel sito dell'antica e piccola cappella della Santa Croce. Tuttavia, l'avvio della vicenda edilizia è fissato all'anno 1227 quando Raniero acquista alcuni terreni presso la suddetta cappella per procedere alla costruzione di un vero e proprio complesso conventuale, che verrà poi donato ai Domenicani. La prima fase di vita del monastero si estende dagli anni di papa Innocenzo III e dell'imperatore Federico II al periodo in cui Viterbo ospita la curia pontificia. Sono gli anni di massimo splendore della città, in piena espansione edilizia e culturale, punto nodale dei traffici commerciali e dei percorsi dei pellegrini. Del primitivo assetto del maestoso convento, rimaneggiato nel corso dei secoli ma di cui è evidente ancora oggi l'articolato sviluppo, resta solo il primo chiostro detto appunto "medievale", ricomposto nel dopoguerra nella sua forma originaria: iniziato nel 1256, è scandito da pilastri alternati a pentafore con arcatelle a sesto acuto su colonnine binate, in uno stile che mescola la tradizione locale con il linguaggio cistercense, il gotico francese e l'influsso dell'arte dei marmorari romani. Il secondo chiostro, costruito anch'esso in forme gotiche a partire dalla fine del Duecento, nel suo stato attuale risale alla seconda metà del XVII secolo. La chiesa nel suo primo aspetto era probabilmente suddivisa in tre navate con un transetto, una facciata a salienti traforata da un grande rosone centrale e un campanile a vela, poi sostituito da una vera e propria torre campanaria rifatta nell'Ottocento. Alla fase duecentesca sono attribuibili alcuni capitelli superstiti a "foglie d'acqua", tipici del cosiddetto stile di transizione romanico-gotico cistercense, diffuso tra XII e XIII secolo in Francia, soprattutto in area borgognona. Insieme alla decorazione cultorea del primo chiostro, essi testimoniano l'apertura del cantiere domenicano alla cultura artistica d'Oltralpe.

Il complesso di Santa Maria in Gradi e quello di San Carlo, nati con destinazione religiosa, nel corso dei secoli hanno avuto vicende diverse, a volte drammatiche, che i narratori Fai ripercorreranno. Ascolteremo, tra l'altro, un aneddoto sull'origine di Santa Maria in Gradi tramandatoci dagli scritti domenicani e dal Duecento saremo condotti alla seconda guerra mondiale e al tragico evento della Shoah di cui questo luogo conserva memoria. La visita a San Carlo sarà completata dalla visita al quartiere di Pianoscarano e in particolare alla chiesa di Sant'Andrea, oggetto di un recente restauro pittorico. Anche se normalmente aperti per le attività universitarie, i due complessi monumentali in occasione delle Giornate Fai saranno accessibili anche in quegli spazi normalmente riservati agli addetti ai lavori. Sarà inoltre inserito nel percorso un racconto sulle collezioni in mostra nello spazio espositivo del sistema museale di ateneo, collocato in alcuni ambienti storici del complesso di Santa Maria in Gradi.

Indirizzo
Via Santa Maria in Gradi, 1, VITERBO, VT

Orari
Sabato: 10 - 18 (ultimo ingresso 17,30 - Durata visita 50 minuti)

Domenica: 10 - 18 (ultimo ingresso 17,30 - Durata visita 50 minuti)

San Carlo a Viterbo

Complesso San Carlo Unitus Università della Tuscia

Il complesso di San Carlo, oggi sede del Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici dell'Università degli studi della Tuscia, sorge nel quartiere di Pianoscarano, nel centro medievale di Viterbo. Il complesso nei suoi vari edifici storici, oggi ristrutturati, ebbe origine dall'antica chiesa di San Nicola degli Scolari, che da un documento del 1152 risulta dipendente dall'abbazia di Farfa. Per la sua ubicazione prossima alla cinta muraria l'edificio viterbese era probabilmente associato a una struttura per l'accoglienza dei pellegrini. L'intitolazione a San Carlo data alla prima metà del Seicento: la chiesa, insieme all'orto e al cortile della casa attigua, passò alla Confraternita di San Carlo che vi aprì un ricovero per gli invalidi e gli infermi, rimpiazzato nel 1639 dal cosiddetto Ospizio dei vecchi a opera della Congregazione degli oblati di Maria. Dopo il 1870, con la soppressione degli ordini religiosi, lo Stato incamerò chiesa e beni dell'istituto, ceduto poi al Comune. La chiesa, oggi adibita ad aula magna, è in stile romanico, con un campanile a vela e una facciata a salienti abbellita da una cornice con il caratteristico motivo "a freccia" che corre lungo gli spioventi del timpano sommitale. All'interno presenta una suddivisone in tre navate con una doppia fila di grossi pilastri cilindrici che sostengono archi a tutto sesto, con capitelli "a corona", forse riferibili a un intervento d'inizio XIII secolo. Restano tracce di pittura murale: l'immagine duecentesca del Cristo fra la Vergine e san Giovanni Evangelista nella lunetta del portale sul fianco destro dell'edificio e la quattrocentesca Madonna della Colonna, così denominata perché dipinta sul fusto di uno dei pilastri. Nella prima metà del Seicento la chiesa aveva subito una ristrutturazione che ne avrebbe trasformato per lungo tempo la spazialità interna: infatti, a causa dell'umidità, l'altezza dell'edificio era stata dimezzata con la creazione di un solaio e di un nuovo pavimento. I restauri avviati nel 1994 hanno puntato al recupero dell'impianto medievale.

Il complesso di Santa Maria in Gradi e quello di San Carlo, nati con destinazione religiosa, nel corso dei secoli hanno avuto vicende diverse, a volte drammatiche, che i narratori Fai ripercorreranno. Ascolteremo, tra l'altro, un aneddoto sull'origine di Santa Maria in Gradi tramandatoci dagli scritti domenicani e dal Duecento saremo condotti alla seconda guerra mondiale e al tragico evento della Shoah di cui questo luogo conserva memoria. La visita a San Carlo sarà completata dalla visita al quartiere di Pianoscarano e in particolare alla chiesa di Sant'Andrea, oggetto di un recente restauro pittorico. Anche se normalmente aperti per le attività universitarie, i due complessi monumentali in occasione delle Giornate Fai saranno accessibili anche in quegli spazi normalmente riservati agli addetti ai lavori. Sarà inoltre inserito nel percorso un racconto sulle collezioni in mostra nello spazio espositivo del sistema museale di ateneo, collocato in alcuni ambienti storici del complesso di Santa Maria in Gradi.

Indirizzo
Via San Carlo,1, VITERBO, VT

Orari
Sabato: 10 - 18 (ultimo ingresso 17,30 - Durata visita 50 minuti)

Domenica: 10 - 18 (ultimo ingresso 17,30 - Durata visita 50 minuti)

Luoghi aperti Giornate Fai di primavera 2024

Clicca qui per consultare l'elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione alle Giornate Fai di primavera 2024

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