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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Viabilità

Autovelox, cosa prevede il nuovo decreto legge. Limiti, segnaletica e multe: tutte le info

Sostanzialmente nel nuovo decreto viene reso noto come sia il prefetto a decidere il collocamento degli autovelox, anche nel caso di quelli "mobili"

Entra in vigore l'annunciata stretta sugli autovelox. Il testo del decreto legge, elaborato e voluto dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale martedì 28 maggio ed entrerà in vigore subito. Tre le principali novità introdotte: l'autorizzazione a installarli, la segnaletica e i limiti.

Comuni: meno autonomia

L'autonomia dei singoli Comuni sarà subordinata, e limitata, a specifiche discipline. Sostanzialmente nel nuovo decreto viene reso noto come sia il prefetto a decidere il collocamento degli autovelox, anche nel caso di quelli "mobili".  Le amministrazioni municipali invece, dovranno dimostrare che su un determinato tratto di strada dove si vuole posizionare l'autovelox vi sia effettivamente un elevato numero di incidenti. Serve, dice il testo, "un'accurata analisi del numero, della tipologia e, soprattutto, delle cause con particolare riferimento alla velocità come causa principale".

Segnaletica ben visibile

I cartelli che avvisano della presenza degli autovelox, fuori dai centri urbani, dovranno essere posizionati almeno un chilometro prima delle macchinette. Nei centri urbani, invece, la distanza deve essere di almeno 200 metri sulle strade di scorrimento e 75 metri sulle altre.

Stop a multe in serie

In questo senso la spiegazione è arrivata direttamente dal ministro Salvini che ha fatto sapere come "tra un dispositivo e l'altro dovranno intercorrere distanze minime differenziate in base al tipo di strada". La distanza minima è di 3 km sulle strade extraurbane e 1 km sulle strade secondarie.

I limiti di velocità

Per quanto riguarda i limiti di velocità, le rilevazioni dei macchinari verranno "parametrate a quelle previste dal codice per ciascuna tipologia di strada, ossia 50 chilometri orari nei centri urbani". Nelle strade extraurbane, invece, "i dispositivi possono essere utilizzati solo per riduzione della velocità non superiore a 20 km/h rispetto al limite ordinario". In città stop all'occhio elettronico sotto i 50 km/h. 

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