rotate-mobile
Mercoledì, 12 Giugno 2024
L'ANALISI DEL VOTO

Rieletti 15 sindaci su 25, tra i nuovi c'è solo una donna. Clamorosa sconfitta di Camilli, rischia Giulivi (doppiato da Sposetti)

Un dato vicino al record: più della metà dei comuni non cambia primo cittadino. Risultati clamorosi a Grotte di Castro e Celleno, a Tarquinia gli elettori danno un segnale a Giulivi

Quella appena trascorsa è stata una tornata di amministrative nel segno del Gattopardo: tutto cambi affinché nulla cambi. Il dato, vicino al record, vede la rielezione di ben 15 sindaci su 25 complessivi. Solo due uscenti non sono riusciti a confermarsi, e si tratta di risultati totalmente inaspettati e clamorosi. Per quanto riguarda i colori politici, il centrodestra prevale su centrosinistra e civici eleggendo la maggior parte dei sindaci di peso. Dai conteggi, ovviamente, è esclusa Tarquinia, dove il candidato Pd Francesco Sposetti si è affermato con forza al primo turno ma dovrà battere Alessandro Giulivi al ballottaggio.

I nuovi primi cittadini sono Andrea Di Sorte a Bolsena, Cristian Di Giovanni a Calcata, Mirco Luzi a Castiglione in Teverina, Luca Beraldo a Celleno, Carlo Benedettucci a Gradoli, Antonio Rizzello a Grotte di Castro, Angelo Biribicchi a Onano e Simona Fabi a San Lorenzo Nuovo. Di questi ultimi, da segnalare i risultati di Beraldo ma soprattutto di Rizzello, che sono riusciti a battere gli uscenti Marco Bianchi e Piero Camilli. Alla vigilia, i pronostici li davano nettamente svantaggiati ma alla fine sono riusciti ad affermarsi, seppur con un vantaggio residuale in entrambi i casi.

I restanti 15 sindaci, invece, sono stati tutti riconfermati. A partire da Luca Profili (FdI), giovane sindaco di Bagnoregio che ha convinto l'83% dei cittadini andati al voto. Percentuali simili a Canepina per Aldo Moneta (Pd) ed Ermanno Nicolai (FI) a Tessennano. In un momento difficile, poi, a tenere alta la bandiera della Lega ci pensa Fabio Bartolacci, rieletto sindaco di Tuscania. Il coordinatore del Carroccio era osservato speciale, dato che in attesa di Tarquinia la città maremmana è la più grande ad aver cambiato amministrazione finora.

In uno degli altri centri più popolosi, Nepi, l'uscente Franco Vita è riuscito a strappare il biglietto per un altro mandato grazie al 77% dei voti. Rieletti anche Teresa Pasquali (FdI) a Vejano e Sandro Giglietti a Monterosi. Poche le donne elette, soltanto due: oltre a Pasquali c'è Simona Fabi a San Lorenzo Nuovo. 

Ci sono poi i due primi cittadini entrati in carica già nel pomeriggio di sabato, ossia Alessandro Romoli a Bassano in Teverina ed Edoardo Giustiniani a Cellere. A loro non servivano particolari sforzi se non quello di portare al voto almeno il 40% dei rispettivi elettori. 

La partita più interessante, tuttavia, si risolverà il 23 e il 24 giugno, quando a Tarquinia ci sarà il ballottaggio tra il candidato di centrosinistra Francesco Sposetti e l'uscente di centrodestra Alessandro Giulivi. Il primo arriverà al voto decisivo con il vantaggio di aver doppiato il concorrente, visto che Sposetti si è attestato al 41% e Giulivi al 25%. Dallo scrutinio, ieri, è emerso un dato abbastanza chiaro: con una pioggia di voti disgiunti, i cittadini hanno preferito dare fiducia al nuovo, bocciando Giulivi. Ma tutto è ancora possibile, anche se una rimonta appare complicata. Può dirsi soddisfatto Renato Bacciardi, arrivato terzo a un soffio da Giulivi (21%) e ora ago della bilancia della contesa. Delusione invece per Martina Tosoni e Gianni Moscherini, mai stati della partita. Ora i giochi politici delineeranno eventuali apparentamenti al ballottaggio, con la città tirrenica pronta a eleggere il nuovo primo cittadino.

Arrivati ieri i complimenti del presidente della Provincia, Alessandro Romoli, a tutti i sindaci e i consiglieri comunali eletti: "Alcuni di loro sono stati riconfermati nel ruolo di primi cittadini, altri si trovano invece alla prima esperienza alla guida dei propri rispettivi Comuni. Che sia la prima volta o una riconferma, si tratta comunque di una giornata indimenticabile per tutti loro. Da oggi si troveranno da una parte a rappresentare la propria comunità di appartenenza e a tutelarne interessi e istanze, dall'altra a rappresentare invece lo Stato e le istituzioni. Proprio per questo motivo, i sindaci della Tuscia troveranno tutti una leale alleata nella Provincia di Viterbo, che deve essere intesa come la Casa dei comuni. L'obiettivo è infatti quello di lavorare insieme in maniera costruttiva per continuare il percorso di crescita e sviluppo della nostra terra comune". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Rieletti 15 sindaci su 25, tra i nuovi c'è solo una donna. Clamorosa sconfitta di Camilli, rischia Giulivi (doppiato da Sposetti)

ViterboToday è in caricamento