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IL PUNTO

Rifiuti e decoro urbano, a che punto è Frontini? Intanto arriva l'ennesima proroga all'appalto ponte

Il programma elettorale, oggi diventato agenda di governo, ha perso qualche pezzo per strada oppure no?

Più volte, in questi lunghi dieci anni, dall’opposizione Chiara Frontini aveva bacchettato le amministrazioni di centrodestra e centrosinistra su una questione fondamentale: i rifiuti e il decoro urbano. Viterbo, per lei, si trovava in uno stato vergognoso, dove l’incuria e il degrado la facevano da padrone. Ma, soprattutto, mancava un appalto dei rifiuti adeguato alle necessità della città e dei cittadini. Considerazioni che, se all’epoca risultavano assolutamente fondate e puntuali, ancora oggi potrebbero essere perfettamente calzanti allo status quo. Eppure, durante la trionfale campagna elettorale che l’ha portata dritta dritta a palazzo dei Priori, Frontini aveva puntato forte, anzi fortissimo, sulla questione relativa a rifiuti e decoro. Viene da chiedersi, a questo punto, se tra il passaggio da programma elettorale ad agenda di governo, qualche pezzo non si sia perso strada facendo.

Partendo dai rifiuti, il libro dei desideri contenuto nel programma elettorale frontiniano riassumeva gli impegni nel progetto "Pulita è bella". “Ridurremo l'abbandono indiscriminato di rifiuti - era scritto nell’elenco - ripensando il sistema delle isole di prossimità e introducendo cassonetti intelligenti; garantiremo una maggiore presenza degli operatori ecologici a piedi, con più passaggi nel centro storico per ridurre il degrado; compatibilmente con la decisione commissariale (in caso di assegnazione dell'appalto sui rifiuti prima della nuova amministrazione, ci muoveremo nei limiti normativi), lavoreremo affinché il contratto per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti e servizio di igiene urbana venga suddiviso tra spazzamento stradale, pulizia caditoie, sfalcio erba e raccolta rifiuti stradali (cestini); pulizia bagni pubblici; promuoveremo campagne informative su riuso, riciclo e raccolta differenziata; aderiremo alla strategia Rifiuti Zero che punta alla riduzione alla fonte dei rifiuti attraverso azioni di sensibilizzazione sul tema degli sprechi; stipuleremo convenzioni con le associazioni che fino ad oggi si sono occupate volontariamente del decoro cittadino”. A che punto siamo oggi? Quali di queste iniziative sono state realizzate e quali no?

Oggettivamente, Frontini per ora è sotto la sufficienza, seppur di poco. Tre obiettivi centrati e quattro mancati. Partendo dalle note positive, molto bene le isole di prossimità (i cosiddetti cassonetti intelligenti), che tra poco diverranno pratica diffusa non solo nelle zone periferiche ma anche nel resto di Viterbo, frazioni incluse. Anche se, va detto, il progetto è iniziato quando in Comune c’era Giovanni Arena, ma alla prima cittadina va dato atto di aver portato in porto la pratica. Promessa mantenuta anche sulla strategia “Rifiuti zero”, con il Comune che in questi due anni ha effettivamente ottenuto buoni risultati sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, come attestato anche dal riconoscimento Plastic free, e si è fatto portavoce d’iniziative di sensibilizzazione sul tema degli sprechi. Per quanto riguarda la comunicazione, poi, rispettata la parola data sulle campagne informative sul riuso, sul riciclo e sulla raccolta differenziata.

Bene la comunicazione, dunque, pane quotidiano della sindaca. Così così, invece, la pratica. Della “maggiore presenza degli operatori ecologici a piedi con più passaggi nel centro storico per ridurre il degrado”, per ora, si è visto poco se non nulla. Basta girare per le vie dentro le mura per tastarlo con mano. Male anche la pulizia dei bagni pubblici, ad oggi rimasta lettera morta nonostante i vari reclami dei cittadini e dei turisti. Non servono interventi spot ma una manutenzione profonda e periodica. Per quanto riguarda le “convenzioni con le associazioni che fino ad oggi si sono occupate volontariamente del decoro cittadino”, al momento, l’amministrazione è leggermente indietro e anzi, il bando per la cura degli spazi verdi si è rivelato un grande flop. Ma la delusione più cocente arriva dall’appalto rifiuti, che doveva essere inclusivo di “spazzamento stradale, pulizia caditoie, sfalcio erba e raccolta rifiuti stradali (cestini)”. Ad oggi, la città si avvicina al sesto anno senza appalto, con l’ennesima proroga al contratto ponte con Viterbo ambiente arrivata pochi giorni fa. 

Insomma, siamo ormai alle soglie del secondo anno di mandato e, perlomeno sui rifiuti e sul decoro urbano, l’amministrazione civica di Chiara Frontini ha ancora diverso terreno da riconquistare. Tra Pnrr e altre faccende, sia amministrative che politiche, Viterbo2020 non è ancora riuscita a voltare definitivamente pagina rispetto al “sistema” più volte criticato durante i 10 anni all’opposizione in consiglio comunale.

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