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LA MISSIONE

Antonella Sberna alle Europee è un premio per la roccaforte di FdI

La candidatura della consigliera comunale sembra aver convinto Roma, anche grazie all'endorsement della sorella della premier. Ora l'obiettivo è raccogliere preferenze, ma filtra cauto ottimismo

La visita in Tuscia di Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia, ha portato al gruppo viterbese di Fratelli d’Italia una bella notizia. “Il Viterbese avrà il suo candidato alle elezioni europee”, aveva dichiarato la responsabile della segreteria politica e del tesseramento del partito venerdì scorso nella sua prima uscita politica pubblica. Un battesimo del fuoco per lei che, sulle orme delle sorella ma con uno stile differente, ha scelto la città dei Papi per ritagliarsi uno spazio nel panorama politico nazionale. Una scelta non casuale, perché Viterbo è una delle roccaforti di FdI e sussiste un legame enorme, quasi trascendentale tra la storia delle due Meloni e il capoluogo. E così, proprio in quel giorno, è arrivato il premio per il gruppo locale della fiamma tricolore, che avrà la possibilità di eleggere un proprio rappresentante in Europa.

Il profilo indicato dalla dirigenza viterbese è quello di Antonella Sberna, attuale consigliere comunale a palazzo dei Priori, in opposizione al sindaco Chiara Frontini. L’identikit perfetto: una giovane donna, madre, persona stimata e dal cursus honorum assolutamente invidiabile. In entrambe le ultime elezioni comunali, Sberna ha superato quota 700 preferenze, ricoprendo durante l'amministrazione Arena il ruolo di assessore ai Servizi sociali. Una macchina da guerra, politicamente parlando, capace di racimolare voti su voti con un'esperienza ad alti livelli tra Senato e Camera, dove ha rivestito incarichi per diversi anni. La sua candidatura, grazie alla "benedizione" di Arianna Meloni, sembra aver convinto i piani alti del partito a Roma, intenzionati a premiare Viterbo per i risultati raggiunti alle politiche del 2022 e alle regionali del 2023, dove Fratelli d'Italia si è attestata al 40% in tutta la provincia. 

E guai a pensare che quella di Sberna sia una candidatura di bandiera o di comodo. Perché le possibilità di essere eletti ci sono eccome. Certamente servirà raccogliere diverse preferenze ma, adottando la strategia del ticket (alle Europee si possono esprimere tre preferenze), l'impresa potrebbe riuscire. Legandosi a nomi di peso come quelli di Nicola Procaccini o Giovanni Donzelli, Sberna potrebbe intercettare bacini elettorali piuttosto pescosi. La sfida è difficile, ma non impossibile. Considerando poi che, piazzandosi bene in lista, magari tra il sesto e il settimo posto, c'è un'alta probabilità che tra dimissioni, rinunce e altro si riesca ad entrare. Inevitabilmente, bisognerà confidare in un risultato elevato di Fratelli d'Italia, che per il momento viene comunque dato attorno al 30%. 

È presto per parlare di numeri ma, sulla base dei voti guadagnati da FdI negli ultimi anni, è lecito aspettarsi che, nella Tuscia, Sberna riesca a fare incetta di preferenze. Si parte da una base minima di 16mila, con l'obiettivo di arrivare almeno a 20mila. Da lì, la mossa dovrà essere quella di prenderne altrettante fuori dalla provincia, per arrivare a 40mila. Confidando che dall’Umbria e dalla Toscana arrivi un sostegno forte, cosa possibile visti gli ottimi rapporti ad esempio tra Donzelli (ras delle preferenze toscano) e Mauro Rotelli. Missione possibile, dunque. Servirà fare una campagna elettorale vecchia maniera, per cui, nei prossimi mesi, Sberna dovrà impegnarsi come non mai. 

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