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Aumento Tari, per la giunta è del 7,50% ma i calcoli dell'opposizione dicono altro: "Stangata per ristoranti, bar e alimentari"

Questa mattina in seconda commissione è stato votato il nuovo documento economico finanziario che porterà all'aumento della Tari. L'assessore al bilancio Elena Angiani: "Incremento maggiore per b&b e negozi d'ortofrutta"

L’aumento della tassa sui rifiuti era nell’aria. Fino ad oggi Viterbo aveva schivato stangate importanti attestandosi tra i comuni con la Tari più bassa in Italia. In seconda commissione l’assessore al bilancio, Elena Angiani, ha confermato l’aumento che si vociferava da diversi giorni. Secondo l’assessore sarà un incremento variabile che cambierà in base alla tipologia di attività commerciale o alla famiglia che produrrà spazzatura, in media sarà del 7,50%.

La colpa dell’aumento della Tari è dell’inflazione. Crescono le spese di Viterbo ambiente che, una volta rendicontate al Comune, hanno imposto la crescita della tariffa. Come ha spiegato l’assessore al bilancio, l’aumento sarà variabile, per via della normativa europea che impone costi più alti per chi produce più rifiuti. Nel settore produttivo, gli incrementi saranno diversi tra tipologie d’aziende e a normare la maggiorazione sono i coefficienti di produzione di spazzatura. Ad avere la peggio, ha specificato l'assessore, saranno i bed and brekfast con più di cinque posti letto, che registreranno un aumento superiore al 13%, e i negozi di ortofrutta con un incremento simile.

Spiegazione che non ha convinto l'opposizione, soprattutto in merito al reale aumento della bolletta che graverà sul cittadino. Per il capogruppo della Lega, Andrea Micci, i numeri sono diversi. "Nella realtà ristoranti, bar e negozi alimentari riceveranno un’imposta maggiorata del 30% e oltre. L’anno scorso sono stati messi 150mila euro in bilancio per abbattere la Tari, serviva farlo soprattutto quest’anno”.

Ragionamento e calcoli simili anche per la capogruppo di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini: “Ci aspetta una grossa stangata per i banchi alimentari, ristorazione e accoglienza. Il sostegno dello scorso anno di 150mila euro non ci sarà. Proponiamo e ci aspettiamo dal Comune iniziative di aiuto finanziario alle attività che vedranno lievitare i costi di gestione".

“L’aumento è imposto dall’inflazione – commenta Luisa Ciambella, capogruppo di Per il bene comune – ma un’amministrazione sana sarebbe venuta con un piano a sostegno del tessuto produttivo, che di fatto è il più punito da aumenti esorbitanti".

Per quanto riguarda la Tari domestica, Angiani ha promesso un intervento del Comune in specifici casi: “Nei casi di famiglie con difficoltà economiche interverremo in maniera puntuale per sostenerle, ma non sarà possibile attuare delle regole fisse di ammortamento della Tari per i grandi nuclei familiari. A fare la differenza sarà il reddito".

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