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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica

Bonus neomamme, esclusi 17 consultori familiari della Tuscia: "Favorite associazioni pro vita"

Polemica sui fondi regionali per la maternità, Il Pd: "Scelta insensata"

Scatta la polemica in Regione sui fondi per la maternità fragile. La giunta di Francesco Rocca ha stanziato un milione di euro per 318 madri che hanno Isee inferiore a 30mila euro, chiedendo in parallelo "alla rete dei Centri per la famiglia - si legge nel testo della delibera - ai Centri d'ascolto, ai Centri di aiuto alla vita e alle altre organizzazioni del terzo settore interessate di sostenere le mamme nella corretta compilazione della domanda". Ed è qui che il centrosinistra alza i toni. Perché coinvolgere i centri pro vita e lasciare fuori la rete dei consultori territoriali che già si occupano di diversi servizi legati alla maternità?

L'interrogazione

A chiederlo al presidente Rocca con apposita interrogazione la consigliera dem Eleonora Mattia, membro della commissione Pari opportunità alla Pisana. "Tra i soggetti individuati invece dal provvedimento figurano i 'Centri per la famiglia', gestiti in forma mista pubblico/privata (comuni ed enti del terzo settore), ma ancora scarsamente presenti sul territorio regionale (appena 12 in base all'aggiornamento 2023 del Dossier regionale Lazio), i 'Centri d'ascolto'; i 'Centri di aiuto alla vita', meno di 30 in tutto il Lazio, spesso sedi operative del Movimento per la vita, associazione di promozione sociale che ha tra i suoi scopi statutari l'opposizione alla legge 194/1978".

Consultori fuori dal servizio 

Insomma, per Mattia "una decisione insensata in base sia ai dati che alla natura e alle finalità laiche che dovrebbero guidare le istituzioni pubbliche in quanto garanti del pluralismo e dell'accesso universale al diritto alla salute sanciti dalla nostra Costituzione".

Una scelta che lascia fuori 155 consultori della regione Lazio, tra i servizi sociosanitari di base, di cui 101 nella città metropolitana di Roma, 19 nella provincia di Frosinone, 17 in provincia di Viterbo, 12 nella provincia di Latina e 6 nella provincia di Rieti, già deputati al "servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità" e a tutti i residenti in "condizioni di particolare vulnerabilità". 

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