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Martedì, 28 Maggio 2024
LE REAZIONI

Caso Bruzziches, Ugo Poggi: "Vicende che non dovrebbero mai accadere in un Comune"

Il capogruppo di IoApro Rinascimento commenta la richiesta di giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e suo marito Fabio Cavini. Anche Umberto Di Fusco dice la sua

Anche dalla maggioranza arrivano reazioni alla richiesta di giudizio immediato per il sindaco Chiara Frontini e suo marito Fabio Cavini, accusati di minaccia a corpo politico dopo la denuncia del consigliere comunale Marco Bruzziches. Non tutti i consiglieri hanno voluto dire la loro, chiudendosi in un silenzio stampa senza rispondere al telefono. Sono stati principalmente in tre ad esporsi, senza addentrarsi più di tanto nello scandalo che sta tenendo banco a palazzo dei Priori.

Il primo è Ugo Poggi, capogruppo di maggioranza per IoApro Rinascimento, la lista di Vittorio Sgarbi. Lo storico fotografo viterbese, diventato consigliere dopo la vittoria di Frontini alle urne nell’estate 2022, ha dichiarato chiaramente: “Dentro un Comune queste vicende non dovrebbero mai accadere. Certe discussioni non dovrebbero nemmeno essere pensate dal sindaco, tantomeno dal consigliere. Nessuno ha mai parlato con noi, né Bruzziches e nemmeno Frontini. Io in questo momento sostengo il Comune e, per quel che riguarda la sindaca, mi auguro che ci siano valutazioni composte nei suoi riguardi. Sia da parte della magistratura che da parte dei viterbesi. Per questo è bene sempre aspettare il processo”.

Giancarlo Martinengo, capogruppo di Viterbo2020, movimento politico fondato da Frontini nonché principale azionista della maggioranza arancionera, ha invece deciso di non rilasciare commenti ai giornali. “Non ho letto della richiesta di rinvio, lo apprendo ora”, ha dichiarato ieri pomeriggio prima di aggiungere: “In questo momento sono al lavoro per organizzare l’evacuazione del 7 maggio”. Martinengo, in assenza di Frontini, che si troverebbe all’estero con la famiglia, è stato designato per portare avanti le pratiche più urgenti.

E allora è Umberto Di Fusco, neoeletto consigliere provinciale con un passato in polizia, a sbottonarsi: “Per me questa richiesta è solo un momento di una situazione complessa e allargata. L’accusa, del resto, porta avanti una linea. Massimo rispetto per tutti i magistrati, che svolgono un lavoro fondamentale, però siamo nell’ambito di un percorso e non già al traguardo, che sarà la sentenza. Sembra incredibile ma proprio per il mio percorso professionale sono sempre stato dell’idea che bisogna agire senza essere convinti della verità. Bisogna cercarla, ma sarà chi ha un’oggettività a dire se la cosa è o non è come pensiamo”. In poche parole: “Attendo la realtà processuale. Non posso e non voglio dare giudizi sull’iter che c’è stato finora”.

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