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Montalto di Castro, il comune chiude con Montalto ambiente e perde 50mila euro sul valore delle quote

La questione è stata trattata durante il consiglio comunale del 2 aprile: "La società ha subito in un anno una svalutazione di 200mila euro"

Il comune di Montalto di Castro cede le quote della società partecipata Montalto Ambiente. E' Marco Fedele, assessore alle Partecipate del comune di Montalto di Castro, a spiegare durante il consiglio comunale di martedì 2 aprile l'iter che ha portato il comune a stringere l'accordo di cessione con il privato per uscire dalla società in considerazione del fatto che il servizio idrico, prima gestito dalla partecipata in questione, è passata dal 2023 sotto il gestore unico Talete. "Il principio di razionalizzazione di partecipazione alla società partecipate non consente al comune di essere socio in due società che hanno la stessa finalità - ha spiegato Fedele - in questo caso Talete s.p.a e Montalto Ambiente s.p.a si occupano di gestire il servizio idrico, quindi il comune dopo essere passato sotto la gestione Talete deve necessariamente uscire dalla partecipazione di Montalto Ambiente. Abbiamo avviato un confronto con il socio privato, dopo aver incaricato un professionista di stimare il valore dell'azienda. Il processo di stima è iniziato lo scorso anno, non per volontà del comune ma per decisioni prima dall’Ato e poi da Talete s.p.a che non era in condizione di prendere in carico troppe gestioni contemporaneamente. A causa dei ritardi - prosegue Fedele - abbiamo dovuto riaggiornare la perizia e c'è stato un decremento di valore rispetto alla prima stima, che nasce dal fatto che la società ha cessato di svolgere attività nel luglio 2023". Fedele si è poi dilungato sui dettagli della perizia.

I dubbi sull'operazione

All'indomani del consiglio comunale è l'associazione Insieme Montalto di Castro e Pescia Romana a sollevare domende e dubbi sull'operazione di cessione che il comune ha negoziato. "Un anno e mezzo di ritardi nella cessione delle quote che il Comune di Montalto di Castro detiene nella Società Montalto Ambiente, ha portato ad una svalutazione di quasi 200.000 euro del valore della stessa. Nel consiglio comunale del 2 aprile c’è stato un lungo dibattito sul tema tra maggioranza ed opposizione"  scrivono in una nota Giovanni Corona e Sergio Caci ex amministratori del comune di Montalto di Castro.

L'avvio dei lavori

Nel giugno 2022, poco prima del termine del mandato dell’amministrazione Caci, e’ stato affidato  l'incarico di valutare la società Montalto Ambiente, che si occupava del servizio idrico integrato del comune, al fine di cedere le quote di capitale detenute dal comune stesso. La perizia, depositata ad ottobre 2022, ha certificato e stimato il valore del patrimonio netto della Società a 890.000 euro. A quella data a Talete non era stato ancora ceduto il servizio e, invece di accelerare i tempi, considerata la perizia presentata, sono passati altri mesi senza che accadesse nulla.

Danno da 50 mila euro?

"Perché questa inerzia? Il ritardo nella cessione ha fatto scadere la perizia di valutazione del 2022 e ne ha resa necessaria una più aggiornata. La nuova perizia, richiesta a dicembre 2023, ha certificato i nostri timori, ovvero una svalutazione della società di quasi 200.000 euro. Il valore attuale della Società si è così ridotto dagli 890.000 euro del 2022, ai 696.500 euro del 2024. La svalutazione della società ha portato di conseguenza anche ad una riduzione del valore delle quote del 20% detenute dal Comune - hanno poi proseguito i due ex amministratori -  Così il Comune, incasserà solamente 131.000 euro, passando per la cessione diretta delle quote, e senza aver fatto nemmeno un’indagine di mercato, invece di 178.000 euro come previsto dalla perizia del 2022. Gli errori a nostro avviso commessi sono abbastanza gravi. Il primo è il ritardo con il quale è stato ceduto il servizio idrico a Talete, che ha causato una svalutazione delle quote societarie. Ritardo causato, a quanto affermato dall’assessore alle partecipate, prima dall’Ato e poi da Talete. Ma la cosa peggiore- sempre secondo quanto riportato da corona e Caci - a nostro avviso, è stata quella di caricare solo al Comune, ovvero al socio pubblico, l'intero ammontare della svalutazione della società". Questo atteggiamento ha causato un danno economico e patrimoniale al Comune, di circa 50.000 euro. Come mai questo mancato introito alle casse dell’ente, visto che è stata colpa di altri come spiegato dall’assessore Fedele, non è stato, ad esempio, computato all’ATO e Talete, ma tutto al comune di Montalto, che in realtà è incolpevole dell’accaduto? Chi ripagherà i cittadini di Montalto e Pescia dei 50mila euro persi per le casse comunali? 

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