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DA PALAZZO

Crisi in Comune, ora la maggioranza trema: rimangono 18 consiglieri, occhi puntati su Poggi e Gioiosi

I numeri in aula cominciano a sgretolarsi, adesso basta un altro scossone per far crollare l'amministrazione. E la minoranza ha un piano…

Anche Letizia Chiatti ha abbandonato la nave, l’equipaggio capitanato da Chiara Frontini si riduce a 18. Dopo Marco Bruzziches, ieri è stata la volta dell’ex presidente del Consiglio comunale, che ha formalizzato il suo passaggio tra i banchi della minoranza affermando che con il sindaco il rapporto si era da tempo incrinato e che si sentiva “delusa personalmente e politicamente”. Le motivazioni ufficiali sono l’immobilismo del Comune a guida civica su alcune tematiche di fondamentale importanza per Chiatti come, ad esempio, il rilancio del centro storico, lo stop ai centri commerciali, la gestione dei rifiuti, lo stop ai contributi a pioggia e quello al consumo dei suoli. “Nessuna parola su cosa fare e come farlo, è chiaro che siamo in una direzione contraria rispetto a quella di partenza”, ha spiegato la consigliera. 

E così, l’addio di Chiatti va ad incidere anche sui numeri che la maggioranza arancionera ha in Consiglio. Da 21 voti iniziali (compresi quelli della stessa Frontini e dell’attuale presidente d’assise Marco Ciorba), adesso si è passati a 18 consiglieri in virtù delle due defezioni. Potrebbe sembrare ai più un numero ancora solido, ma così non è. La soglia del numero legale, quello necessario per svolgere regolarmente una seduta di Consiglio, è infatti fissato a 17. Qualora questo magic number non dovesse essere raggiunto, l’attività dell’amministrazione andrebbe ad incagliarsi. Dato lo scarto ormai residuale tra maggioranza e opposizione (18 a 14), basterebbe che altri due membri di Viterbo2020 decidessero di tirare i remi in barca che allora sarebbero guai grossi. In caso di parità tra le due fazioni, difatti, piuttosto che ricorrere ad uno psicodramma in aula, a Frontini converrebbe  dimettersi.

Come detto, con altri due addii la maggioranza non avrebbe più i numeri per governare. E allora è partito già da alcune settimane il toto-nomi su chi possano essere i marinai pronti a salire sulle scialuppe di salvataggio. I principali indiziati, secondo gli addetti ai lavori, sarebbero Ugo Poggi, capogruppo della lista sgarbiana Rinascimento, e Luigi Gioiosi. Nel primo caso parliamo di un esponente che, a causa di alcune uscite mediatiche giudicate “sopra le righe” è entrato già diverse volte in contrasto con Frontini. In più, visto il suo legame con Sgarbi (che resta ancora con la valigia pronta sul letto viste le indagini sul suo conto), in caso di dimissioni dell’assessore alla Bellezza per lui non avrebbe più senso restare con i frontiniani. Per quanto riguarda Gioiosi, invece, in molti evidenziano l’ottimo rapporto tra lui e Letizia Chiatti. Peraltro, il consigliere eletto a Grotte Santo Stefano è promotore dell’iniziativa sui consigli dei territori (le ex circoscrizioni) che però non è ancora decollata e difficilmente partirà quest’anno. Non è da escludere che, di fronte ad un immobilismo della giunta sulla sua proposta, Gioiosi possa decidere di seguire l’amica avvocato in minoranza.

Ma di certo non ci sono solo Poggi e Gioiosi tra i papabili franchi tiratori pronti a sabotare Palazzo dei Priori. Difatti, ci sono ancora diverse questioni sul piatto. Ad esempio le partecipate, su tutte Francigena e Talete, sulle quali una parte dei frontiniani chiede maggiore attenzione. Oppure le tematiche che riguardano il turismo e lo sviluppo economico, considerato da alcuni come il vero tallone d’Achille della giunta. Senza dimenticare che, a marzo, tra un mese esatto, si voterà per il rinnovo del Consiglio provinciale, con Viterbo2020 che giocherà un ruolo fondamentale nella composizione della nuova squadra che dovrà amministrare l’ente insieme ad Alessandro Romoli. Una falange piuttosto numerosa, infatti, non vede di buon occhio un accordo elettorale con il Pd e Forza Italia, che sarebbe considerato un vero e proprio inciucio degno della peggior politica consortile che da sempre Frontini ha giurato di voler combattere. E non è da sottovalutare nemmeno il rischio che qualcuno dei 18 esponenti di Viterbo2020 possa risentirsi nel caso in cui non dovesse essere candidato. Insomma, siamo di fronte ad un autentico campo minato, politicamente parlando. Basta mettere male un piede per far saltare tutto.

Considerando l’assottigliamento dei numeri della maggioranza, per Frontini potrebbe essere realmente pericoloso dover portare in Consiglio delle pratiche spinose. De facto, l’attività dell’amministrazione verrà inesorabilmente condizionata dalla situazione. Per questo la prima cittadina ha un piano, quello di ridurre il più possibile le convocazioni in Sala d’Ercole limitandosi alle circostanze imposte dalla legge. Un confronto in aula, magari senza avere l’unanimità, potrebbe rivelarsi effettivamente una trappola fatale. Ma la leader civica non è l’unica ad avere un piano. Anche l’opposizione ne ha uno. Il centrodestra in particolare, con Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Luisa Ciambella che, tramite l’appoggio di Chiatti e Bruzziches, avrebbe intenzione di attivare la propria strategia richiedendo più Consigli straordinari, così da mettere a repentaglio la tenuta della maggioranza e fomentare possibili ed ulteriori spaccature in seno al gruppo di governo.

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