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CASO BRUZZICHES | FdI, Lega e Ciambella sul piede di guerra, FI si spacca e il Pd fa da stampella alla maggioranza

Tutte le reazioni allo scandalo che sta coinvolgendo il consigliere comunale

Tiene banco, in Comune e nelle strade, il caso Bruzziches. Il presunto scandalo denunciato dal consigliere comunale ormai uscito da Viterbo2020 che ha dichiarato pubblicamente di aver subito “fatti gravissimi” che avrebbero coinvolto anche la sua famiglia. E ci mancherebbe altro, vista la portata di queste rivelazioni. La questione, logicamente, ha anche generato un enorme dibattito pubblico sin da ieri mattina, con i vari partiti della scena locale che si stanno esprimendo sul caso.

Subito dopo le parole pronunciate in aula da Bruzziches, i consiglieri di minoranza hanno abbandonato i lavori in segno di protesta contro le parole della sindaca Frontini, che aveva “rimproverato” il suo ex esponente di essersi seduto tra i banchi di chi, in passato, non aveva “sempre garantito la legalità”. A uscire sono stati Fratelli d’Italia, Lega e Luisa Ciambella. Il Partito democratico ed Elpidio Micci, di Forza Italia, hanno invece deciso di rimanere in consiglio, garantendo il numero legale e salvando l’amministrazione. 

Nella conferenza stampa indetta dai rappresentanti delle tre forze politiche, la prima a parlare è stata Laura Allegrini: “Un fatto molto grave oggi è accaduto, con l'offesa lanciata dal sindaco all'opposizione. Abbiamo chiesto delle scuse, che non sono arrivate, e abbiamo scelto di andarcene. Secondo noi il sindaco dovrebbe avere un rapporto molto diverso con il proprio consiglio. Ha scelto di rispondere unicamente a Bruzziches, ignorandoci. Le scuse sono arrivate in nostra assenza”.

Le ha fatto eco Luisa Ciambella: “Una totale mancanza di rispetto e la totale indifferenza - ha sottolineato - con la quale sono proseguiti i lavori in assenza della minoranza. Il rispetto avrebbe voluto che subito si fermassero i lavori e fosse convocata una conferenza dei capigruppo. Una maggioranza che cade a pezzi, in totale decadenza. Il malessere interno è palese”.

Colpisce duro anche Andrea Micci, della Lega: “II 21 dicembre, il giorno più buio dell'anno anche per l'amministrazione Frontini. Abbiamo capito che sul piano politico è una maggioranza totalmente sgretolata, ribadito oggi dalle parole del consigliere Bruzziches e dal probabile passaggio in minoranza anche del consigliere Chiatti. Le sue dichiarazioni hanno tirato fuori un fatto, che se confermato, è di una gravità inaudita. Come opposizione ci siamo scontrati sempre contro un muro”.

Anche la meloniana Antonella Sberna si è espressa: “Il fatto più grave, dopo quanto accaduto stamattina, è stata la reprimenda diretta nei confronti del consigliere ed esclusivamente a lui e senza alcuna spiegazione di quanto accaduto. Se il sindaco è il primo a non rispettare i propri consiglieri comunali, come possiamo aspettarci che rispetti il resto della popolazione viterbese?”. 

Di nuovo la capogruppo di FdI, Laura Allegrini, ha poi spiegato: “Non entriamo nel merito delle vicende esclusivamente private e non politiche tra Bruzziches e il sindaco, ma ci preoccupiamo del futuro della città. La slavina è cominciata”. Dello stesso avviso anche Matteo Achilli: “Dal momento che alcuni consiglieri di maggioranza hanno scelto di passare all'opposizione dimostra tutti i problemi rimarcati fino a oggi, come le deleghe tolte. Va dato atto a Bruzziches di averci raccontato come è questa maggioranza”.

Sulla scelta del Pd, che ha tenuto con i suoi tre consiglieri il numero legale in consiglio nonostante quanto accaduto, Allegrini è telegrafica: “La loro scelta di rimanere è esclusivamente politica, di convinzione”. Difatti, così sembra essere. Il capogruppo dem Alvaro Ricci, nel corso dell’assise, ha motivato la decisione del suo partito appellandosi alla “responsabilità”. Lo stesso ha fatto anche Elpidio Micci, di Forza Italia. E così, lo scandalo che riguarda Bruzziches diventa anche un caso politico, con il centrosinistra e l’ala romoliana di FI che si sono schierati al fianco di Chiara Frontini, salvandola nel momento di difficoltà. Utilizzando il gergo politico, il Pd ed Elpidio Micci, ieri, hanno fatto da stampella alla maggioranza. 

Se i dem hanno agito in maniera compatta, lo stesso non si può dire di Forza Italia. Il partito berlusconiano, infatti, è spaccato a metà sulla questione. Da una parte c’è Alessandro Romoli che, insieme a Enrico Panunzi, ha da poco dato vita a un asse con la prima cittadina del capoluogo in vista delle elezioni provinciali, mentre dall’altra c’è la vecchia guardia con cui Frontini non è mai e poi mai andata d’accordo.

L'ex sindaco Giovanni Arena, veterano forzista e nemesi per sua stessa definizione della donna che lo ha succeduto alla guida del Comune, ha dichiarato: “Quanto successo oggi in consiglio comunale è di una gravità inaudita, il consigliere Marco Bruzziches lascia la maggioranza e denuncia di aver subito minacce nei suoi confronti e della sua famiglia. Da parte di chi? Sarà un caso isolato o ci sono altre situazioni similari? Mai nella storia del consiglio comunale si era giunti a certi livelli. Il civismo della Frontini è arrivato a fine corsa? Staremo a vedere”. 

La posizione ambigua di Forza Italia, stavolta, può davvero segnare il punto di non ritorno all’interno del centrodestra. Gli alleati, FdI e Lega, sono chiaramente indispettiti dall’atteggiamento dell’ala romoliana, che ormai agisce in maniera autonoma e, molto spesso, si pone in contrasto col resto della coalizione. La scelta di tenere il numero legale, soccorrendo Frontini insieme al Pd, potrebbe generare ripercussioni all’interno del partito fondato da Berlusconi. Anche perché, ad anno nuovo, si terrà il congresso provinciale, dove è assai probabile una resa dei conti tra Alessandro Romoli e lo zoccolo duro.

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