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TUSCIA RADIOATTIVA

Nucleare nella Tuscia, Romoli annuncia il ricorso contro Sogin: "Ignorate le nostre osservazioni contro il deposito"

Il presidente della Provincia al lavoro insieme agli avvocati per redigere il ricorso contro la Cnai, che include ben 21 siti del Viterbese tra quelli idonei a ospitare il sito di rifiuti radioattivi

Dall’assemblea dei sindaci di ieri mattina è uscito l’ennesimo grande “No” alla realizzazione del deposito nazionale di scorie nucleari nella Tuscia. A sollecitare l’ulteriore presa di posizione formale è stato lo stesso presidente della Provincia, Alessandro Romoli, il quale ha portato a Palazzo Gentili una mozione nella quale, oltre a quello per chiedere un’audizione alla Sogin (la società di Stato incaricata di costruire il deposito) e promuovere iniziative contro quest’ipotesi, i primi cittadini viterbesi gli conferiscono anche il mandato di opporsi legalmente con ogni mezzo a disposizione. E, infatti, così sarà. Il documento, sia in Consiglio provinciale che in conferenza dei sindaci, è passato all’unanimità. Nessun voto contrario e nessuna astensione.

Subito dopo l’assemblea, Romoli ha dichiarato a ViterboToday: “Il prossimo 2 di gennaio, al massimo il 3, incontrerò personalmente gli avvocati dell’ente per redigere il ricorso. Quanto verrà elaborato sarà posto all’attenzione di tutte le altre istituzioni locali”. Il ricorso sarà contro l’ultima pubblicazione di Sogin, la Cnai (carta delle aree idonee ad ospitare il deposito, precedente chiamata “Cnapi”, carta delle aree potenzialmente idonee), nella quale sono indicati ben 21 siti della Tuscia sui 51 complessivi. Del resto, Romoli aveva annunciato guerra aperta alla Sogin: “La nostra sarà una resistenza attiva”, ha detto sempre ieri in Consiglio provinciale. 

Al ricorso della Provincia, molto probabilmente, potrebbero accodarsi anche i Comuni selezionati nella Cnai. Da Tarquinia a Montalto passando per Tuscania, Corchiano, Arlena e la piccola Tessennano. Tutti, sia grandi che piccoli, uniti contro lo spettro del bunker contenente rifiuti radioattivi. E non poteva di certo mancare il capoluogo. Il sindaco Chiara Frontini, difatti, si è accodata alle parole di Romoli: “Il nostro territorio comunale - ha dichiarato - non è direttamente interessato ma la Tuscia è una provincia e anche il Consiglio comunale di Viterbo si unirà a questa battaglia motivando l’assoluta contrarietà alla scelta di individuare la sede del deposito nel territorio provinciale. È doveroso da parte nostra, come Comune capoluogo”. 

Chiara Frontini in assemblea dei sindaci-2

“Metteremo sul piatto - ha concluso Frontini - motivazioni tecniche ed un impatto cumulativo non più sostenibile, perché il deposito si va ad aggiungere al 78% di impianti rinnovabili sul territorio, ad un piano regionale di gestione dei rifiuti disatteso e ad altre servitù. Un ulteriore schiaffo alla provincia di Viterbo non ci vedrà proni e supini a decisioni calate dall’alto”.

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