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Giovedì, 23 Maggio 2024
Politica

Un seggio dell'Europarlamento per la Tuscia, nel centrodestra è corsa per la poltrona a Bruxelles

La provincia di Viterbo, rimasta fuori dalla giunta regionale e ai margini della politica laziale, punta alla riscossa alle Europee


Una poltrona dell’Europarlamento spetterà ad un politico viterbese. Questa, perlomeno, è la richiesta dei partiti del centrodestra locale ai vertici nazionali. Dopo la cocente delusione delle regionali, quando l’assessorato inizialmente destinato al Viterbese è saltato senza troppe spiegazioni, adesso si punta al riscatto in vista delle europee. Ed effettivamente, secondo il metodo della compensazione, la Tuscia meriterebbe di essere accontentata. Del resto, la provincia si è vista pesantemente ridimensionata dal punto di vista della rappresentanza nelle stanze del potere. A cominciare dal Senato, dove non siede alcun viterbese perché a stravincere il seggio ci ha pensato il forestiero Claudio Durigon. Le cose non vanno meglio in Regione, dove sì siedono tre consiglieri ma non figura alcun esponente all’interno della giunta Rocca. Insomma, urge una svolta. Ed ecco che potrebbe arrivare proprio in occasione del rinnovo del parlamento europeo.

Chiaramente, il partito indiziato numero uno per guadagnarsi l’ambita poltrona è senz’ombra di dubbio Fratelli d’Italia, che sulla scia del consenso del Governo Meloni punta a sbaragliare la concorrenza anche alle europee che dovrebbero tenersi il prossimo giugno. In pole position per un’eventuale candidatura c’è Antonella Sberna, regina delle preferenze sia alle comunali che al recente congresso provinciale. Sembrerebbe essere il suo l’identikit corrispondente alla figura su cui FdI intende puntare per accaparrarsi il seggio. Tra l’altro, una sua elezione libererebbe un posto in Consiglio comunale, dove a sostituire la Sberna ci penserebbe Gianluca Grancini, veterano della fiamma tricolore. Attenzione, però, agli outsider. Il partito meloniano, nella Tuscia, ha sempre abituato elettori e addetti ai lavori ai colpi di scena. In lizza per una candidatura potrebbero esserci anche - oltre allo stesso Grancini - anche altri esponenti di lungo corso come Laura Allegrini e Luigi Buzzi. Per entrambi sarebbe il coronamento di una carriera vissuta sotto un unico simbolo.

Antonella Sberna

È della partita anche Forza Italia, in grande spolvero dopo il traumatico addio a Silvio Berlusconi. I sondaggi fanno ben sperare, così è possibile - anche se con percentuali davvero residuali - che il seggio blindato possa spettare ai forzisti. Il partito si sta lentamente ricostruendo dopo la batosta alle comunali del 2022, che hanno sancito, dopo trent’anni, l’esclusione di FI da Palazzo dei Priori. Per questo, la lista dei nomi è piuttosto risicata: i sempreverdi Giulio Marini e Paolo Muroni, ma anche Giovanni Arena sogna per smacchiare definitivamente l’onta della sfiducia subita nell’ormai lontano Natale 2021. Ma tra tutti questi, il più accreditato - sempre qualora l’alchimia dovesse decretare Forza Italia - sembrerebbe essere l’ex senatore leghista Umberto Fusco, da poco entrato nelle fila dei berlusconiani. 

Umberto Fusco

Discorso diverso per la Lega, la più debole dell’alleanza di centrodestra in questo momento, elettoralmente parlando. La rosa è ridotta e, considerando la situazione attuale,  difficilmente la poltrona all’Europarlamento sarà alla portata del Carroccio. Comunque vada, nel caso scaldano i motori il giovane e carismatico Andrea Micci, il sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci, Elisa Cepparotti e Vittorio Galati. 

È sicuramente ancora presto per comprendere come si delineerà lo scenario e, va detto, c’è pure la possibilità che, anche stavolta, la Tuscia rimanga a bocca asciutta. Ma l’ottimismo dei partiti di centrodestra, i quali dovrebbero risultare vincitori alle europee, lascia ben sperare. Considerando che, in virtù delle consultazioni, il Lazio verrà inserito nella circoscrizione “Centrale” insieme a Marche, Toscana e Umbria, la quota dei voti complessivi da raggiungere per il primo partito si attesta tra i 680mila e gli 800mila. I seggi a disposizione, salvo improbabili variazioni, sono 15. Questo vuol dire che il mister X viterbese, per essere eletto, dovrà riuscire ad accaparrarsi almeno 30mila preferenze. E potrebbero servirne anche di più. Per questo, sia FdI che Lega e Forza Italia, semmai dovessero essere chiamate a scegliere un proprio rappresentante da mandare a Bruxelles, dovranno scegliere certamente i pezzi da 90.

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