rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
MEDIORIENTE / Nepi

Dalla Tuscia 18 tonnellate di aiuti per Gaza, Tajani: "Il popolo palestinese non ha nulla a che vedere con Hamas"

Il ministro degli Esteri al Centro di raccolta Coldiretti di Nepi da dove è partito il primo carico di aiuti umanitari per i civili palestinesi: "Food for Gaza è segno di amicizia verso un popolo che soffre. Stiamo lavorando tantissimo per il cessate il fuoco e appoggiamo la mediazione Usa che sta compiendo passi in avanti, segnali di apertura da Hamas e Netanyahu"

Dalla Tuscia il primo carico di aiuti umanitari per la popolazione civile palestinese, nell'ambito del programma Food for Gaza del ministero degli Esteri. Diciotto tonnellate di prodotti, tra generi alimentari non deperibili e materiale sanitario, che dal Centro di raccolta Coldiretti di Nepi raggiungeranno la Striscia di Gaza con i mezzi della Croce rossa. Lì ad attendere gli aiuti umanitari italiani ci sarà la Mezzaluna rossa palestinese, che si occuperà di farli entrare nella Striscia e di distribuirli alla popolazione in difficoltà.

L'Italia sta "preparando tutto il terreno" perché gli aiuti di Food for Gaza (l'iniziativa guidata dalla Farnesina insieme a Fao, Pam e Federazione internazionale della croce rossa e della mezzaluna rossa) possano "arrivare a chi ne ha veramente bisogno" nella Striscia di Gaza.  Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, oggi pomeriggio nel Centro di raccolta Coldiretti di Nepi. "Speriamo di riuscire a raggiungere l'obiettivo, siamo ottimisti - ha aggiunto -. È stato tutto preparato con grande serietà". 

"I camion vanno a Brindisi", ha spiegato Tajani. Nella città pugliese "vanno nel centro delle  Nazioni unite,  da lì con gli aerei della Cooperazione internazionale italiana sono portati in Giordania. Dalla Giordania poi cerchiamo di farli entrare, con l'accordo sia di Israele sia dell'Autorità nazionale palestinese, nella Striscia di Gaza. Ci sono materiale sanitario e igienico, alimenti e tende. Una sorta di posto medico avanzato con 14 posti letto". 

"Siamo in una situazione complicatissima - ha ammesso il capo della diplomazia italiana -. Per garantire che i beni arrivino a chi ne ha veramente bisogno abbiamo lavorato sia con le autorità israeliane sia con l'Autorità nazionale palestinese.  Il nostro ambasciatore Archi, insieme alle nostre ambasciate, sta facendo veramente tutto il possibile. La nostra diplomazia è impegnata con le organizzazioni della Fao, con il Programma alimentare mondiale. Ce la mettiamo tutta, stiamo preparando tutto il terreno perché" i carichi possano "arrivare a chi ne ha veramente bisogno. Speriamo di riuscire a raggiungere l'obiettivo, siamo ottimisti. È stato tutto preparato con grande serietà".

Tajani ha aggiunto. "Devo dire che, a parte l'organizzazione del nostro ministero, abbiamo avuto grande disponibilità da parte della Fao e del Pam: non c'è stato neanche bisogno di dirlo, tutti quanti ci siamo messi al lavoro. Ringrazio Coldiretti perché ha messo a disposizione questo centro di raccolta. È la prima ondata di prodotti alimentari che le aziende associate a Coldiretti stanno mandando alla popolazione civile di Gaza: anche materiale che non si deteriora, questo è importante per la situazione che c'è". 

"Devo ringraziare -  ha aggiunto il titolare della Farnesina - anche la protezione civile, che ha coordinato questo lavoro. Lavoreremo anche attraverso il corridoio marittimo che passa da Cipro. Partiranno anche dei formatori per la popolazione civile, stiamo predisponendo anche l'invio di 15 camion Iveco per la distribuzione degli aiuti dentro la Striscia di Gaza. Stiamo raccogliendo anche mangimi da inviare a Gaza per rilanciare l'allevamento e l'agricoltura. C'è una grande gara di solidarietà. C'è un altro centro di raccolta in altri depositi gestiti invece da Confagricoltura. Sono pronti a partire altri aiuti: riso, pasta, pomodori, sale...". Tajani ha poi ricordato che "il 6 giugno dal porto di Gioia Tauro verrà imbarcato per Cipro un moderno scanner dell'Agenzia delle dogane". 

Insomma, quello partito da Nepi è solo il primo carico, al quale faranno seguito tanti altri. "Noi - ha ribadito il ministro degli Esteri - dobbiamo assolutamente dare un segno di amicizia nei confronti di un popolo che soffre. Siamo amici di Israele, siamo amici dell'Autorità nazionale palestinese, del popolo palestinese che non ha nulla a che fare con Hamas. Stiamo lavorando tantissimo perché si possa arrivare a un cessate il fuoco, si possano liberare gli ostaggi, si possa finalmente far arrivare materiale umanitario - alimentare e non - alla popolazione civile palestinese. L'obiettivo è quello 'due popoli, due stati'. Abbiamo detto più volte che siamo pronti a sostenere anche iniziative delle Nazioni unite, qualora ci fosse una missione simile a quella di Unifil, a mandare nostri militari per preparare la nascita di uno stato palestinese, che unifichi la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Con l'Anp alla guida di quello che dovrà essere lo stato palestinese, che riconoscerà Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele".

Il ministro degli Esteri ha ricordato che l'Italia sta "appoggiando l'iniziativa di mediazione statunitense" e l'augurio è "che si possa arrivare a un cessate il fuoco." Commentando l'ipotesi che l'Ue, nel quadro Consiglio di associazione con Israele, produca sanzioni contro lo stato ebraico per il mancato rispetto della decisione della Corte internazionale di giustizia su Rafah, Tajani ha detto: "Prima di parlare di sanzioni a Israele, abbiamo già fatto delle sanzioni contro i coloni che hanno violato le regole in Cisgiordania. Ora vedremo qual è la situazione, ne parleremo. Non sono i singoli stati che danno le sanzioni, è sempre l'Ue nel suo insieme. Vedremo quali sono le proposte e ascolteremo tutti gli interlocutori".

"Intanto - ha aggiunto Tajani - la prima cosa da fare è quella di avere il cessate il fuoco e noi stiamo sostenendo la proposta di mediazione statunitense che, mi pare, stia compiendo passi in avanti. Mi pare che ci sia qualche segno di apertura da parte di Hamas e da parte di Netanyahu. Speriamo che queste ipotesi si trasformino in aperture concrete e non siano solamente messaggi politici". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dalla Tuscia 18 tonnellate di aiuti per Gaza, Tajani: "Il popolo palestinese non ha nulla a che vedere con Hamas"

ViterboToday è in caricamento